Ottimismo, per carità!

“Gianni, l’ottimismo è il profumo della vita!” proclamava Tonino Guerra, poeta, scrittore e sceneggiatore nonché pittore, in una nota réclame per una catena di elettrodomestici; e ne aveva ben donde, dall’alto della sua lunga vita che l’aveva visto attraversare la seconda guerra mondiale ed essere sopravvissuto all’internamento in Germania nel ‘44.

A proposito di Tonino Guerra, nel mio giretto in Russia mi sorprese molto (ma per mia ignoranza) trovare a Suzdal, nel bel monastero dalle mura rosse che ospita tra l’altro un museo che ricorda gli italiani che vennero lì internati dopo la battaglia del Don, una stanza dedicata proprio al nostro Guerra, che all’Unione Sovietica e a quel luogo fu molto legato, venendone peraltro molto apprezzato come cineasta.

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Mi sembra che l’atmosfera sia un po’ troppo cupa, e non si tratta solo di smog o della nebbia che è ricomparsa dopo non so quanto tempo: venti di guerra, incendi devastanti, scioglimento di ghiacciai, frane ed alluvioni; movimenti millenaristi che proclamano la prossima fine del mondo brandendo non i cilici ma gli smartphone ultimo modello: che se non saremo sepolti dalle plastiche ci estingueremo per il riscaldamento globale, e se ci salveremo dall’innalzamento dei mari periremo per qualche altra catastrofe provocata da noi stessi.

Nel posto dove lavoro sono state bandite le bottiglie di plastica e la plastica monouso. Per carità, bravi bene bis: ma l’ecologia dovrebbe essere integrale, se uno toglie le bottigliette e contemporaneamente esubera migliaia di persone faccio fatica a credere che sia davvero convinto di quel che fa.

Al momento sulla terra siamo in 7,7 miliardi, in aumento irrefrenabile dato che alcune previsioni stimano che nel 2050 saremo 10 miliardi (e sfoggio subito ottimismo contandomi tra quelli) : chissà, forse qualche evoluzionista potrebbe interpretarla come una riproduzione frenetica in vista di un taglio sostanzioso, una spending review, una messa in esubero di una buona fetta del genere umano; e forse una sfoltita non sarebbe negativa tutto sommato, a non essere dalla parte degli sfoltiti.

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Certo il nostro osservatorio è ben più comodo di chi si trovasse, per dire, in Libia, Siria, Iraq, Yemen, o anche in Congo, in Nigeria, etc. etc. Ma ce lo meritiamo, siamo virtuosi: se non altro, con i pochi figli che facciamo non possiamo certo sentirci responsabili dell’incremento demografico.

L’umore naturalmente tende ad essere condizionato dalle vicende che accadono intorno e da come vengono raccontate: se tutte le sere che Dio manda in terra si sentono gli stessi quattro fannulloni ripetere in televisione che il governo ci porta sul baratro, le tasse aumentano ed il lavoro diminuisce, la criminalità dilaga e i barbari sono alle porte uno non è che sia portato a sprizzare gioia; piuttosto a spegnere la Tv o addirittura a romperla che sarebbe meglio.

Per fortuna ci pensano i cinesi a sollevarci l’umore! Ringraziamo quindi il maestro Muhai Tang, un uomo un mito, che ha perso i pantaloni mentre dirigeva un concerto sul palco del Teatro Dal Verme, a Milano: bastava un paio di bretelle per evitarlo, ma lui è stato troppo ottimista!

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32 pensieri su “Ottimismo, per carità!

  1. Un bel po’ di argomenti trattati con un pennello di leggerezza e tuttavia io non riesco ad essere ottimista nemmeno un po’ nonostante che in ‘virtù ‘ della mia cultura comunista io continui a spender mi nel volontariato con assai poca collaborazione da parte delle istituzioni.

