Vita quotidiana al tempo del coronavirus (LXXXVIII)

Giovedì 21 maggio

Piccoli segnali di ritorno alla normalità: alle 7:50 ero davanti al gommista per cercare di fare il cambio gomme, da invernali ad estive (una tassa semestrale) ma avevo già davanti cinque auto. Tutta gente che evidentemente è andata presto perché poi deve andare a lavorare… stimato che avrei dovuto aspettare più di un’oretta ho desistito e sono andato a fare la spesa. Anche la Coop è tornata alla normalità: orario dalle 8 a.m.alle 8 p.m. (non come l’impiegata di Cinzia Leone, quella della torta di fango del Camerun, la ricordate? Che teneva lo sportello aperto dalle 8 alle 8…). Mi sono lamentato con uno dei caporeparto, non è possibile che da marzo ad oggi non ho mai trovato l’alcool; mi ha detto di aver pazienza ancora per un po’, e fin qui sono d’accordo, però quando gli ho chiesto come mai in altri supermercati ce l’hanno ed ha risposto “ne dubito” mi sono chiesto in quale corso di formazione insegnino a dare del bugiardo al cliente; non che occasionalmente non ci sia chi se lo merita, per carità…

Un altro bel segnale di ritorno alla normalità è che ieri a Torino degli infermieri hanno protestato perché dopo tante pacche sulle spalle, siete i nostri eroi, cuoricini e arcobaleni, e soprattutto tanti morti, si sono ritrovati nella busta paga ben 1 (uno) euro in più. Nel frattempo, ma mi ripeto, si toglie l’Irap a chi non ne ha alcun bisogno, e si garantiscono prestiti alla Fiat che ha già detto, per bocca di John Elkann, che distribuirà 5,5 miliardi (5.500.000.000) di euro di dividendi agli azionisti perlopiù stranieri. Ovviamente è una coincidenza che l’importo sia più o meno uguale a quello che garantisce lo Stato per il maxi-prestito…

Mi chiedo, riflettendo su queste assurdità, se non abbiano ragione i quattro paesi “rigoristi” che non ne vogliono sapere di dare soldi a fondo perduto a chi tanto li spenderebbe male: Danimarca, Svezia, Olanda e Austria, che insieme fanno due terzi della nostra popolazione, paesi che ho visitato da turista e di cui ho dei bei ricordi; in particolare mi piacerebbe tornare ad Amsterdam perché quando sono andato qualche anno fa, era agosto, c’erano dieci gradi e mi sono ammalato quindi niente coffe shop e quartiere a luci rosse appena intravisto. Ah, il Museo Van Gogh invece si, lì sono andato, c’era una coda pazzesca, bisognerebbe andarci adesso!

Anche perché non è che gli italiani siano tutti con le pezze al culo, no no… l’asta dei BTP (buoni poliennali del tesoro) con scadenza 2025 ha avuto un grande successo: 22 miliardi di euro, di cui 14 dal retail, ovvero gli investitori singoli… quindi se qualche paese chiede garanzie anche sul come verranno spesi i soldi ricevuti, che ad esempio non servano a pagare gli interessi sui titoli di stato ma a fare investimenti e “riforme” (su cosa si intende per riforme però bisogna capirsi. Di solito chiedono di privatizzare il privatizzabile, tagliare servizi e allungare l’età pensionabile. Da parte mia penso che sia stata allungata anche troppo) è anche comprensibile.

Mi rendo conto di aver fatto un ragionamento molto poco sovranista, ma fare i sovranisti con i soldi degli altri è un po’ come, ci siamo capiti, insomma…

Comunque io delle idee su dove recuperare quei miliardi che ci servirebbero ce le avrei, adesso faccio due conti e poi li mando a Conte.

A domani, amiche e amici, sperando di avere più tempo perché un altro segnale di ritorno alla normalità è che al lavoro si ricomincia a rompere le scatole, mandare migliaia di mail inutili, chiedere cento volte le stesse cose, fare e disfare… buona serata!

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visto che da qualche tempo trascuro le amiche, ecco per loro l’arrotino del giorno:

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11 pensieri su “Vita quotidiana al tempo del coronavirus (LXXXVIII)

  1. Ahò, questo arrotino mi piace!! Ti cuoro ❤

    Le gomme, diamine… se non ne parlavi, me ne scordavo!
    Devo prenotare.

    E a proposito di privatizzazioni, siamo ormai arrivati alla scadenza dell'ultimo ennesimo, fortunato, rinvio per l'imposizione del mercato libero su luce e gas.
    Casualmente non ne parla nessuno: così il 1° luglio ci ritroviamo alla fin fine fregati e non si potrà tornare indietro.

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  2. Non finirò mai di ringraziare Mamma Natura ogni qualvolta si dimostra generosa. Mi riferisco ovviamente al fondo del post, quello riservato ai Sigg. Uomini perchè – bada, non offenderti – ma il finale di questo post pare riflettere
    le toilette dei ristoranti.
    Per il resto, sarò breve: mi basta avere letto che intere famiglie di malavitosi calabresi della ndrangheta, tra cui un boss della droga di portata internazionale – hanno percepito dall’INPS i sussidi del governo. C’è qualcuno che ancora si ostina a pensare che in Italia c’è troppa burocrazia e che l’Amministrazione Pubblica non sa essere veloce?

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    • Si vede che erano commercianti, o artigiani… o a partita Iva ma con Isee basso. Nei primi due casi non c’erano limiti, nel secondo se hanno fatto l’autocertificazione la finanza potrebbe controllare e incastrarli tipo Al Capone… Ma come, non apprezzi Il Gladiatore? Al mio via scatenate l’inferno! 🙂

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