La partita di pallone

Perché, perché
la domenica mi lasci sempre sola
per andare a vedere la partita
di pallone
perché, perché,
una volta non ci porti pure me?
¹

Fra qualche giorno, come ormai sanno anche le pietre del deserto, si svolgerà a Gedda, importante porto commerciale dell’Arabia Saudita con più di 3 milioni di abitanti, nota finora perché una tradizione popolare la riteneva sede della tomba di Eva, la sventata che diede la mela ad Adamo costringendoci a guadagnare il pane col sudore della fronte almeno fino all’avvento del reddito di cittadinanza, a Gedda dicevo si svolgerà la partita valida per l’assegnazione della Supercoppa Italiana di calcio.

Non potendomi fregar di meno ne della Supercoppa (questa specie di madonna pellegrina del calcio, dove due squadre italiane vanno a giocare in una località esotica qualsiasi per intascare qualche milioncino di diritti televisivi _ spettacoli pietosi che continueranno finché ci sarà gente disposta a pagare per vederli: fosse per me i proprietari di tv a pagamento andrebbero tutti accattoni sotto i ponti _ ) ne tantomeno dell’Arabia Saudita dove sono sicuro al 100% non metterò mai piedi in vita mia come in tutti i paesi limitrofi, avrei fatto a meno di occuparmi della questione se non fosse per la canea che è montata sui diritti delle donne saudite, ed in particolare sul fatto che possano andare allo stadio non accompagnate da un uomo.

Addirittura il nostro ineffabile ministro dell’Interno si è chiesto come mai non si fosse levata alta la voce delle femministe ed in particolare della ex presidente della Camera contro questo evidente sopruso.

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Che vi devo dire, trovo commovente questo slancio di vicinanza verso le donne arabe; qualcosina magari bisognerebbe fare anche a casa nostra, dove anche l’anno scorso sono state uccise 83 donne, e dove qualche subumano si diverte quotidianamente ad offendere e minacciare sui social le donne più impegnate, tra cui proprio la ex presidente della Camera la cui levatura culturale e umana è lontana anni luce dalla sottospecie umana di questi ipodotati.

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Accusare l’Arabia Saudita di non far entrare da sole le donne allo stadio a me personalmente fa sorridere, è come se qualcuno entrasse in casa nostra, si abbassasse i pantaloni e defecasse sul divano, pisciasse sul ragù e stuprasse la barboncina di casa e noi lo invitassimo a mettere le pattine.

Purtroppo in questo mondo a rovescio gli afflati umanitari si scontrano col fatto che il nostro paese è uno dei maggiori partner commerciali dell’Arabia Saudita (tra l’altro importiamo più di quello che esportiamo: il petrolio costa caro) e per essere credibili dovremmo smettere di trafficarci insieme: quindi di Yemen, finanziamenti ai terroristi, eliminazione di oppositori e giornalisti meglio star zitti, ed è ammesso solo auspicare donne in bicicletta (voglio vederle a pedalare con quel caldo…) o al volante (ma da noi non si è sempre detto “donna al volante pericolo costante”?) o al cinema (si sono risparmiate un sacco di boiate come quella che ho visto io a Capodanno) o allo stadio (dopo i recenti fatti di Milano lo chiuderei anche agli uomini, figuriamoci alle donne).

Per la cronaca, le squadre che si affronteranno sono Juventus e Milan… dovrei concludere con un “vinca il migliore” ma capitemi…

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¹ “La partita di pallone”, Vianello-Rossi, cantata da Rita Pavone nel 1962

 

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47 pensieri su “La partita di pallone

    • Più che altro queste ipocrisie mi fanno ridere… siamo in piccolo quello che è Trump in grande. Lui l’ha detto chiaramente che Kashoggi o no gli affari con i sauditi non li avrebbe interrotti… noi più pudichi lo facciamo senza dirlo. Ma del resto abbiamo anche fatto partire il Giro d’Italia a Gerusalemme… questo mi ero dimenticato di scriverlo. Io comunque non credo le cose avvengano per caso… c’è tutto un lavorio per farci apparire “fashion” quelli che sono tra i regimi più oscurantisti al mondo. Ma il petrolio finirà, prima o poi… e se fossimo più avveduti faremmo di più per usarne di meno, ma…

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  1. Chiamami antica, retrograda, ignorante, ma ci sono delle cose per cui non capisco perché un Paese straniero debba mettere il becco in faccende di pertinenza culturale, tradizionale di un altroPaese. Saranno fatti loro se le donne vogliono mettere il velo, o glielo impone la religione, se allo stadio non abbiano accesso etc etc. Come sempre Gio, i tuoi articoli offrono spunto per tante riflessioni

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    • La storia dei diritti civili è lunga e tormentata… Pietra miliare è da dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, sottoscritta all’epoca da quasi tutti i membri delle Nazioni Unite (l’Arabia Saudita si astenne, comunque)… pensiamo solo in Italia quante lotte le donne hanno fatto negli anni 60 e 70 (non da sole!) e quanto ancora siamo indietro rispetto a parità, di responsabilità, di salari… ed è un attimo tornare indietro. Certo, tra l’aiuto e l’ingerenza spesso il passo è breve (pensiamo all’intervento in Afghanistan gisutificato anche per “liberare” le donne dal burka…) e spesso l’isolamento aggrava le situazioni piuttosto che favorire a superale (pensiamo ai vari embarghi, che quasi sempre fanno star male i poveri ma a chi è al potere fanno un baffo). Le donne saudite i loro diritti se li stanno conquistando, certo una mano bisogna dargliela se la chiedono. Perché c’è anche il grosso problema che di fronte a regimi autoritari la ragione spesso conta poco… perché quelli come niente ti schiaffano in galera o peggio… e se non c’è una pressione forte da fuori o un aiuto come se ne esce?