    Shera 🌷

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    • In Unione Sovietica i nostri intellettuali erano molto apprezzati, adesso lo sono gli stilisti… come cambiano i tempi. Io penso che ogni periodo ha del buono e del cattivo, i miei genitori e i miei nonni hanno visto guerre e hanno provato la miseria: era meglio allora? È difficile crederlo. Mi disorienta la crisi di valori, questo si: le certezze si sono sgretolate e la sensazione di essere in balia degli eventi o della prepotenza è forte. Facciamo del nostro meglio, arrabbiandosi magari ma senza scorarci: continuiamo a credere nel sol dell’avvenir, malgrado tutto. O in Eduardo: ha da passa’ a nuttata… che tipo di volontariato fai, Shera? Parlacene, nel tuo blog!

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      • Ne ho parlato spesso.
        Non diffusamente perché non mi piace toccare argomenti così delicati perché dovrei seppure sommariamente entrare nei dettagli nella vita degli altri. ( Ti segnalo il film meraviglioso che ho idea tu conosca).
        Quando era ancora vivo il senso di appartenenza il mio partito agiva sul territorio con un gruppo di compagne e l’appoggio Della associazione Antigone mi sono occupata di bambini minori nelle carceri dal punto di vista ludico.

        Adesso da molti anni collaboro col telefono Rosa un impegno settimanale fisso è a disposizione per scrivere prendere appuntamenti ascoltare ascoltare ascoltare tante donne che non riusciamo poi ad aiutare perché ripeto la struttura politica parla a vanvera.
        ….poi basta il sol dell’avvenire non riesco a vedere con somma rilassatezza soltanto Sperlonga li guardando tanta purezza riesco a ritrovare un po’ di fiducia nel genere umano.
        Stop.
        Shera

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  2. Ma, vedi, quella dell’aumento demografico, non è tanto una bomba che ci piova addosso fuori dal contesto evoluzionistico. Anzi, credo che si collochi all’interno delle dinamiche evoluzionistiche.
    Se provi a considerare che l’aumento di popolazione è in aumento straordinario in Africa, in Asia, in Latinoamerica… Ci si rende conto che, la riproduzione del genere umano, è come fosse una variante impazzita: decresce nei paesi ricchi, drammaticamente; mentre nei paesi poveri ha un incremento esponenziale. La conclusione che se ne trae è sconsolante: nei paesi in cui sarebbe facile e desiderabile una politica d’equilibrio demografico, in questo si fallisce miseramente; mentre in quelli che sono preda di guerre, povertà, sfruttamento, cambiamenti climatici e violenza endemica, l’aumento del tasso d’incremento demografico, fa si che grandi masse di popolazioni si riversino da una regione all’altra del pianeta. E’un po’ come se l’equilibrio demografico fosse stato alterato, anzitutto dagli enormi squilibri socio-economici determinati dalle politiche economiche e geostrategiche esercitate dalle potenze mondiali: più si impoverisce il resto del mondo, più questo si riproduce. Più il primo mondo si arricchisce e più questa ricchezza si polarizza in poche mani e più cala la curva demografica. Insomma: l’aumento demografico non è tanto determinato da una condizione di benessere e pace, bensì dalla ridotta aspettativa di vita che scatena nell’individuo l’istinto di sopravvivenza attraverso la riproduzione.
    Dunque nei cosiddetti paesi ricchi ci si ritrova in una condizione perversa, provocata proprio dalle scelte di una politica suicida e da una visione del futuro scarsa, quando non ottusa.
    Quel che meraviglia, non è tanto il fenomeno migratorio, quello della crisi climatica o dell’aumento demografico, quanto il tentativo da parte di una classe politica, che dimostra tanto di pelo sullo stomaco, di provare a cavalcare questi cambiamenti, solo sulla base del proprio ristretto interesse personale, quando non proprio di casta o ceto sociale. Un accecamento che può portarci soltanto al disastro della specie, costretta ad un ridimensionamento drammatico, oppure all’estinzione. E qua si va sempre nel campo evoluzionistico e dunque di sopravvivenza. In fondo, a ciò si riduce tutto questo bailamme politico che ci ballonzola intorno roboante: invasioni, globalizzazioni, valori, islamizzazioni, identità, sovranismo, America first… non sono che espressione di uno dei corni del problema: si sopravvive chiudendosi a riccio e precipitando il resto dell’umanità all’inferno; oppure ricercando un minimo comun denominatore in grado di farci governare crisi mondiali, attraverso la redistribuzione della ricchezza con le conseguenti problematiche sociali, culturali ed ambientali.
    Perdona se mi sono dilungato, ma il tuo post è molto stimolante.

