Culurgiones!

Lo so, eravate preoccupati che mi fossi perso per le strade della Sardegna. Per una decina di giorni mi sono imposto di non leggere giornali e non ascoltare notiziari e stranamente sono sopravvissuto senza saper niente di rubli padani (ma un capitolo di Olena ce lo dedicherò, siatene certi).

Ho visitato solo una piccola parte di quest’isola, un po’ di nord-est (con base a Cannigione) ed un po’ di nord-ovest (base a Stintino). Non voglio tediarvi con racconti o cronache, solo qualche foto e pensierino alla rinfusa.

  • A Stintino i nomi delle spiagge sono accattivanti: La Pelosa e La Pelosetta. Su queste spiagge girano delle guardie che controllano che non ci si porti via la sabbia, l’asciugamano non può toccare direttamente per terra ma deve essere posto sopra una stuoia. Con quello che ho pagato l’ombrellone avrei potuto caricare un camioncino di rena e nessuno avrebbe potuto biasimarmi, comunque.

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Spiaggia La Pelosa – ignoro perché si chiami così
  • Avete presente quelle escursioni in motonave dove vi fanno fare il giro delle isole con bagnetti e pranzo a bordo? Pittoresco, vero? Noi l’abbiamo fatto per visitare l’Arcipelago della Maddalena. Il paese de La Maddalena di per se stesso mi è sembrato troppo turistico, il giro in barca invece è stato bello se non ché questi ci sbarcavano in delle cale dove non c’era un filo d’ombra. Alla seconda cala (era l’una del pomeriggio!) ho cercato rifugio vicino all’unico muretto presente. Dopo il bagno però nell’asciugarmi non ho visto una roccia che sbucava dalla sabbia, sono caduto all’indietro (e per fortuna non ho sbattuto l’osso sacro) e mi sono sgarbellato tutto un gomito ed un polpaccio. La pasta in compenso era buona. Una signora si è lamentata perché i marinai gettavano gli avanzi in mare (i pesci non facevano nemmeno arrivare il cibo in mare, li mangiavano al volo). Ecco, questo lo definirei ambientalismo stupido, ma in quel momento il mio giudizio era condizionato dal male al gomito. Avrei gradito visitare le strutture create per il G8 del 2009 e mai usate (perché poi il G8 si tenne a L’Aquila, dove c’era stato il terremoto), così come le basi militari, ma non è stato possibile, mannaggia.

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Questa NON era la nostra barca
  • Porto Cervo: non pensiate che quanto dirò sia dettato da invidia o odio sociale. Ma questo paese finto a che serve? Si potrebbe radere al suolo con tutti i suoi frequentatori (con armi convenzionali, per non contaminare l’ambiente)? Le spiagge del Piccolo Pevero e del Grande Pevero meritano. Il prezzo degli ombrelloni è uno schiaffo alla miseria (l’ho già detto?).

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A Porto Cervo mi sono rifiutato di fare foto. Questa è dall’interno della Roccia dell’Orso a Capo d’Orso, non molto lontano
  • Caprera: non si può e non si deve passare da quelle parti e non visitare la casa-museo di Giuseppe Garibaldi. Tra l’altro il 4 luglio ricorreva il 212° anniversario della nascita dell’Eroe dei Due Mondi: non so nemmeno se si studi più a scuola, io ho un bel libro di Memorie dove mi colpì il suo feroce anticlericalismo (avrebbe volentieri mandato tutti i preti e suore a bonificare le paludi pontine). Sarebbe orgoglioso di come sono diventati gli italiani? Non credo, e del resto già l’unità non fu proprio quella che avrebbe auspicato lui.