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    • Il calcio mi piaceva ma da tempo non lo sopporto più… tra l’altro quanto dici non è fuori dalla realtà, uno dei prodromi alla guerra tra Croazia e Serbia furono dei disordini alla partita tra Dinamo Zagabria e Stella Rossa Belgrado… Monti voleva sospendere il campionato per 3 anni, e avrebbe fatto benissimo!

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  2. Caro Gió, io sinceramente non farei entrare negli stadi nè le donne nè i bambini! Sono stata solo due volte nella mia vita in uno stadio e ti assicuro che ero spaventa. Dovrebbero chiuderli, c’è tanta violenza e gente che perde la testa urlando cattiverie e parole piene di odio! Robe da matti! Per quanto riguarda i paesi Arabi ti posso assicurare che oltre a quelli citati dalla tv, ce ne sono altri che ci battono in pulizia, ordine, efficienza e sicurezza! Sono tornata da un viaggio in Qatar e posso assicurarti che sono avanti anni luce a noi. Questo lo dico con tanto rammarico perché io amo l’Italia è mi dispiace vedere che si sta accartocciando su se stessa come una foglia secca senza nessuna speranza di potersi rialzare. Certi miti bisogna sfatarli, non esistono solo terroristi ma anche tanta gente piena di cultura e nobiltà di sentimenti, come in tutte le razze.

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    • Sicuramente in ogni posto del mondo c’è il buono ed il cattivo… arte, cultura… in Italia ne siamo pieni nel bene e nel male. Se però si parla di diritti umani e di regimi autoritari, qualcosina possiamo ancora insegnarla anche se ci stiamo imbarbarendo ogni giorno di più, e politicamente non siamo messi per niente bene. Allo stadio fai benissimo a non andare, io non ci metto più piede da trent’anni (se non nello stadio vuoto di San Siro dove ho portato in pellegrinaggio i miei nipoti). Ed anche le partite alla televisione ormai non le vedo quasi più… mi informo sui risultati, giusto per avere qualche argomento alla macchinetta del caffè…

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      • Sai Gió non sono d’accordo con te questa volta. Noi giudichiamo dall’esterno senza sapere i motivi. Non sappiamo neanche perché le donne portano il burqa e le giudichiamo. Pensiamo di avere una cultura migliore ma chi siamo per giudicare? Con questo non mi fraintendere, non sono filo araba o robe del genere 😀

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        • Non diciamo cose poi così diverse… Io giudico il regime, il sistema politico che per i nostri canoni e’ assolutista e guerrafondaio… poi una donna può portare il burka o qualsiasi altro indumento, certamente condizionata dalla sua cultura e religione, basta che lo faccia liberamente; non posso apprezzare quando questa è un’imposizione, ed a volte il confine e’ labile… Qua da non apprezzo la donna usata come oggetto per vendere qualsiasi cosa, ad esempio: però parecchie donne ci si prestano volontariamente e con soddisfazione… diciamo che, anche per ragioni climatiche, preferisco vivere qua che in Arabia…

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  3. Un ministro degli Interni che però è anche vice-ecc.ecc. in società con un altro… e che gira con la felpa della Polizia salvo essere ripreso in affabile cheek-to-cheek con un omologato pregiudicato… poi il mondo del calcio che la violenza è solo il lato più visibile perchè in realtà serbatoio di anni di scandali e giri di finanziari (anche la Borsa!) e dove sotto le etichette Milan o Napoli o Roma o altra città ci trovi la Legione Straniera e il mercato delle vacche (o dei cammelli) e di tutto tranne che milanesi o romani o Napoletani… e ciliegina finale, il problema struggente delle saudite… le quali poi qualcuno sa dire cosa ciascuna di loro, SINGOLARMENTE pensa visto che di loro si pretende di parlare? Un’analisi più accurata forse riserverebbe delle belle sorprese.

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    • Ma infatti… dovremmo fare uno sforzo anche per uscire dallo stereotipo delle “povere” saudite… a me non sembrano proprio così sottomesse come le immaginiamo… e quella che a noi sembra una costrizione per tante di loro non lo e’ affatto. Con ciò non voglio apparire contro l’emancipazione… che richiederà il suo tempo, in quella società, sicuramente. Se pensiamo a cosa succedeva da noi, alle differenze tra nord e sud, campagna e città… come sempre si banalizzano e non contestualizzano le questioni. Certo se tutti quegli sceicchi emiri sultani si togliessero di mezzo… ma siamo sicuri che poi non sia anche peggio? Il passato recente non da molta fiducia…

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  4. Secondo me le donne saudite dovrebbero godersi l’assenza dei loro maschi quando vanno allo stadio (su,dai, caro, VAI a vedere la partita!, cosi’ ti levi dalle scatole – o peggio- pe runa mezza giornata!).
    Scherzi a parte: i problemi delle donne saudite sono ben altri, di andare allo stadio probabilmente se ne infischiano.
    Invece, riguardo alla patente, io imporrei OVUNQUE un esame di teoria e di pratica ogni 5 anni per TUTTI: chi non sa guidare smette di guidare fino a che non supera di nuovo l’esame (uomo-donna-giovane-vecchio-bianco-nero-rosso-giallo non mi interessa). Funziona cosi’ per altri brevetti (come quello di volo: almeno tot ore di volo e test a intervalli regolari). E aggiungerei dei test seri per concedere la patente, con prove di guida in mezzo al traffico: conoscete qualcuno che non e’ riuscito a prendere la patente?

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    • Ma infatti, invece di essere contente… per la patente confesso che quasi sicuramente verrei bocciato nella teoria, per non parlare del motore… ma per fortuna tra poco non ci sarà più bisogno della patente, le auto andranno da sole…

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