Una birra per Olena (XXII)

E’ una Gilda furibonda quella che discende la scalinata del Palazzo di Giustizia o Justizpalast, l’imponente edificio neobarocco di fine Ottocento adiacente la Karlsplatz. Il particolare stato d’animo non la predispone ad apprezzare al meglio i ricchi dettagli che la circondano, come la cupola in vetro che sovrasta il salone d’ingresso, i mascheroni scolpiti sulle colonne o l’austera statua del Principe reggente Luitpold di Baviera.
«”Resti a disposizione”. Ma l’hai sentito? A me, che sono quella che ci rimette più di tutti da questa faccenda! Loro trovano il nandrolone, e io devo restare a disposizione. Ma che diamine è ‘sto nandrolone, James, a che serve? E chi ce l’ha messo nel mio stabilimento? Adesso però passiamo all’attacco: mobilita le truppe, riunisci il consiglio di guerra, dirama le convocazioni!»
«Ehm, signora, temo non sia possibile» risponde il butler imbarazzato, sistemando la piega della pochette.
«James caro, vedo che titubi. Non è da te, lasciatelo dire. In altri tempi avresti guidato l’assalto sventolando lo stendardo e suonando la tromba, o viceversa. Ti stai per caso ammutinando?»
«Assolutamente, signora» risponde James «è solo che i componenti del consiglio non sono al momento reperibili. Mi duole informarla che del signor Svengard si sono perse le tracce: i nostri informatori nel Principato di Monaco non hanno segnalato drakkar in avvicinamento»
All’udire il nome del proprio amato la Calva Tettuta si rabbuia e corruccia il nasino.
«James ricordami, al suo ritorno, di prendere appuntamento con il veterinario per fargli impiantare un chip sottopelle. E prenotare al Grand Hotel una stanza insonorizzata: lo farò urlare di dolore e non vorrei disturbare gli altri ospiti. Continua pure con l’appello, caro» lo esorta Gilda.
«Natascia è sparita. Ha lasciato l’ingegner Matthaeus alle cure della signora Pina, e non è rintracciabile»
«Che tu sappia, quando è uscita imbracciava armi pesanti?»
«Non mi risulta signora, indossava la solita pelliccia violetta. Però il make-up era insolitamente sobrio per il suo carattere: eye-liner nero e rossetto color pesca abbinato ad un blush pesca-marroncino» riporta il maggiordomo, con un pizzico di invidia.
«Ah, bene, tenuta da combattimento, questo mi rasserena. E come sta il caro Jürgen, è ancora in grado di deambulare?» si informa Gilda premurosa e, al cenno d’assenso del maggiordomo, continua: «Bene bene, cominciamo da lui allora. Andiamo a chiedergli cosa sa di nandroloni. Ma prima passiamo in albergo, ti dispiace caro? Ho bisogno di cambiarmi e di un buon ricostituente. C’è qualcosa di adatto allo scopo?»
«Senz’altro, signora. Avrei giusto qualche etto di caffè “¡Ya basta!” arrivato direttamente dal Chiapas, sembra fosse il preferito del subcomandante Marcos»
«James, tu e il subcomandante mi avete letto nel pensiero: e ammò basta!»

Seduti all’ombra dei castagni nel biergarten della birreria Paulaner am Nockherberg, il commissario capo Horst Tupperware ed il suo aiutante Fritz Gunnerbaum siedono assorti, tenendo ciascuno in mano il proprio boccale di birra. E’ infine Fritz, con vena insolitamente polemica, a rompere il ghiaccio:
«Commissario, che facciamo adesso? Cerchiamo questo Sparwasser e controlliamo di che colore indossa i calzini?»
Horst si riscuote lentamente, annuisce fissando la condensa che si aggruma sul suo bicchiere, e risponde:
«Ti sei mai chiesto, Fritz, da dove provenga il caratteristico sapore amarognolo di queste Pils?» e continua, senza attendere la risposta:
«Si tratta del luppolo dell’Hallertau¹, è unico al mondo. Tra l’altro, parlando di luppolo, è notevole che appartenga alla stessa famiglia botanica della cannabis, sebbene di un altro genere. E sapevi, mio buon Fritz, che per la produzione della birra vengono usati solo i fiori femminili non fecondati? Sono convinto che avrai sentito dire che i fiori maschi sono separati dai fiori femmina, e l’impollinazione avviene grazie al vento…»
«Argomento molto interessante, commissario» lo interrompe Fritz «ma è di qualche attinenza con la nostra indagine? Mi sembra, con tutto il rispetto, che lei stia tergiversando. Ed inoltre» continua l’aiutante leggermente spazientito «non mi ha ancora detto chi è quella donna e che ha a che fare con lei.»
«Non ti sfugge niente, vero Fritz?» constata Horst con un sorriso, e inizia il suo racconto.
«E va bene, lasciamo stare i luppoli. Ti conviene ordinare un’altra birra però, la storia è un po’ lunghetta. Comincia nell’89, quando mi trovavo di servizio a Dresda…»
«A Dresda? Ma come faceva ad essere di servizio a Dresda, commissario, lì c’erano i…»

«Si, Fritz, esattamente, c’erano i comunisti.»

donneinbirreria

¹ La Hallertau è una regione della Baviera centro-meridionale dove si coltiva una quantità di luppolo pari al 32% della produzione mondiale.

 

 

9 pensieri su “Una birra per Olena (XXII)

    • Ah, ah, si hai ragione, mi ero accorto che stava diventando un po’ troppo lunga (come dice Horst) così l’ho spezzata ed il resto arriverà presto, spero. Giusto il tempo di mangiare qualcosa, che tutta questa birra a stomaco vuoto…

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  1. In quest’epoca malinconica e confusa di uomini con il foulard, donne con le gonne ma anche (e ancora) con le botte, matrimoni lampo e divorzi turbo, provo un legame profondo con Gilda e la sua fiera, tettuta, calva femminilità. Lei sì che ne sa d’ammore, mariti e chip: ce ne fossero!

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