Vita quotidiana al tempo del coronavirus (XCI)

Domenica 24 maggio

Oggi è una bellissima giornata. Ieri avevo detto di avere la sensazione che le regole di distanziamento sociale fossero saltate, e in effetti oggi il quotidiano locale riporta foto che confermano l’impressione, tanta gente ha una voglia comprensibile ma incosciente di tornare allo status quo ante coronavirus così come del resto nell’intero paese tanto che diversi sindaci hanno minacciato o addirittura applicato restrizioni alle varie movide.

Stamattina dopo tre mesi la nostra chiesa si è riaperta e si è celebrata la Messa. Alcuni scouts davano le indicazioni per gli ingressi ed i posti utilizzabili, che erano stati contrassegnati sulle panche con dei bollini bianchi; non c’è stato rilievo della temperatura ma all’ingresso, per tutti, disinfettante per le mani. L’organizzazione è stata buona, c’era un po’ di timore ma anche tanta contentezza nel rivedersi dopo tanto tempo. Tanti anziani comprensibilmente mancavano, in pratica i posti disponibili (130) erano occupati per tre quarti.  Noi del coretto ci siamo posizionati nei banchi vicini all’organo, ovviamente scaglionati e con le mascherine; solo la direttrice dovendo fare da voce guida toglieva la mascherina quando cantava. Devo dire però che cantare con la mascherina è faticoso, ogni tanto mi mancava il fiato e confesso di averla tolta qualche volta anch’io.

Parlando con qualcuno con cui si era un po’ perso il contatto, buone notizie: il figlio di uno, assistente OSA, insomma quelli che una volta erano gli infermieri generici, è stato assunto a tempo determinato in una RSA, una residenza per anziani: da loro non c’è stato nessun morto perché i responsabili avevano deciso per tempo di non permettere le visite dei parenti (tra lamentele e strepiti) e non hanno accettato il ricatto della Regione che voleva trasferire anche lì dei malati di Covid; un’altra bella notizia è che qualcuno ha trovato in una tabaccheria le mascherine a cinquanta centesimi: allora esistono! Il lavoro riprende un po’ per tutte le attività, anche per quelli più penalizzati, ristorazione e turismo, ci sono buone prospettive perché tanti sono diffidenti verso le vacanze al mare e si orienteranno per vacanze a chilometro zero o quasi, e sentivo che in Valtellina e su per il lago le prenotazioni hanno ripreso alla grande.

Ieri è stato il 28° anniversario della strage di Capaci, dove la mafia fece saltare in aria Falcone, la moglie e la sua scorta; oggi è il 105° anniversario dell’entrata in guerra dell’Italia nella Prima Guerra Mondiale, la Grande Guerra, che ci costò tra militari e civili tra 1.280.000 e 1.780.000 morti e tra 462.800 e 1.300.000 invalidi permanenti (sui numeri ancora oggi non c’ accordo tra gli storici). Tragedie a cui questo paese è sopravvissuto, vorrei dire per diventare ogni volta più forte ma a volte invece l’impressione che ho è che non impariamo mai niente e speriamo non sia così anche per la vicenda che stiamo vivendo adesso.

A giugno sono saltati due matrimoni di figli di amici, uno lo hanno spostato in agosto ma l’altro rinviato a data da destinarsi. Spero non ci ripensino, sarei stato felice di partecipare perché tra l’altro lui è stato uno dei miei “piccoli” attori e gli avrei tirato il riso in testa molto volentieri. E’ che oggigiorno si sposano così in pochi che se ci rinunciano anche quelli che lo avevano già deciso…

Oggi pomeriggio abbiamo fatto una bellissima passeggiata ma ve ne parlerò domani; ci sono anche qui segni di ritorno alla normalità, ad esempio la coppia in moto che voleva passare anche dove c’era la sbarra per impedire proprio il passaggio alle moto ed è rimasta incastrata.

Amiche e amiche scusate la fretta ma è quasi l’ora dello spritz; pizza avanzata da ieri sera, e poi ho intravisto delle melanzane al forno con mozzarella. Piatto ricco mi ci ficco, buona serata e a domani!

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11 pensieri su “Vita quotidiana al tempo del coronavirus (XCI)

    • Le agiografie riportano che è tutta sua, originale come mamma l’ha fatta. Del resto è abbondante dappertutto, ci di può credere. Sono affascinato da queste figure, da piccolo devo essere rimasto traumatizzato, mia madre cuciva reggiseni per taglie extra-extra-large…

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  1. Io non credevo, invece qui da me le chimeriche mascherine a 50 cent. ci sono!
    In comenso, in città hanno chiuso non un locale, ma una piazza, causa movida.
    Piazzale Arnaldo, il covo dei fighetti. Confesso che, sotto sotto – ma anche sopra sopra – ho goduto 😀 😉

    Piace a 1 persona

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