Vita quotidiana al tempo del coronavirus (XCIV)

Mercoledì 27 maggio

Ieri sera ho fatto qualcosa che non andrebbe ancora fatto, ovvero con il coretto dopo il rosario in Chiesa (di questo ne parleremo un’altra volta, non è che io sia molto pratico di rosari, ma maggio come forse ricorderà chi ha fatto il catechismo è il mese della Madonna e tutte le sere si recita il rosario; da ragazzo avrò partecipato due o tre volte e solo perché c’erano anche le ragazze, da adulto quattro o cinque e solo per compiacere qualcuno, non me ne vanto sia chiaro anche se ammetto che non c’è niente di male) ci siamo fermati a fare le prove di canto. La scena era un po’ surreale, un coro distanziato e con le mascherine, sembravamo dei Sentinelli in Piedi (vade retro), abbiamo cercato di essere ligi ma ogni tanto bisognava respirare. Secondo me chi dice che andare in giro con la mascherina non fa bene non ha tutti i torti: si respira la propria anidride carbonica ed infatti dopo un po’ (almeno a me) inizia a far male la testa. Perlomeno non bisognerebbe cantarci; comunque ci siamo respirati un bel po’ addosso anche se non proprio vicinissimi, speriamo bene.

E’ in corso lo screening per verificare quanti sono stati contagiati e guariti; l’Istat e l’Iss, l’Istituto Superiore della Sanità, hanno stabilito un campione di 150.000 persone che vengono contattate telefonicamente e invitate a sottoporsi gratuitamente al test sierologico. Test che finora è un grandissimo regalo ai laboratori privati, che fanno pagare fino a 70 euro quello che le regioni consigliano di far pagare 15,23 euro. Quindi come al solito finora la sanità pubblica si è fatta il mazzo ma i benefici li prenderanno i privati.  Ma non volevo dilungarmi su queste considerazioni da vecchio statalista, un sovok direbbero in Russia, la cosa che mi ha colpito ma in fondo era ovvia è che finora la maggior parte di quelli contattati non ha risposto al telefono o non ha creduto a quanto gli veniva detto. E per forza, tutti i giorni siamo subissati da gente che ti vuol far cambiare gestore telefonico, del gas, dell’energia elettrica, di chi ti vuol vendere multiproprietà nei posti più improbabili; per non parlare delle vere e proprie truffe, specie ai danni degli anziani, con chi si spaccia addirittura per parente lontano. Io ho una regola d’oro: se sul telefono compare un numero che non ho registrato non rispondo, ai numeri privati nascosti non rispondo, e anche a chi mi sta sulle scatole a dire la verità non rispondo. Mi rendo conto che se tutti si regolassero come me i call center in breve chiuderebbero i battenti, ma ad un certo punto uno deve difendersi in qualche modo…

Tra l’altro non ho ben capito perché uno si faccia ‘sto test sierologico. Se è negativo vuol dire che posso ammalarmi,  se è positivo può essere un falso risultato e comunque devo fare il tampone; ammettiamo che vengano segnalati anticorpi e il tampone sia negativo. Che vuol dire? Che l’ho fatto senza accorgermene? Questo impedisce che possa riprenderlo? Finora nessuno ci mette le mani sul fuoco. E sapere che magari quando l’ho avuto in corpo ho contagiato quelli con cui sono venuto in contatto mi aiuta in qualche modo? Non so, mi sembra una cosa inutile, un conto è una ricerca epidemiologica come quella che si sta facendo, ma a livello personale se uno non è un medico o un infermiere (e a quelli spero li facciamo in ospedale senza far pagare settanta euro) non ne vedo l’utilità.

