Una birra per Olena (III)

La Calva Tettuta, poggiato il telefonino sul vassoio argentato, si alza dal divano Frau personalizzato ed avanza fino alla finestra scorrevole dalla quale si accede alla grande terrazza prospiciente il giardino botanico Rana, dove vengono coltivate piante esotiche e rare come il Nanocellus Officiantes volgarmente detto prete nano e la Scamarcia Fracitia, dal colore bumbia acceso.
Gilda apre la finestra e va ad appoggiare, pensosa, il generoso petto che le è valso il meritato soprannome alla balaustra in pietra leccese; dopo qualche minuto di meditazione emette un sospiro e si rivolge interrogativa al maggiordomo James, che è rimasto in rispettosa attesa.
«James caro, pensi che Jürgen possa fronteggiare questa faccenda da solo? Francamente non mi pare attrezzato»
«Tenderei a dubitarne signora. L’ingegnere nei frangenti concitati non mantiene la freddezza necessaria» afferma il maggiordomo, ricordando il momento in cui aveva dovuto strofinargli i glutei con lo straccio intriso di acquaragia.
«Già, lo penso anch’io. Dovremo attivarci, giusto? Prendere il toro per la coda o giù di lì. Si ma, James?» chiede la vedova Rana, con la fronte corrugata dalla preoccupazione.
«Signora?»
«James, non vorrei essere pessimista ma mi sembra che siamo a corto di truppa. Dove sono finiti tutti quanti?» indicando il giardino desolatamente vuoto.

A Blaenavon, in Galles, nella grande miniera di carbone in disuso che ospita il Big Pit Mining Museum (Museo minerario del pozzo grande) si sta svolgendo un concerto fuori programma. Un gruppetto di attempate casalinghe, accese d’entusiasmo, applaudono e fischiano il proprio idolo, il famoso cantante Tom Jones, incitandolo a concedere il bis del suo cavallo di battaglia “Sex bomb”. L’artista appare decisamente provato e vorrebbe declinare l’invito, ma l’orgoglio del vecchio leone e soprattutto  un pungolo elettrico che una delle sue fan brandisce minacciosamente lo convincono ad attaccare il refrain. Non sono certo le esigenze di scena a richiedere che Tom sia legato alle caviglie da una lunga catena, e che sia vestito soltanto di un perizoma, per di più leopardato: l’anziano sex symbol è stato rapito dalla banda di babbione ostili alla sua amicizia con Priscilla Presley, l’ex moglie di Elvis.
«Vi prego, care signore, sono stanco…» chiede Tom, con la sua voce calda e roca che attizza ancor di più le indiavolate groupies.
«Nudo! Nudo!» urlano queste scatenate, strappandosi i capelli e lanciando verso l’improvvisato palchetto mutandoni e reggiseni, cosa quest’ultima che causa un crollo delle attrezzature da questi sorrette.
«Cazzo! Ma sono già nudo!» protesta il cantante. «E mi scappa pure da pisciare, con tutta la birra che mi avete fatto bere, fatemi uscire di qua!» e così dicendo cerca di liberarsi dalle catene, beccandosi immediatamente una scarica elettrica nel fondoschiena che lo riporta a più miti consigli.
«E va bene!» cede Tom «ma ancora una volta e poi basta, eh!» poi, sebbene, riluttante, inizia a cantare:
Aw, aw baby, yeah, ooh yeak, huh, listen to this
Spy on me baby use satellite
Infrared to see me move through the night
Aim gonna fire shoot me right
Aim gonna like the way you fight
And I love the way you fight

Improvvisamente la base si spegne, ed un mormorio di delusione serpeggia tra le ammiratrici. Dal buio del vecchio tunnel si sente cantare:
«Sex buomb, sex buomb, gliù ar a sex buomb…»
Con la bocca leggermente aperta dalla sorpresa tutte si girano lentamente verso l’origine del suono, da dove avanza una figura vestita con una tuta militare completamente nera, con la faccia striata di nero e con un berretto, anch’esso nero, in testa. Anche gli stivali che le arrivano sopra al ginocchio sono neri. Con un mitra Spectre M4 a tracolla, Olena avanza verso il palco, canticchiando.
«Molto pratico questo attrezzo» dice alla donna che impugna il pungolo elettrico. «Tu provato prima su tuo marito, sì? Brava» la elogia muovendo la testa in segno di approvazione.
«Ora da brave liberate uomo, prego. Bello giuoco dura puoco» consiglia Olena, togliendo la sicura al mitra.

Poi rivolgendosi al prigioniero, rimasto a bocca aperta:
«Signor Jones, mi manda Priscilla. Belle mutandine, ma ora voi potete rivestire, prego.»

mars attacks

10 pensieri su “Una birra per Olena (III)

  1. e niente, ci casco sempre!! Certo che se poi te mi scrivi in corsivo Nanocellus Officiantes e Scamarcia Fracitia, io non posso fare altro che googlare e farmi prendere in giro pure dal motore di ricerca che mi risponde con una scritta lampeggiante: AHAHAH GIOMAG TI HA FREGATA ANCORA UNA VOLTA!
    e va beh… ^_^

    ho un paio di scarpe di color bumbia acceso, sono le mie preferite perché si abbinano a qualsiasi “mise” . 😛

    Piace a 1 persona

    • L’antica tradizione asiatica dell’abbinamento
      dei colori per ogni occasione non ha segreti per i due simpaticoni. Da noi quest’arte si è un po’ persa; il bumbia acceso e’ usato pochissimo ed è un peccato, anche perché slancia.

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