Una birra per Olena (IX)

Horst Tupperware passeggia avanti e indietro nel suo ufficio, al terzo piano nella sede della Landespolizei, in Ettstrasse. Seduto davanti alla sua scrivania c’è un agitato Jürgen Matthäus, che si asciuga il sudore con un fazzoletto a quadrettoni.
«Ingegner Matthäus» chiede finalmente Horst «confermate quindi di non aver ricevuto nessuna minaccia? Nessuna offerta di protezione, nessuna richiesta di pagamento?»
«Ma no, ma no!» protesta Jürgen, per la quinta volta. «Quante volte devo dirvelo? Vi siete fissati con questa storia della mafia!»
«Che rapporti avete con i sindacati?» chiede a bruciapelo il commissario capo.
«I sindacati?» chiede Matthäus, preoccupato. «Cosa c’entrano i sindacati? Comunque i rapporti sono buoni, non abbiamo nemmeno vertenze aperte in questo momento. Ma perché me lo chiede?»
«Herr Matthäus, non dobbiamo sottovalutare nessuna pista. C’è qualche dipendente che potrebbe aver motivo di rancore? Qualcuno licenziato senza giusta causa? Abbiamo saputo che volevate incrementare la produzione, questo può aver creato malumori? Potrebbe essere una forma di luddismo?»
«Assolutamente, assolutamente! La cogestione¹ da noi funziona benissimo. I rapporti sono ottimi, e non per vantarmi commissario ma anche le condizioni economiche per il nostro personale sono più che soddisfacenti. Escludo che qualcuno dei nostri dipendenti possa avere a che fare con una cosa del genere, col rischio di far chiudere la fabbrica e rimanere tutti sulla strada! Piuttosto…» e qui l’ingegnere fa una pausa significativa «state indagando sui nostri concorrenti?»
Horst lancia un’occhiata del tipo “stiamo indagando sui concorrenti?” a Fritz Gunnerbaum, che seduto ad una scrivania alle spalle di Matthäus sta verbalizzando il colloquio. Fritz svicola, incassando la testa tra le spalle e concentrandosi sui suoi due indici che picchiano sulla tastiera; Horst continua allora senza rispondere:
«Herr Matthäus, lei lo sa che l’80% di chi indossa calzini bianchi è malvagio? Ha mai riflettuto su questo punto?» chiede Horst, fissando intenzionalmente l’intimo che sbuca dai calzoni del direttore.
Jürgen Matthäus, che stava bevendo un sorso d’acqua dal bicchiere in plastica che Fritz gli aveva porto, si strangozza². «Ma che diavolo c’entrano i calzini bianchi, adesso?» chiede paonazzo.
«Ma lasciamo stare questo punto» continua Horst con noncuranza. «Chi poteva entrare nei vostri stabilimenti? Come mai la vostra sicurezza non si è accorta delle violazioni?»
«Commissario capo, ma quale sicurezza, noi facciamo tortellini!» sbotta Jürgen, ormai violaceo. «Abbiamo un guardiano, che serve più che altro per aprire i cancelli se arriva qualche fornitore… ci sono le telecamere… e un’auto della Vedetta Bavarese che fa un paio di giri per notte»
«Lei dunque ritiene che si sia trattato di una semplice coincidenza il fatto che in tutte e dieci le vostri sedi quei personaggi si siano introdotti senza che nessuno se ne sia accorto e senza dar modo alle telecamere di fornire qualche elemento alla identificazione? A me sembra parecchio strano, lei che ne dice Herr Matthäus?»
Jürgen Matthäus sentendo che la pressione sta arrivando a livelli di guardia fa un respiro profondo, si alza dalla sedia e, ripiegando il fazzolettone, dice:
«Commissario, sinceramente non capisco lo scopo delle sue domande e delle sue insinuazioni. Cosa pensa, che ci sabotiamo da soli gli stabilimenti? Sono venuto qui per sapere se ci sono novità nelle indagini, e lei mi parla di calzini! Quello che a me sembra strano è che invece di indagare lei stia qui a perder tempo con queste ipotesi campate per aria. Santo Dio, il luddismo! E perché non gli alieni, già che ci siamo! Mi sembra che stiate prendendo questa cosa sotto gamba, caro commissario: ne parlerò con i suoi superiori! Buon giorno!»
E così dicendo Jürgen Matthäus se ne va, seguito dallo sguardo per niente preoccupato di Horst Tupperware che poco dopo, con un sorrisetto, chiede al suo aiutante:
«Che ne pensi, Fritz? Illuminante, non credi?»
«L’ingegnere mi è sembrato parecchio arrabbiato, capo. Ma mi tolga una curiosità, se non sono indiscreto»
«Dimmi pure Fritz»
«Che diamine è questo lubbismo?»
«Luddismo, Fritz, luddismo. E’ stato un movimento di protesta operaia che si è sviluppato all’inizio del XIX secolo in Inghilterra: in pratica sabotavano i telai meccanici perché li incolpavano di fargli perdere il lavoro»
«Bè, non avevano tutti i torti, dal loro punto di vista, no?»
«Caro Fritz, il problema non sono i telai, ma i padroni dei telai» chiude Horst Tupperware, accarezzando la medaglia dell’Ordine al merito per la patria³ che porta sempre in tasca.

2018-08-13-07-38-53-5928

¹ In Germania, i lavoratori e le rappresentanze sindacali hanno un potere significativo nella gestione dell’azienda. Partecipano alle decisioni delle società attraverso due organi, il Betriebsrat (consiglio di fabbrica) e l’Aufsichtsrat, il consiglio di sorveglianza, che possono influire sulle decisioni del consiglio di amministrazione (Vorstand) aziendale.
² L’Accademia della Crusca è ancora indecisa se ammettere questo termine nel vocabolario. Io sarei favorevole perché rende bene l’idea di uno che tossisce perché gli è andato per traverso qualcosa.
³ Decorazione della Repubblica Democratica Tedesca assegnata a chi si era distinto per servizi speciali allo Stato e alla società.

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