Citofonare Giusy

Nel caso che qualche ex ministro dell’Interno o ministro in generale passi senza avvisare e non mi trovi in casa, lo prego di citofonare alla mia amica Giusy del piano di sotto e lasciar detto. Se proprio volesse parlarmi di persona può aspettare da Giusy che nel frattempo può anche tagliargli i capelli e fargli la manicure.

Che bei tempi ragazzi! Non bastano più i Testimoni di Geova, adesso ci si mettono anche i ministri ad importunare la gente che magari è in bagno per un urgenza oppure ha la pasta sul fuoco e gli scuoce. E cosa risponderanno adesso i ragazzi nelle serate di noia estive quando andranno per scherzo a suonare i campanelli dei compaesani alla domanda “Chi è?”, il volgare “ ’’sto cazzo” o il fantasioso “il ministro dell’Interno”?

D’altra parte se la moda prenderà piede dovremo aspettarci sottosegretari, sindaci, assessori, in giro a citofonare a caso ai cittadini: scusi, lei spaccia? Abbiamo visto sua sorella aggirarsi sui vialoni, le risulta? Suo marito è vegano? E via dicendo.

Ad ogni buon conto sul mio balcone c’è l’annaffiatoio di mia moglie sempre pieno: ministro avvisato, mezzo salvato…

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44 pensieri su “Citofonare Giusy

  1. Oh, finalmente un corredo di immagini gentili. A temperare, se non altro, lo scoramento che consegue alla lettura del post. Brillante la scrittura, quanto poco brillante è l’episodio cui attinge. Episodio che segna l’apice di un crescendo di arroganza e squadrismo da due soldi, nel contempo tanto comico da risultare tragico.
    Oddio, esistono analoghi precedenti nella nostra tormentata Storia, e non a caso l’Italia è anche famosa nel mondo per l’Opera (quella che si celebra e canta a La Scala, ambito palcoscenico).
    Preoccupante però è il mix, della politica con il palcoscenico. Ambedue con la claque, di spettatori pronti a battere le mani.

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  2. Immagino che la Buscemi sia lì solo per parziale omonimia con la vicina.
    No, perché altrimenti devi invitarmi a prendere il caffé da te.
    Così scrocco una bevuta, mi diverto a rispondere al citofono, la conosco e conosco anche te.

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  3. In ogni caso credo che un futuro ce l’avrà: come successore di Amadeus nel gioco delle identità nascoste. Scusi, è lei che spaccia al quartiere Pilastro di Bologna? Quello, lo guarda enigmatico, la suoneria del citofono crea un climax da thriller, prima che gli risponda, con un sorriso dispiaciuto: no, mi dispiace, non sono io!…

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