Vita quotidiana al tempo del coronavirus (XLVI)

Giovedì 9 aprile

Stamattina come ormai di routine vado a fare la spesa. Arrivo cinque minuti dopo l’apertura della Coop ed il piazzale è già pieno di macchine: non ne usciremo più… stavolta manca l’alcool, o meglio una delle inservienti mi dice che l’avevano appena messo ma evidentemente qualcuno deve farcisi il bagno ed avrà riempito il carrello… Comincio a capire dove si trovano le cose che devo prendere, ma spero di dimenticarmene presto. Incontro Giuseppe, non l’edicolante ma uno dei pochi coristi uomini del mio coro; è un fervente credente, e la mattina alle sette non si perde la messa del Papa, trovando solo strano di parteciparvi in pigiama. Stamattina però la Messa non c’era, ci sarà stasera (Giovedì Santo, inizio del Triduo Pasquale; quando ero piccolo con la famiglia si faceva la visita dei Sepolcri, che era una visita a tutte le chiese del paese…); col coro avremmo fatto la nostra bella cantata ma pazienza, se ne riparlerà l’anno prossimo. In omaggio alla tradizione ho comprato le costolette d’agnello, ammazza quanto costano! E arrivano dal Regno Unito, tra l’altro. Ma come, se proprio l’altro giorno in TV dicevano che gli agnelli italiani quest’anno avranno tempo di diventare pecore? All’uscita dei ragazzi della Protezione Civile distribuiscono le mascherina, una per ciascuno. Adesso i farmacisti con quelle che hanno in magazzino da vendere a tre euro (o a dodici!) ci si potranno pulire gli occhiali, come il presidente della regione Campania in un divertentissimo video. La Coop ha annunciato che domenica sarà chiusa, e spero che facciano tutti così: è Pasqua anche per chi lavora nei supermercati, ed hanno tutto il diritto di passarla il più possibile serenamente anche loro.

A proposito della Messa, mia suocera che di solito si alza dal letto verso le nove (non tutti gli anziani soffrono d’insonnia!) da quando c’è quella del Papa non se ne perde una (pur non essendo una che mastichi rosari e avemarie, anzi) con una motivazione semplice ma profonda: “se il Papa viene a casa mia, chi sono io per non aprirgli la porta?”. Inoltre si è messa a cucire mascherine, si è ricordata di avere in casa una stoffa particolare, la macchina da cucire ce l’ha, non saranno omologate ma,  come si dice qua, piutost che nient l’è mei piutost… mi sono ricordato dei racconti di quando cuciva le tende in casa, a cottimo, facendosi aiutare dalle figlie al ritorno dalla scuola; e mi sono ricordato che io stesso quando mia madre  cuciva in casa le gonne per un terzista del luogo mi faceva infilare gli elastici: ci avete mai provato? Si mette ad una estremità dell’elastico una spilla da balia, e con quella lo si trascina nel cinturino spingendo e tirando la spilla con le dita, finché non esce dall’altra parte. A dirlo sembra facile… certo mi divertivo di più ad aiutare mio padre a bottega, ma non mi sono mai sentito sminuito nella virilità a infilare elastici.

C’è voglia, tanta, di tornare alla normalità, ma che si intende per normalità? Tornare a comportarsi come prima, ad essere le stesse teste di cavolo di prima? Per dire, ieri mia moglie, che deve ancora recarsi al lavoro fisicamente sebbene gli uffici siano chiusi al pubblico, passando nel famigerato sottopassaggio ha dovuto camminare sopra un tappeto di guanti di plastica. In pratica la gente li mette per prendere l’autobus ma poi evidentemente in tanti si guardano bene dal buttarli nei cestini ma li lasciano dove capita, meglio nel sottopassaggio dove nessuno li vede. Saremo migliori alla fine di tutto questo? Mah, sinceramente ne dubito.

Con questo finale pieno di speranza vi saluto, care amiche e amici; la giornata è stupenda anche oggi e ci stiamo perdendo la primavera, proprio quest’anno che mi pare che sia di quelle giuste, una mezza stagione come si deve; speriamo almeno che per Pasquetta piova, almeno non avremo troppi rimpianti… a domani!

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16 pensieri su “Vita quotidiana al tempo del coronavirus (XLVI)

  1. la maialata di gettare guanti e mascherine c’è un po’ ovunque, soprattutto nei parcheggi dei supermercati, tanto che qui il sindaco ha fatto un appello richiedendo ai responsabili dei sddetti di mantenere puliti i piazzali ( si farebbe prima a randellare i maiali ) Noi siamo precettati a casa con estremo rigore, il sindaco ha decretato che domenica e lunedì resterà tutto chiuso, compresi generi alimentari, edicole e tabaccai, compresi i distributori automatici di sigarette, per evitare il più possibile uscite con varie scusanti. Chissà cosa si inventeranno i fantasiosi che giocano a palla in strada col virus, staremo a vedere…per pasquetta ho già prenotato un viaggio virtuale su google earth, la destinazione la sceglierò sul momento, se poi la rete si ingolferà come di solito avviene, rimarrò sospesa in aria su ali di silicio…emozionante no? 🙂

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  2. «A me gli occhi»…. Ho provato a fare la magia, ma la biondina non vuole saperne di uscire dalla foto. E vabbeh, e amen. Accontentiamoci.
    < Ai tempi vigeva il proverbio: Pioggia sulle Palme – Sole sulle Uova, valeva anche viceversa. Ma qui ci capisce più niente? Dev'essere uno degli effetti collaterali della presenza Trump, il quale ha già detto che la Luna è proprietà USA e sta organizzando le Company destinate a sfruttare le risorse minerarie del pianeta.
    Non credo proprio neanch'io che passato lo tsunami saremo migliori. Non saccheggeremo più alcool al supermercato, ma abbastanza versatili da trovare da saccheggiare qualcos'altro.
    Alla prossima.

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