Abend

Nel gergo dei dinosauri informatici come me, l’acronimo abend sta per “abnormal end” ed indica la fine inaspettata di un programma, che può avere diverse cause: in genere si tratta di dati in input non corretti e non controllati (esempio tipico: un dato alfabetico dove ci si aspetta un numero) ma si può trattare anche di errori di analisi o di programmazione che inducono il programma a percorrere strade non previste finché non si imbatte per pura fortuna in una via d’uscita oppure, più frequentemente, si schianta: Abend.

Proprio ieri è precipitato un aereo in Etiopia; e quando si parla di Corno d’Africa non posso fare a meno di pensare a mio nonno attorniato da negretti a piedi scalzi, che immagino correre spingendo aerei fatiscenti fino al faticoso decollo.
Niente di tutto questo: l’aereo caduto era un nuovissimo Boeing 737-Max8, un aereo del costo di oltre 100 milioni di dollari, vendutissimo in tutto il mondo.
Poco più di tre mesi fa un aereo simile era caduto in Indonesia, con le stesse modalità: poco dopo la partenza, con grossi problemi di stabilità della altezza e velocità.

Si parla di un sensore non funzionante, o calibrato male, che ha considerato la normale ascesa del velivolo per raggiungere la quota di crociera come il pericolo dell’aereo di andare in stallo, cioè di precipitare a causa della mancanza di aria sotto le ali: per cui il sistema automatizzato (il programma) ha abbassato repentinamente la punta verso il basso, e si è innescata una lotta tra il pilota umano che cercava di rialzare l’aereo ed il sistema che lo riabbassava. Ha vinto, purtroppo, il sistema.

Nonostante i test siano sempre più sofisticati, sia hardware che software, è risaputo che i problemi più grandi nella messa in produzione di un progetto si hanno all’inizio, perché si scopre appunto di non aver considerato proprio tutte le possibilità, o di aver sottovalutato la resistenza di certi elementi agli stress, o di non aver previsto il funzionamento sotto determinate condizioni: si corre allora ai ripari, con releases (rilasci) di nuovo software, aggiornamenti, eventualmente richiami di modelli per cui si riconosce il difetto di fabbrica.
Pensate a Windows: quante fix (correzioni) o upgrade (miglioramenti) vengono fatti dopo il rilascio?

E’ ovvio che un conto è fare programmi per contabilità, dove al massimo si possono confondere dei numeri ma non si ammazza (in genere) nessuno, ed un conto è fare programmi per far volare gli aerei: nel secondo caso ci si schianta veramente.

Nelle ultime settimane, in metropolitana a Milano, ci sono stati degli incidenti dovuti a frenate troppo brusche che hanno causato cadute di passeggeri, con ferimenti e fratture. In questi casi bisognerebbe tener d’occhio compagne di viaggio dotate di congruo airbag e tentare di appigliarcisi, ma se la decelerazione è troppo brusca nemmeno questo può garantire dal non subire seri danni.
Anche in questo caso si è parlato di sensori che dovrebbero accorgersi di ostacoli lungo la linea e rallentare la velocità per evitare o ridurre l’impatto: ma di ostacoli sembra che non ce ne fossero, e dunque i sensori hanno inviato gli impulsi sbagliati, oppure il programma che ha ricevuto l’impulso non si è comportato come avrebbe dovuto.

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Nel 1974 Roberto Vacca, un ingegnere, scrisse un profetico libro di fantascienza: La morte di Megalopoli, che parlava della fragilità delle società tecnologiche in cui un piccolo incidente poteva portare ad una reazione a catena devastante, fino al crollo della civiltà.
Il libro mi ha impressionato così tanto che da allora nutro una seria diffidenza verso la tecnologia: in auto ho il cruise control ma non lo attivo mai perché ho paura che poi non si disattivi: fa ridere, lo so, però ripenso ad un incidente di qualche tempo fa, quando un ragazzo ad un casello autostradale andò a travolgere a 150 all’ora un’auto con una coppia che stava pagando il pedaggio, e non si è mai capito se sia stato lui a sbagliare oppure il cruise che non si è disattivato.

