Vita quotidiana al tempo del coronavirus (LIX)

Mercoledì 22 aprile

Oggi è una bella giornata, un po’ freschina ma soleggiata, e con il sole naturalmente anche l’umore migliora; all’inizio di questa storia pensavo che se fuori avesse fatto brutto si sarebbe sofferto meno, si avrebbero avuti meno rimpianti ma mi sbagliavo, il tempo brutto è deprimente in ogni caso e quindi è molto meglio che splenda il sole, almeno chi ha il balcone può goderselo e gli altri invece possono sognare di andare al mare…

Non credo che qualche responsabile della pulizia urbana legga i miei post, comunque stamattina i marciapiedi erano puliti (e mi dicono fonti affidabili che da giorni anche il sottopassaggio è decente); segnalo, nel caso, che sul davanzale di una finestra a pianterreno vicina al negozio di pianoforti giace da una settimana una buccia di banana abbandonata da qualche buontempone, domani spero di non trovarla ancora lì ma se così fosse farò il bravo cittadino e la butterò via di persona pirsonalmenti.

Tante auto in giro, a piedi quasi nessuno; senza aspettare la fase 2 sono riprese molte attività, è fastidiosa questa faccenda che la gente per prendere una boccata d’aria possa andare a lavorare ma non farsi una passeggiata al parco. Com’era quel motto: “Work buy consume die”?  C’è voglia di ritorno alla normalità, ritorno al passato: infatti ieri c’è stato un morto sul lavoro, la fabbrica produceva lamiere in ferro, chissà se sarà stato così indispensabile.

La mascherina che la Regione distribuiva gratis si è già rotta, al secondo uso. Si è staccato un elastico e l’ho riattaccato facendoci un nodo, solo che adesso mi tira su un orecchio. Devono essere fallate perché non sono il solo a cui è successo questo incidente, gli elastici sono attaccati con un goccio di colla ed è un attimo che si sgancino. Speriamo che la seconda ondata sia migliore, ora che tutti si sono messi a fare mascherine dovremmo esserne ricoperti… a proposito di Regione, mi è appena arrivato un sms della Lombardia che invita a scaricare la app AllertaLOM dove tenere traccia giorno per giorno del proprio stato di salute, per aiutare a tracciare la mappa del contagio. Assolutamente anonima, dice. Mah, ci penserò.

Qualche giorno fa in Yemen c’è stata una alluvione devastante, con campi profughi distrutti e diversi morti. Chi l’ha saputo? Ormai i TG parlano solo di coronavirus, il mondo sembra sospeso ma non è così; e succede pure che questi poveracci, dove da anni è in corso una guerra (per lo più ignorata) con conseguente catastrofe umanitaria, con buona parte della popolazione senza accesso ai medicinali, dove persino la tregua stabilita per l’emergenza Covid19 fa fatica a mantenersi (ma non credo che il virus basti a fermare i gruppi jiadhisti che scorrazzano) muoiano pure per le alluvioni… quando si dice piovere sul bagnato.

Oggi è la Giornata Mondiale della Terra; terra che ci ha fatto un bello scherzetto, o meglio in un modo o in un altro lo scherzetto ce lo siamo fatto da soli, sia che la trasmissione del virus all’uomo sia avvenuta per via naturale da animali che man mano si trovano ristretto e violato il proprio spazio vitale, sia che se il virus sia “scappato” da qualche laboratorio… come leggevo l’altro giorno, in Europa in un anno muoiono più di  400.000 persone per le conseguenze dell’inquinamento atmosferico, ma non sembra che ce ne preoccupiamo più di tanto…

Mi ha scritto, come tutti gli anni, l’albergatore di Milano Marittima dove andavo a passare qualche giorno quando mio figlio era piccolo. Questo significa fidelizzare i clienti! Dato che quest’anno non credo si potrà andare molto lontano, quasi quasi ci faccio un pensierino. Si mangiava da Dio…

Amiche e amici, per oggi vi saluto perché ho da risolvere una rognetta al lavoro e non è il caso di tirarla per le lunghe, a domani!

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14 pensieri su “Vita quotidiana al tempo del coronavirus (LIX)

  1. Caro Gio leggo sempre con piacere il tuo diario quotidiano. La mia vicina ha dal 10 marzo una cacca di cane di fronte al portone di casa sua. Ormai ne è rimasto lo scheletro rinsecchito. Avrei preferito la buccia di banana. Speriamo ci sia un po’ di turismo quest’estate, in tante zone è l’unico settore disponibile di lavoro.

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    • Dille di provare a metterla in barattolo e rivenderla. Oppure si può appostare e tirarla in testa al primo che vede che non la raccoglie… Il cervello umano è un abisso insondabile, però dentro quello di certa gente ci si troverebbe pochino. Tra l’altro adesso vanno di moda i dog-sitter, e quelli a volte sono pure peggio dei padroni…

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  2. Il tuo post ovvero ennesima rassegna o memorandum sull’insufficienza umana si chiude con una finalmente gaudente nota (Milano Marittima) e un’immagine gaudiosa.
    Milano Marittima, però, mi sa che se non c’è spazio da mettere i tavoli distanti e i commensali a loro volta se non sono mascherati timbrati-tatuati e autocertificati e… insomma se del commensale non è chiara la filiera…
    Resta consolatoria e bene auspicante l’immagine conclusiva che più sprint di così…
    A domani, sempre che il Padre Nostro che sta nei cieli ci protegga da ogni male, e così sia.

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    • Sto leggendo delle ipotesi davvero fantasiose, numero chiuso, separazione con plexiglass… a questo punto è meglio rimanere a casa, senza ferie si campa lo stesso… passeggiate (si potrà), qualche mangiata con amici (a distanza, si potrà?), il Papeete può attendere…

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      • Sicuro, a casa almeno puoi mangiare tranquillo in braghette alle distanze che vuoi tu dal tuo piatto e servirti senza chiamare cameriere con mascherina protetto da scudo….
        Buona notte.
        (Pare che se uno dorme in un letto solo con camera bene aereata possa dormire anche senza mascherina, salvo mettersela se la notte si sveglia e deve andare in bagno.)

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        • Stasera ho visto un servizio in TV di una ditta che lavora il plexiglass che ha un sacco di richieste di fornitura per separatori… anche in ufficio sembra che ciascun posto dovrà essere separato, e la cosa mi piace molto, altro che open space…

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      • Mi hai fatto sovvenire la gita improvvisata, con foto rituale goliardica, alla spiaggia del Papeete che feci l’autunno scorso con amici. Per altro mi immaginavo un locale più imponente e modaiolo, ma forse l’impressione fu dovuta al fatto che ci andammo di giorno a spernacchiare Salvini.

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