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La casa di Garibaldi si intravede dietro un enorme pino della stessa età dell’Eroe dei Due Mondi
  • Isola dell’Asinara: questo è stato il giro che più mi è piaciuto. La storia dell’isola è affascinante, fino al 1885 ci vivevano 45 persone: poi lo Stato decise che l’Asinara diventasse Colonia Penale, e le persone furono “deportate” ed andarono ad insediarsi a Stintino. La storia dell’Asinara è quindi la storia dei suoi carceri: quello più “famoso” o meglio famigerato è il carcere di Fornelli, carcere di massima sicurezza, ma su tutto il territorio ce ne erano altri, più leggeri per detenuti con pene più lievi, dove in alcuni di questi i carcerati potevano uscire e coltivare la terra o accudire degli animali. Ora l’isola è Parco Naturale e le strutture, tra cui Fornelli, stanno andando in malora. La vicenda più interessante secondo me è quella dei prigionieri austro-ungarici della fine della Prima Guerra Mondiale: in origine 77.000, i serbi prima di imbarcarli a Valona, in Albania, li sottoposero ad una marcia della morte nella neve, e ne sopravvissero solo 27.000; questi furono internati all’Asinara, dove si dovettero preparare le strutture in fretta e furia, messi in quarantena per il tifo, tubercolosi etc., e se ne salvarono circa 20.000. C’è un bel libro su questo episodio, “I dannati dell’Asinara (ediz. Utet)”, che mi sono affrettato ad ordinare.  Tra le regole ferree del Parco (non prendere sassi, fiori etc…) bisognerebbe introdurre un’altra: evitare di emettere gridolini ogni volta che si avvista un asinello. Di mufloni, nemmeno l’ombra.

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Erba autoctona: il cuscino della suocera
  • Nuraghi: non abbiamo fatto dei gran giri archeologici e nemmeno gran visite a opere d’arte o musei a dire la verità. Come cittadine abbiamo visitato Alghero e Tempio Pausania, la prima meglio della seconda. Ma è a Tempio Pausania che mi sono reso conto di uno dei motivi per cui ho sempre vissuto la Sardegna con diffidenza: sono passati quarant’anni dal rapimento di Fabrizio De André e Dori Ghezzi (27 agosto 1979). Lo ricordo bene perché ero partito militare da poco, e quell’ennesimo rapimento ci colpì molto, come colpì tutta l’Italia. A proposito di quarant’anni alcuni miei commilitoni (di cui uno diventato generale!) si sono ritrovati a Sabaudia a festeggiare l’anniversario del nostro corso. Tutte le scuse sono buone per bisbocciare, amici!

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  • Ma, tornando al nuraghe, non potevamo tornare a casa senza averne almeno visto uno: vicino a Tempio Pausania c’è il Nuraghe Major, che tra l’altro ospita una colonia di pipistrelli. Che bel paese che siamo! Ripopoliamo pipistrelli, vietiamo di asportare sabbia, impediamo di raccogliere un fiore, ma i poveracci in carne e ossa ci disturbano. Una volta avrei detto “Ha da venì baffo’ “, ma è sicuro che non verrà più, i poveracci dovranno arrangiarsi da soli.

 

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Homo nuraghensis
  • Cibo: avrei voluto fare molto di più cari amici, ma i nostri pranzi erano frugali come si addice al turista che voglia rimanere leggero (la birra Ichnusa non filtrata comunque non è mai mancata) la sera abbiamo mangiato sempre pesce: perciò niente culurgiones, malloreddus, ciccioneddos, niente porceddu, vini rossi niente (Cannonau!) così come i bianchi (Vermentino!). Ci siamo buttati su dei buoni rosè: mi permetto di segnalare due ristoranti, uno vicino a Cannigione (L’Oasi, dove non si prenota e solo per questo merita un applauso) ed uno a Stintino (Opera Viva, dove c’è una signora che impasta i culurgiones a vista). Una sera ho mangiato una seadas, ma confesso di averne assaggiata una migliore in un ristorante di Como.

 

Amiche e amici, è finita! Da lunedì si torna al lavoro. Un po’ di mal di Sardegna mi è venuto, contro le mie aspettative: l’anno prossimo, chissà…

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41 pensieri su “Culurgiones!

