Tu quoque, Caie, fili mi!

Rassicuro gli amici lettori, sono ancora vivo se non del tutto vegeto. Un picco inopinato di lavoro mi ha travolto, ragione in più per auspicare che vada al più presto in porto la sacrosanta quota 100 che mi permetterebbe di avere più tempo libero. Così, non riuscendo a leggere come vorrei, mi astengo anche dallo scrivere.

Anche Olena & company sono preoccupati, e stanno pensando di chiedere il sussidio di disoccupazione, intanto che il loro autore preferito riscopra quella verve e quella joie de vivre che lo contraddistingueva.

Ogni tanto qualche episodio solleva il mio umore, come ad esempio l’altra sera quando al quiz “L’Eredità” alla domanda “A chi si rivolgeva Cesare, mentre lo stavano uccidendo, dicendo: Anche tu, figlio mio?”. La sublime risposta è stata: “A Caio”.  Purtroppo in quel momento stavo sorbendo una vellutata di zucca fatta amorevolmente e con competenza dalla mia signora, e lo scoppio di risa me l’ha fatta spargere sulla tovaglia, con rimbrotto seguito dal solito: “E vacci tu, allora, saputone!” che mi ha indotto a meditare sui danni del suffragio universale.

Per distrarmi, domenica scorsa, avevo in animo di visitare i mercatini di Emergency, a Milano, e dare un’occhiata all’Adorazione dei Magi del Perugino, in mostra a palazzo Marino. Mi sono quindi recato con l’intera famigliola alla stazione delle Nord da dove pendolo quotidianamente, per scoprire che c’era uno sciopero ed i treni non viaggiavano. Il tutto, minimizzavano le ferrovie Nord, per protestare contro un cambio di orario. Non dicevano, gli infingardi, che il nuovo orario prevedeva il taglio di oltre 150 corse giornaliere, sostituite in minima parte da autobus. Qualche illuminato in Regione Lombardia dovrebbe spiegare come mai si sono spesi miliardi per Pedemontane e Brebemi inutili (e se ne vogliono spendere altrettanti: le infrastrutture vanno fatte senza se e senza ma, va sostenendo il nostro Misirizzi¹ ) lasciando al palo i treni pendolari, che sarebbero stati più che necessari sia per decongestionare il traffico che per migliorare la qualità dell’aria: poi ci si riempie la bocca di lotta all’inquinamento, al riscaldamento globale bla bla! Qualche buontempone sostiene che bisognerebbe mangiare meno carne per contribuire a ridurre i gas serra: e allora io proclamo che lo farò solo quando le miniere di carbone saranno chiuse tutte, i pozzi di petrolio saranno prosciugati e le Ferrovie Nord faranno viaggiare i treni necessari!

Annullata per forza maggiore la gita milanese, ci siamo quindi orientati ai mercatini di Natale comaschi. Amici, posso affermare senza ombra di dubbio che poche cose mi rompono le scatole come visitare i mercatini di Natale. Diciamo che il livello è più o meno quello della Fiera dell’Artigianato di Rho, solo che lì almeno si mangia (non mi sono fatto mancare nemmeno quello, comunque, a S.Ambrogio quando notoriamente non c’è nessuno: bellissimo vedere gli stand degli Usa e dell’Iran vicini! Ignoro cosa sia stato esposto di oggetti di artigianato, io ho girato solo stand gastronomici assaggiando l’assaggiabile e comperando qualche liquore, in testa la Becherovka ceca ed il Mirto sardo). A Como, insomma, c’era il delirio. Non sono nemmeno riuscito ad avvicinarmi alle casette natalizie, prese d’assalto; mi sono rifugiato in una pasticceria davanti ad una cioccolata al peperoncino e qualche cannoncino a riflettere se sono io ad essere diventato troppo snob o gli altri ad essere diventati deficienti, e per un momento ho accarezzato l’idea di iscrivermi al partito democratico.

A proposito di Partito Democratico, sto leggendo la biografia di Michelle Robinson in  Obama, lo consiglio a tutti perché sia la sua storia che quella di suo marito Barak sono esemplari per capire un pò meglio l’America, questo paese di grandi opportunità,  grande vitalità e grandi contraddizioni… come si possa passare da Obama a Trump è un mistero che solo gli americani e gli hacker russi comprendono.

Se questo fine settimana riuscirò ad andare a Milano, Ferrovie Nord permettendo, non mancherò di fare un reportage fotografico, se non altro per aggiornarvi sullo stato del bananeto di Piazza Duomo!

michelle-obama-becoming-635x635

¹ Vago riferimento ad un uomo politico che stava meritevolmente perendo con il suo partito di portatori di gioielli in Tanzania ma si è ripreso a tal punto da diventare lo statista che tutti vogliono. Persino gli israeliani, per dire pure questi come si sono ridotti.

Annunci

20 pensieri su “Tu quoque, Caie, fili mi!

    • Si, ha ragione… quello però è un programma che appena posso non perdo, ogni tanto si sentono di quelle castronerie… certo, da casa, rilassati e’ più facile, li gioca anche l’emozione… ma a proposito, avrò scritto bene il titolo? Perché io del latino non ricordo praticamente niente… 😊 in effetti noi abbiamo questa abitudine malsana, di ascoltare il telegiornale mentre ceniamo… commentando le notizie, che a volte farebbero andare davvero di traverso la zuppa. Un brutto vizio!

      Mi piace

      • No problem per il ” suo”latino….è stato bistrattato,Lei fa’un atto di tenerezza culturale (per il caro, caro estinto ).Mi punge vaghezza di una domanda. …Aveva “promesso “un diario di viaggio russo, ero (non il solo)curioso delle sue impressioni di viaggio. ..saluti

        Piace a 1 persona

  1. Non è che anche tu sei vittima di certi provvedimenti appena approvati in Ungheria? Non vogliono stranieri, ma costringono a lavorare, chi già lavora, per 400 ore in più all’anno con pagamento dopo tre anni: dicono che manca la mano d’opera…

    Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...