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    • Dilungati quanto vuoi, mi fa piacere… non c’è dubbio che l’aumento demografico acuirà certe dinamiche, in primis il controllo delle fonti energetiche, influirà sull’inquinamento (qualcuno già oggi sostiene che il riscaldamento è dovuto in gran parte alla CO2 che si produce semplicemente respirando… si l’aumento della popolazione mondiale è uno dei grandi problemi dell’umanità, ma purtroppo non è all’ordine del giorno… degli stolti hanno plaudito all’abolizione dell’obbligo del figlio unico per i cinesi, quando andrebbe esteso a tutti… noi ormai ce lo stiamo imponendo da soli, in gran parte a causa dello stile di vita. Le migrazioni diventeranno sempre più esasperate, a meno che appunto l’umanità non venga sfoltita da qualche catastrofe. Farà parte anche questo dell’evoluzione, probabilmente…

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      • I cinesi è vero che avevano imposto il figlio unico, con l’intenzione di attuare un controllo demografico. Ma non hanno fatto i conti con le tradizioni e le usanze, oltre che con la poverta abissale di vaste fasce di popolazione contadina, finendo per causare uno squilibrio mostruoso tra i generi: ci sono diversi milioni di maschi in più. Il numero delle femmine è declinato in modo tragico. Perchè nelle famiglie contadine il maschio è quello che aiuta e lavora nei campi. La donna viene soppressa perchè vuol dire dote, quindi ulteriore impoverimento. Dunque nel prossimo futuro è prevista una massa di uomini che dovranno cercare altrove l’altra metà del cielo, con tutti gli scompensi che ciò comporterà.
        Come tu ben dici: la prendono sottogamba la questione demografica. O cercano di risolverla con i palliativi degli aiuti alle famiglie. Quando invece dovrebbero agire attraverso l’istruzione, l’assistenza sanitaria e il miglioramento dell’aspettativa di vita, anche in tutti quei paesi in cui cova la bomba demografica e, per conseguenza, la migrazione di massa. Solo così si può esercitare un controllo demografico che possa aiutare a superare anche le crisi ambientali, dovute al riscaldamento climatico.

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        • Egoisticamente penso che sarebbe stato meglio per il mondo che i cinesi si limitassero… il fatto che non si siano abbastanza donne per tutti è di per sé stessa una bella limitazione! Politiche di giustizia sociale sono guardate come il fumo negli occhi, chi le tenta (con tutte le contraddizioni ed errori) viene rovesciato, vedi in Sudamerica… noi ci preoccupiamo dell’Erasmus, quando la vera bomba atomica è quella demografica.

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          • Sai una cosa? Mi capita spesso di chiedermi cosa possa spingere le oligarchie economiche e finanziarie mondiali all’accumulazione indiscriminata di ricchezze: ok il potere, ma questo l’hanno conquistato da un pezzo. Continuando così, nell’impedire una più equa redistribuzione della ricchezza, non faranno altro che rendere invivibile il pianeta, tagliandosi l’erba soto i piedi… A meno di non considerare sul serio l’ipotesi di potersi trasferire su Marte.

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  3. Non si può non essere d’accordo e la panoramica è tanto completa e precisa che non c’è da aggiungere altro, anche per l’esaustività dei commenti, puntuali.
    Se è vero che Tonino Guerra asseriva che l’ottimismo è il profumo della vita ricordo anche che qualcuno ha detto che l’ottimista è un pessimista male informato.

    Nota: c’è chi beve per dimenticare e chi… guarda I Soliti Ignoti (col rimorso di non fare mai in tempo a vedere anche L’Eredità….). Circa l’identità di questi ultimi,… mi avvalgo della privacy.

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    • Einstein, mi pare, diceva che anche se scoppiasse una guerra atomica si salverebbe abbastanza umanità per ricominciare daccapo. Speriamo si salvino quelli giusti… la Russia hai ragione, mi ispira e ci tornerei volentieri adesso che ho imparato la strada; sogni infantili ma che vuoi, sono rimasto all’epoca di Michele Strogoff…

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