  1. Ogni tanto arrivavano degli sprazzi (o degli schizzi) ma sorvolavo. Adesso mi metto a leggere un po’ di post, sono in grave arretrato… che ne dice della vicenda degli austro-ungarici? A me ha colpito molto, e’ vero che i serbi erano stati “aggrediti” e quindi non erano sicuramente ben disposti, un po’ come i francesi con noi nella seconda guerra mondiale… forse non fa differenza con il morire in trincea, ma così quando la guerra e’ finita sembra ancora più disumano… saluti! p.s. Niente filu ‘e ferru! Sono stato ligissimo e mi sono concesso solo il mirto…

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  2. Garibaldi e la vicenda dei serbi, che naturalmente ignoravo, spiccano.
    IL primo, Garibaldi, lo vedo come un uomo d’azione, genere pericoloso, perchè affetto da attivismi il più delle volte sconsiderati e in ogni caso mai ponderati. (Il collegamento con l’odierno Trump, il tweet-man!!!!, è inevitabile!).
    Quanto ai poveri serbi, figurarsi 77.000 persone affidate in un colpo solo alla nostra capacità organizzativa! Quando oggi con le possibilità tecnologiche e in tempo di prolungata pace, non si riesce a collegare decentemente per ferrovia Milano con Lecco per non parlare della millantata Sanità Pubblica Lombarda con le TAC prenotabili a partire dal 2020 se va bene!
    Piuttosto, siamo seri: con tutte quelle spiagge, quale occasione migliore per sfoderare qualcosa che ingentilisse il panorama? A buon intenditor… dice il proverbio… e non aggiungo altro.

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  3. Capisco il tuo disappunto finale, ma ero marcato a vista, capisc’a mme… tra l’altro proprio il primo giorno, sulla spiaggia di Tanca Manna, e’ successo che i bagnini si sono messi di punta con un tipo che, secondo loro, faceva foto alle ragazze che prendevano il sole. Mi hanno detto che lo avrebbero segnalato alla polizia perché non era la prima volta che lo faceva, poveretto. Quindi sai com’è, meglio non rischiare… accontentati dell’homo nuraghensis! 😁 sugli austro-ungarici preciso che furono i serbi ad amnazzarne 50.000, dei 77.000 partiti; noi prendemmo i superstiti e, cosa che magari oggi non riuscirebbe, in pochissimo tempo organizzammo i centri, gli ospedali, i sanatori… ne morirono si, ma perché già in condizioni disperate. In ricordo rimane un ossario ed una cappelletta… toccante. Garibaldi… qui potremmo discuterne una vita… visionario, guerrigliero, avventuriero anche, ma uomo che aveva visto il mondo, non era restio alla tecnica (e nella sua casa si apprezza, Caprera era autosufficiente quando c’era lui..) anticlericale insofferente dei maneggi della politica ma capace comunque anche di mettere da parte le sue convinzioni per una meta (Obbedisco!). Al giorno d’oggi se lo contenderebbero gli studi televisivi, per fortuna è vissuto nella sua epoca. Qualcuno a sud ancora lo maledice, e forse con ragione: dopo centocinquant’anni forse sarebbe il caso di dare la colpa a qualcun’altro, e magari a se stessi, no?

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  4. “…prende il nome dalla vicina spiaggia chiamata originariamente “Sa palosa”, probabilmente per la presenza di paglia marina (alghe) che vi si depositava,”
    Wiki nooo😁?

    La Sardegna a me è piaciuta moltissimo tanto di andarci per ben tre volte e mi sono ritrovata nelle.tue pennellate!
    La citazione di Enrico Berlinguer mia ‘sciolto’ definitivamente ogni dubbio: mi manca!
    Buona domenica e forza che adesso devi aspettare un altro anno intero!!!
    Shera

    Ps. Su La Torre e la spiaggia La Pelosa mi ero documentata Illo tempore

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    • Ah ah ma così non vale! E se Sa Pelosa fosse la nonna di wiki? Mi hanno molto colpito le strade provinciali. Tenute molto bene, con pochissime auto circolanti (e questo mi inquietava un po’…). Tu dove sei andata nei tre anni?

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    • La conoscevo poco e la scopro tardi… mi ci avvicino con rispetto ed un po’ di timore reverenziale… la più bella del mondo, dici? De André la pensava come te… io ho bisogno di un po’ di tempo ancora, sono innamorato della Sicilia…

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      • In Sicilia ci sono nato. Ma la Sardegna è altra cosa: è isola e mondo allo stesso tempo. Sa essere lunare e selvaggia, misteriosa e dal respiro universale. Le sue spiagge sono così differenti l’una dall’altra nell’essere suggestive, da instillare meraviglia ad ogni visita. No, non c’è altra isola che possa risevare tanta bellezza, varietà ed emozioni tutte assieme e per ogni luogo…

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