Vita quotidiana al tempo del coronavirus (XXXIX)

Giovedì 2 aprile

Stamattina ho voluto testare il sito dell’Inps, che ieri è andato in sovraccarico. Alle 6:30 mi sono collegato senza nessun problema, ed anche l’applicazione per la richiesta dell’indennità era accessibile (poi per ovvie ragioni mi sono fermato). La povera Inps ieri è stata messa in croce, non so se si diano dati da fare anche gli hacker (c’è gente veramente pericolosa in giro, persino ai dati dell’Ospedale Spallanzani sono andati ad accedere… per far cosa, per vedere i positivi al coronavirus? ) ma io non mi sono scandalizzato: la procedura è stata messa in piedi in pochissimo tempo, per facilitare gli accessi è stata data la possibilità di accedere con un Pin facilitato di 4 caratteri (Personal Identification Number, non so se lo sapete ma il Pin dell’Inps è di 8 caratteri; i primi 4 assegnati dagli uffici e gli altri 4 attribuiti online _tra l’altro il Pin scade ogni sei mesi, lo so per esperienza diretta; per fortuna però una volta fatto si rinnova online_ , e questo Pin facilitato probabilmente è risultato doppio, esempio: CAC1EFGH e FAC2EFGH : EFGH sono uguali sia CAC1 che per FAC2, questo secondo me è il motivo dei mescolamenti di dati..) ; i tempi di test di questo marchingegno sono stati brevissimi e non per cattiva volontà dell’Inps, ma anzi per cercare di venire il più presto possibile incontro a chi ha bisogno del sostegno e la gattina frettolosa fa i figli ciechi; inoltre gli accessi non sono stati scaglionati, ad esempio per regione, per lettere di alfabeto, e tutti ovviamente si sono riversati in massa a far domanda ammaestrati dai click-day in cui chi prima arriva meglio alloggia (ma non è così, il ministro si è sgolato: i soldi ci saranno per tutti quelli che ne avranno diritto… dove li prenderà è un mistero ma ci saranno). Anche i patronati, tra cui quello dove lavora mia moglie, non sono riusciti a collegarsi per tutto il giorno. Per carità, non vorrei che questa apparisse come una difesa di “casta” degli informatici, ed ovviamente la visualizzazione di dati di altre persone è deprecabile: ma è stata emergenza anche per loro, e non me la sento di crocifiggerli. Piuttosto sono anni che anche l’Inps ha personale in meno, prepensionamenti non rimpiazzati, depauperamento di conoscenze, deleghe a patronati vari. Di questo per anni però ce ne siamo fregati, indottrinati dalle sirene del meno Stato più mercato…

Stamattina sono andato a fare spesa. Qualcuno geloso della mia competenza nella scelta delle verdure me le ha depennate dalla lista, e quindi mi sono rimaste solo cose dove la mia capacità di discernimento non potesse essere messa alla prova. Ieri sera ho proposto a mio figlio di farci la pizza, sabato: entusiasmo moderato, ulteriormente smorzato dall’ammonimento di lasciare la cucina pulita così come la troviamo. Gli ingredienti sono: farina 00 (mancante) lievito di birra (mancante) pomodoro (ce l’ho) mozzarella (mancante). Allora, alla Coop la farina non c’è nemmeno questa settimana: ma com’è possibile? A quel punto prendere il lievito mi è sembrato superfluo, finché seminascosto ho visto un preparato per pizza che contiene tre tipi di farina e persino il lievito: e vai! Mi ricordavo vagamente che per la pizza ci fosse una mozzarella apposta, meno acquosa di quelle usate per la caprese per intenderci, ma sono passato tre volte davanti al bancone dei formaggi e quella proprio non la vedevo, finché una caritatevole signora vedendomi in difficoltà mi ha chiesto che stessi cercando, a distanza di sicurezza naturalmente, e me l’ha indicata: ce l’avevo proprio davanti agli occhi tanto da dare quasi l’impressione che stessi lì ad aspettare signore caritatevoli. Lungi da me, come sapete. La vogliamo fare solo margherita, ‘sta pizza? Secondo me qualche fetta di salamino piccante ci sta bene. Domenica vi renderò partecipi dell’esito di questo esperimento.

Intanto ieri il premier Conte ci ha detto che almeno fino a dopo Pasqua si continuerà a stare in casa, quindi i barbeque di Pasquetta verranno fatti sui balconi; i contagi calano ma non abbiamo ancora scavallato la montagna, siamo nel “plateau”, l’altopiano; io di plateau finora conoscevo solo quello di coquillages che mangiai per la prima in viaggio di nozze a Parigi in un ristorante dietro la chiesa di St.Euspice, vicino a Les Halles, ma quello dell’epidemia no e avrei continuato volentieri a ignorarlo.