Vi avevo detto, ieri mi sembra, che il figlio di un’amica che avrebbe dovuto sposarsi in giugno ha rinviato il matrimonio. In realtà sembra che il Covid sia arrivato provvidenziale perché la lontananza forzata ha permesso alla coppia di schiarirsi le idee e così hanno deciso non di rimandare la cerimonia ma di lasciarsi proprio. Sono stati fidanzati una decina d’anni, hanno aspettato forse un po’ troppo, tra lavoro che non arrivava, università da finire, casa da mettere su, e quando tutto sembrava sistemato probabilmente entrambi hanno cominciato a  capire che il mondo era ben più grande della campana sotto la quale si erano rinchiusi.

Questa chiusa poetica mi soddisfa, amiche e amici, perciò direi di chiuderla qua; vi auguro buon pranzo (oggi per noi frugale: insalatina, bresaola e frittata avanzata), a domani!

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27 pensieri su “Vita quotidiana al tempo del coronavirus (XCIV)

  1. Comunque le tre signorine fanno assembramento illegale. Va bene dai, mi sacrifico io per distanziarle…
    Il test l’ho fatto in azienda, pagato dall’azienda, e sono risultato negativo. Trenta persone e tutti negativi… Ci credo, ci fosse stato un positivo, tutti in quarantena e ciao… (sarò complottista?)
    Buon appetito.

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    • Però metti i guanti, eh? 🙂 Mi interessa molto quello che dici, ma se uno fosse risultato positivo non avrebbe voluto dire che lui l’aveva fatto ma ormai superato? Perché gli altri avrebbero dovuto andare in quarantena? Per vedere se ce l’avevano in corso ma ancora non avevano fatto gli anticorpi? Non sarebbe stato meglio fare il tampone? Insomma, un bel casino…. (p.s.: ma quando vai a L’Eredità? avvisaci eh! poi se fai una figuraccia te ne scrivo di tutti i colori… 🙂 )

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  2. Tre numero perfetto. Mi inchino a Sua Altezza l’ombelico, volevo dire ad altezza ombelico.
    Anche oggi ho detto la mia stupidata quotidiana, e sono pago.
    Anche oggi ho compiuto la lettura del giornale e l’amara conclusione non cambia quella di ieri e di ieri l’altro.
    Niente sarà come prima, dicevano e dicono?
    Ho l’impressione che passano gli anni e i secoli, cambia ogni volta il menu, ma non il cuoco che te lo serve.
    Appresso alla prossima.

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    • Niente sarà come prima, magari! Sarà come prima invece, anzi peggio di prima. A tal proposito magari domani scriverò un po’ di Renzi, che ne dici? Perciò è importante se non altro rilassare la vista. Ho l’impressione che a quelle tre non saprei cosa dire, avrei dei problemi di incomunicabilità. Dei problemi, sicuramente.

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      • I problemi di comunicabilità sono all’ordine del giorno, non solo circoscritti alle tre sirene, non a caso ci sono tutte queste scuole di “comunicazione”. Vero che in realtà il loro scopo è formulare raffinati consulenti per le aziende e gli enti per raccontare palle.
        Renzi… guarda, parlarne è tempo perso. Anche perchè in fatto di squallore non è che uno dei tanti di una nutrita lista che, il virus, ci ha rivelato internazionale. Poi al gregge questi discorsi non interessano. Fastidio e fatica li tiene lontani. Non che la verità non venga poi infine a galla. Anche il gregge ci arriva prima o poi. Ma quando è tardi. E il gregge paga a caro prezzo.
        Ma così va il mondo. E così è sempre andato.

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  3. Certo che se uno/a deve arrivare con un piede già sull’altare per capire se vuole stare oppure no con il suo lui/lei, è meglio perderlo che trovarlo. Nel caso che citi, comune deficienza non fa mezzo gaudio. O sono rimambiti, o non erano convinti ma non avevano le palle per ammetterlo: cosa sia peggio non saprei…

    … hai citato i Sentinelli in Piedi, ma nella foto ci sono LE Sentinelle (delle quali per altro mi fregio di far parte). Dunque, cos’è che aborri, come direbbe Mughini?

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