Viviamo in un mondo dove la tecnologia e l’informatica sono sempre più pervasive: con il prossimo 5G saremo del tutto immersi in una rete globale, e non ci sarà più apparecchio elettronico che non sarà collegato ed accessibile.
Fino all’ultimo mi rifiuterò di sostituire gli elettrodomestici: non vorrei che si mettano d’accordo tra di loro, perché se la bilancia segnalerà che ho superato il limite, il frigorifero non si aprirà più…

morte di megalopoli

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15 pensieri su “Abend

  1. l’ing. Vacca era un grande, da piccola seguivo le sue lezioni in una trasmissione x ragazzi, credo fosse Tandem se non erro.
    errare umanum est… di conseguenza anche la tecnologia creata da noi non fa eccezioni… anzi.

    articolo con ottimi spunti di riflessione, bravo consuocero

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    • Credo (non vorrei sbagliarmi) che sia ancora vivo, però avrà una bella età… è ques’affidarsi totalmente alla tecnologia che mi inquieta un pò. Io mi difendo rimanendo grave il più possibile, i miei computers e cellulari sono obsoleti, peccato aver dovuto cambiare auto perché avrei tenuto anche quella volentieri… sono contento di risentirti, come vanno i tuoi progetti?

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        • Sono contento, dovrebbe avere una novantina d’anni, ma chi tiene allenata la mente non li sente… sull’aereo il primo pensiero e’ stato: oddio, non lo avranno mica tirato giù? e spero che si sappia presto cosa e’ successo… io non sono un esperto ma se davvero la causa dovesse essere quella che si ipotizzava per l’incidente indonesiano, vuol dire che non si è intervenuti con azioni correttive e le responsabilità sono ancora maggiori… perché se uno non lo sa e’ grave, ma se lo sa e non fa niente… e’ criminale.

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          • Sviluppo aerei oggi “troppo “veloce e SOLO SU ORDINATORE- poca manualità. Lei è i lettori devono ricordare che due prestigiose società “scppiarono “per produrre due begli aerei (che cadevano )il DC 10 e il Tristar .Douglas e Lockheed. si “perdevano “il passeggeri in volo, cose raccapriccianti !!Boeing si è divorata le sorelle. Chi di antropofagia colpisce di essa perisce. ……dei passeggeri -scusate il motto -se ne fottono! !.

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            • Eh, infatti la sensazione è proprio quella… però cero che lascia sconcertati… fosse una dittarella! E’ un colosso, e con centinaia e centinaia di ordini di questo modello, a quanto leggo… secondo me bisognerà mettere le scatole nere anche sulle automobili tra un pò, perché se cominciano a fare di testa loro… ma qui mi riaggancio sempre a Vacca!

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    • Perché farsi di questi problemi? per l’uomo vale il detto Omo de panza omo de sostanza, le donne stanno riscoprendo l’orgoglio curvy quindi direi di scollegare la bilancia! E poi diciamocelo, il cioccolato non può mancare perché è un antidepressivo naturale (quello fondente però, eh, mi raccomando!) per i biscotti personalmente posso resistere, a meno che non siano cantucci da pucciare nel vinsanto, allora è dura… 🙂

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      • (cioccolato solo fondentissimo: minimo 90% 😉 mai piaciuto altro) Beato te che puoi resistere, io se son di méliga (mais) o pasta frolla, non so fermarmi. È un periodo così… ^_^ goloso. Passerà… o me lo faccio passare. Non ci tengo molto ad essere curvy, ma solo perché poi devo rifarmi il guardaroba 😉

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        • Per me il 90% e’ un po’ amaro, preferisco il 75%. Se c’è anche qualche mandorla poi ancora meglio! Sui dolci sono stato scottato a militare, mangiavo un sacco di merendine ed ero ingrassato otto chili… ci ho messo non so quanto a farli andar via! 😁

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  2. Oh, era ora! Sei tornato a una sana iconografia, già temevo. Mica peraltro, non c’è altro modo per risultare convincente. Ti giunga il mio più caloroso apprezzamento.
    Quanto alla tecnologia…In tempi ancora insospettabili mi obiettavano : «Il progresso non si può fermare». E da allora ad ogni mio ritardo e resistenza ad adottare le nuove meraviglie trovo l’immancabile cretino che mi sogghigna con sufficienza: «Sei ancora fermo a…».

    Nota: Ai tempi (quelli del film l’Albero degli zoccoli, per capirci), uno si ubriacava sereno e tranquillo all’osteria e, per tornare a casa, non importa se in piena notte e con la nebbia padana a prova di coltello e con i fossi in agguato… bastava che lo caricassero sul carro che poi pensava il cavallo a riportarlo sano e salvo.

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    • L’airbag in effetti è una delle innovazioni più utili, sapevo che avresti apprezzato. Tremo a pensare al momento in cui le auto andranno da sole, non tanto per la loro capacità che sarà senz’altro sopra la media dei guidatori compresa la mia, quanto al fatto che bisognerà munirle di potenti antivirus che andranno aggiornati frequentemente… altro che hacker russi!

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