Riprendendo quanto dicevo a proposito di Rosarno, com’è prevedibile iniziano a mancare braccia per l’agricoltura (ah,saprei ben io chi mandare). E’ di ieri l’allarme di alcuni coltivatori pugliesi che non riescono a raccogliere funghi,cime di rapa e quant’altro; sembra una cosa da niente ma dobbiamo stare molto attenti perché se si ferma la fornitura di derrate alimentari siamo fritti, ci toccherà attrezzarci di pistole anche a noi… e quindi mi chiedo, di nuovo: possibile che non si riesca a portare lì gente per lavorare, e farla lavorare in sicurezza?

Dopo questo auspicio, molto interessato perché interrompere la filiera delle orecchiette con le cime di rapa mi sembra gravissimo, vi saluto amiche e amici perché ho il dubbio che la chiesa non fosse St.Euspice e la zona non fosse Les Halles. Sarà almeno stata Parigi? Ve lo dirò domani, se mi ricordo!

 

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e, per le estimatrici di bellezze esotiche:

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38 pensieri su “Vita quotidiana al tempo del coronavirus (XXXIX)

  1. per l’inps ho delegato dunque non so che difficoltà ci fosse a entrarvi, ma francamente il fatto di trovarsi dopo l’accesso sui dati sensibili di un’ altra persona mi sembra cosa assai grave. Continua a mancare la farina e il lievito pure qui oltre ad altri prodotti; sbaglierò (spero) ma dietro la lentezza di reperimento di certi generi ci leggo un gioco di mercato (= i volponi che sfruttano il momento per alzare i prezzi)
    La proroga la prevedevo e credo che anche dopo il 13 slitteremo ancora, vista la gravità in cui ci troviamo. a meno che non intervenga Mago Merlino a salvare l’umanità. Per Pasqua
    nessun picnic fuori porta e nessuna abbuffata a 80 euro a cranio per finire la giornata col gaviscon ( e forse pure gli agnelli saranno felici oltre alla carta di credito) ci accontenteremo di aver salvato la nostra e qualche altra “buccia” restando a casa, e forse sarà questo il vero senso pasquale.
    Se oltre le foto della pizza pubblicherai anche quelle della cucina infarinata prima di rilustrarla mi toglierai ogni desiderio di imitarti 😀 Ciao

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  2. Sugli accessi da “click-day” però vorrei fare un appunto: sul sito dell’INPS il giorno prima era comparso nell’informativa un messaggio che suonava come “chi prima arriva meglio alloggia”; poi è stato rimosso. Ma penso fosse troppo tardi ormai, i giornali l’avevano già riportato in prima pagina.
    Forse non avrebbe evitato il “big click day” però non ha aiutato nel contenimento del panico, di certo.

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  3. Eccolo la il nostro Gio che oggi delizia anche la vista delle lettrici ! Mi auguro non si arrivi alla penuria di cibo, altrimenti la montagna non la scavalleremo mai come italiani e come europei. Dici che al peggio non c’è mai fine? Intanto io questa elargizione di soldi la avrei fatta ai veri indigenti e non a tanti ordini professionali che qualcosina in banca dovrebbero ancora avere…

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    • Oh, finalmente una che apprezza se non altro l’impegno che ho profuso per ricercare un tipo accattivante! L’elargizione è in effetti un po’ strana, ad esempio commercianti e artigiani non hanno limiti di reddito e fatturato, altre categorie si (ad esempio i lavoratori dello spettacolo…), nel secondo mese forse correggeranno il tiro, vedremo. Certo la logica dovrebbe sempre essere quella che dici tu, aiutare prima e di più chi sta peggio, poi gli altri…

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  4. Caro Gio, parto dal fondo…. già godevo della vista di quel sorriso in cui c’era tutto il sole della vita, cancellava la turpitudini di cui non per colpa tua certo, davi notizia… quando bang! ma chi è quel meticcio rutilante?!
    È come se dopo un pasto ricco e sfizioso sbagliassero bottiglia e al posto dell’amaro ti arrivasse varechina.

    Istruttivi post e commenti per l’INPS e anche la sparizione di farine e lieviti. Ho la fortuna di non avere interessi in questi campi, ma uno dei miei principi di vita è: Quando senti suonare la campana non domandare per chi suona, potrebbe essere per te.
    Allegria!

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    • Secondo me quando uno arriva a farsi la pizza in casa è arrivato alla frutta. Ma come ho già detto non ho vernici e pitture e non posso passare i sabati a spolverare… 🙂 quel tipo martinicano è simpatico, volevo sentire cosa ne pensavano le ragazze ma non l’hanno nemmeno notato. Uno si fa in quattro e vedi che risultati?

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  5. Anche a me è venuta voglia di fare la pizza… Al mio super nemmeno più esiste… Ma ho trovato quella di farro…. Io l’ho presa che non si sa mai… Lievito non pervenuto… La farò senza… Poi ho pensato… La prendo surgelata… Non sporco… Non lavo il piano… Ma si…

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  6. Pingback: 40enalfabeto / 3 – Le cose minime

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