All’assalto, tigrotte di Mompracem!

Altro che Yanez, Sambigliong, Tremal-Naik e Giro Batol! Sandokan avrebbe dovuto portare queste tigrotte all’assalto di Sarawak.
Avrebbero smontato la villa di James Brook mattone dopo mattone, pur di trovare la perla di Labuan. Sarebbe bastato dir loro “perla” per la verità, a Labuan nemmeno avrebbero fatto caso.

Sono passati 33 anni (il 6 gennaio 1976!) da quando in Italia andò in onda la prima puntata dello sceneggiato televisivo tratto dal libro di Emilio Salgari (un successo straordinario), io avevo già letto tutti i libri di Salgari che era uno degli autori che ai giovani della generazione di mio padre piaceva di più, la lotta del bene contro il male (l’odiato inglese), del povero contro il ricco, l’eroismo, l’amore impossibile di ceti e razze diverse…
E i luoghi esotici dove si viaggiava solo con la fantasia: la giungla del Borneo, l’India, la Malesia…

Se mi avessero detto che un giorno la passione per una giovane modella russa¹ avrebbe causato le dimissioni di un sultano malese l’avrei pensata una fantasia alcolica di un pessimo autore.

Eppure è successo e non mi rimane che scuotere la testa, alzare le mani e ripetere 100 volte: sono vecchio, sono vecchio, sono vecchio…

il-mito-televisivo-di-sandokan

¹ Non credo che nel 1976 l’aspirazione delle donne in Unione Sovietica fosse quella di sposare un sultano. Piuttosto quella di contribuire a demolire tutti i sultanati, e allora sembrava anche che sarebbe stato possibile.

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25 pensieri su “All’assalto, tigrotte di Mompracem!

    • Eh, eh. ha ragione, ma certe volte mi ci sento proprio… 🙂 Salgari forse avrebbe messo Olena come gigantessa tra i più fidi tigrotti, compagna di Yanez magari… per poi farla immolare per salvare la vita al suo amato. Certo che sceneggiati di quel livello (kolossal per i cast, le ambientazioni, il numero di comparse) la Rai non li fa più, e forse non piacerebbero più nemmeno, ormai la gente è troppo “scafata”… Apprezzo molto lo sforzo di lanciare fiction italiane degli ultimi anni, dopo l’abbuffata di americanate e anche tedesche, alcuni belli specie quelli con Montalbano di Camilleri, ma anche i recenti tratti dai romanzi gialli di De Giovanni e Manzini, ambientati a Napoli ed Aosta, che se non altro sono anche una bella vetrina per i luoghi. Ma sotto sotto mi sa che invidio e non poco il sultano… 🙂

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  1. vacci piano con l’abuso della parola vecchio, ragazzo!

    se il 59 e` la tua data di nascita, hai ben 11 anni meno di me, che ho avuto tempo, nel decennio che ora e` tuo, di girare l’Asia e in parte l’Africa e di farmi anche un giro del mondo in solitaria all;inizio della pensione.

    giusto per imitare Salgari, che leggevo anche io; e arrivare vicino a Labuan che e` sulla costa occidentale di Giava di fronte al Krakatoa. 🙂

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    • Io con la fantasia girerò molto! Ho letto dei tuoi bei giri, ma non credo di riuscire a farne molti fuori dall’Europa… e quando andrò in pensione mi dedicherò a portar fuori il cane e controllare buche e lavori pubblici. Magari qualche gita con i pensionati Coop… 🙂

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      • salgariano perfetto, allora: anche lui viaggiava con la fantasia. non ti dico la prima volta che sono arrivato in India la delusione, a vedere che le giungle non c’erano affatto. 😦

        (mi sono appena comperato i biglietti aerei per un giro Andalusia – Portogallo del sud ad aprile, per i 71!)

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        • In India un amico un pò più giovane di me c’è stato un pò di volte… mi raccontava degli inservienti fuori dagli alberghi che avevano l’incarico di tenere lontani i mendicanti, anche a bastonati… e della puzza… ma dopo un pò non faceva più caso ne all’una ne all’altra, travolto dai colori e dal calore… Andalusia e Portogallo, ottimo! Io ne ho visti solo dei pezzetti… anzi del Portogallo solo Lisbona, dell’Andalusia un pò di più. Tutti posti dove mi piacerebbe tornare, ma se torno lì poi non posso andare in parti nuove, e allora che fare? In Iran sei stato? Ecco, quello mi attirerebbe…

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          • si`, in Iran dieci anni fa, ma per fare esami in una scuola italiana e non ho potuto vedere molto, visto che ero li` per lavoro; i resoconti e qualche foto li trovi in questo blog di allora, mettendo nel motore di ricerca “bortolindie” seguito progressivamente da uno dei numeri da 35 a 46.

            paese bellissimo e calunniatissimo: Tehran e` senza attenuanti una delle piu` brutte citta` del mondo, ma l’Iran e` fantastico, e spezzera` molti pregiudizi che ci sono instillati a viva forza…

            Portogallo il nord e Lisbona mordi e fuggi l’anno scorso, quest’anno torno all’Andalusia dopo tanti anni, e poi Lisbona mordi e fuggi di nuovo.

            l’India e` proprio cosi`, ma alla fine ti travolge e te ne innamori perdutaente (salvo alcuni che hanno viceversa un rigetto insuperabile).

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            • Sull’Iran penso che tendiamo a dimenticare che hanno cinquemila anni di storia alle spalle. L’immagine che ne avevo (quello che i media tramettono) era quella di una società chiusa, arcaica, donne sottomesse, controllo religioso strettissimo… due o tre anni fa poi vidi un film, Un divorzio mi pare s’intitolasse: le donne possono divorziare eccome, anzi possono esse stesse chiederlo (in quel caso lei voleva andare all’estero e il marito no). La forza del cinema, della letteratura… questo e’ uno dei casi in cui mi piacerebbe andare là a vedere…

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  2. Quanti ne ho letti di Salgari! a un certo momento mi sono messo anche a contarli, i titoli allineati come trofei, se ricordo bene, devo averne totalizzati tra i venti o trenta. Perchè c’era anche tutta la serie dei Corsari, la Tortuga…
    Salgari ha preceduto la fase dei Simenon, altra abbuffata.

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    • Il bello è che, quando ne parlavo con mio padre, li ricordavo meglio lui che li aveva letti anni prima… avevo (e ancora ho oggi) la sensazione che, immagazzinando così tante letture ed in fretta, alla fine una buona parte si perdeva per strada… invece lui che era dovuto andare a lavorare a 10 anni! le letture che aveva potuto fare le aveva centellinate, gustate fino all’ultima parola… insomma leggevo Salgari per essere un pò come lui, ma non credo proprio di esserci riuscito.

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          • Verissimo che la nostra generazione ha vissuto di rendita su quella che ci ha preceduto, non so se la nostra sia stata di cattivo esempio per quelle a seguire, qui sento che l’analisi si complica. Di primo acchito mi viene da dire che il buon esempio c’è stato ma che non abbiamo preteso che venisse seguito, il motto ricordo ricorrente era : «Voglio che i miei figli non debbano affrontare le fatiche ho fatto, che vivano meglio». Con questo, malgrado tutto, ho sotto gli occhi da un lato dei molliccioni viziati ma anche ragazzi tosti che hanno saputo approfittare delle maggiori possibilità offerte. Le ragazze specialmente, ce n’è di svampite futili ma anche impegnate che anzi battono i maschi. È un discorso che se vogliamo possiamo allargare agli immigrati, ce n’è di integrati che stanno nella fase delle nostre generazioni del dopoguerra, sacrifici e voglia di promozione sociale dei figli e altri, invece, che si perdono per strada e vivono da parassiti. Siamo a una svolta, di cambiamenti epocali, rapidi e complessi. Anche internazionali, che il famoso orrido Muro ai nostri tempi, bene o male, semplificava, in due fronti netti e chiari. Ora tra un Trump con le mestruazioni perenni, i compassati inglesi che danno i numeri come non mi risulta a memoria d’uomo, per non parlare degli Orban, i gilet gialli… e tralascio la farsa nostra nostrana, che mi ricorda il Walter Chiari di “Vieni avanti, cretino”: il cretino di turno veniva avanti e diceva la sua solenne c…. Unica differenza: adesso il cretino di turno tuitta.

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    • Siamo passati da Salgari alle Mille e una notte! Allora bisognerà proprio andare… Ce la farò prima che l’imperatore galattico schiacci il bottone rosso? Devo informarmi se ci sono quelle belle gite che portano la’ quasi gratis ma poi ti fanno fare il giro delle fabbriche locali… mi era successo in Turchia: così quello che avevamo risparmiato nel viaggio l’ho speso in tappeti… 😁

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        • Il rito del caffè o del the e’ bellissimo… infiocchettato con discorsi come”quando si beve il caffè insieme si è amici per sempre”… seguito poi da “italiani e turchi una faccia una razza” (che io in realtà conoscevo italiani e greci, ma in Turchia la rivendono così…) insomma ti predispongono in modo che e’ proprio difficile dire di no, sembra di fargli un’offesa… grandi venditori! Immagino che i persiani non saranno da meno…

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