Elina Svitolina!

Confesso di non seguire molto il tennis. Come ho detto, ai miei tempi gli sport popolari erano il calcio, il ciclismo e la boxe: tutti gli altri o non esistevano, o erano riservati a chi poteva permetterseli, e non erano molti.
Nel mio paese tra l’altro non c’erano nemmeno campi da tennis, i primi vennero costruiti quando ero già grandicello, all’inizio degli anni ’70: la novità attirò qualche giocatore, a cui non mi accodai per qualche buon motivo e cioè: l’attrezzatura bisognava acquistarla ed il campo bisognava affittarlo (pagando). Chi ce lo faceva fare, quando potevamo giocare a pallone gratis per ore ed ore?
Poco prima era stata costruita una bellissima pista di pattinaggio a rotelle, anche quella gratis! dove generazioni di ragazzini si ruppero denti e braccia, cadendo o sbattendo sui corrimano di recinzione.
Ricordo la Coppa Davis del ’76, quella vinta dai quattro moschettieri Panatta, Bertolucci, Barazzutti e Zugarelli in Cile, nel plumbeo Cile del dittatore Augusto Pinochet, ma più per le discussioni politiche che per l’effettivo evento sportivo. Dopodiché, che devo dirvi, è un gioco che non capisco, non mi appassiona e francamente questa pallina che continua ad essere buttata da una parte all’altra del campo mi annoia.

Stamattina dentro al treno pendolari delle ferrovie Nord che mi vede assiduo frequentatore pioveva. Non so come mai ma filtrava acqua dall’alto e sgocciolava sopra alcuni posti. Era divertente vedere gente che ingolosita dal posto libero, una rarità dopo poche fermate dalla partenza, si sedeva e dopo pochi secondi, rendendosi conto della situazione, si alzava a razzo. Comunque poco male, era stato diramato allarme meteo e quindi eravamo tutti muniti di ombrello.

Leggendo il giornale ho così scoperto che esiste questa tennista ucraina, Elina Svitolina, molto brava e con un nome ed un carattere decisamente sbarazzini anche se in quanto ad avvenenza la posizionerei a qualche lunghezza dalla russa Maria Sharapova. Tra parentesi, sono rimasto uno dei pochissimi a sfogliare il quotidiano in treno. Qualcuno legge i titoli delle notizie dai telefonini, qualcuno all’arrivo prende il quotidiano gratuito, Metro. Io bandirei sia i cellulari dal treno che i quotidiani gratis all’uscita della stazione, due misure di salute pubblica forse eccessive ma necessarie.

Sembra incredibile ma sta finendo anche l’era della cancelliera tedesca Merkel. Ha annunciato l’abbandono della Presidenza del suo partito in forte calo di consensi, mentre il governo di coalizione traballa e non si vede come possa rilanciarsi. Ci mancheranno gli scherzi goliardici (cucù!) e gli apprezzamenti che il nostro arzillo ex-premier le riservava. Riposi politicamente in pace: i posteri giudicheranno se, dopo tutti questi anni al potere, lascerà un partito, un paese e un continente migliori di quelli che ha ereditato.

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12 pensieri su “Elina Svitolina!

  1. Diciamo che il tramonto sulla scena mi rattrista di più se riferito a un clown, ma a un clown vero, non di uno che fa il clown mentre non dovrebbe farlo. A consuntivo, diciamo anche, che nonostante la sua – in sostanza – dipartita i conti da pagare e che stiamo pagando, quelli ci sono restati.
    Sono d’accordo con te, che la lettura del quotidiano è restata appannaggio di pochi rari venerandi signori di passata età, e d’altra parte, il risultato del rincoglionimento da smartphone e giornaletti gratuiti si vede e si sente con giuliva progressione a ogni elezione o manifestazione o esternazione multimediale (si dice così, vero?)
    Non restano che le Eline Svitoline, SIGH! … da con confondere con le Sbiruline di tempi con meno lavatrici ma più felici.

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  2. La metterò in qualche puntata con Olena, magari in doppio contro James e Po il cinese. Il crepuscolo del nostro mi sorprende più che rattristare, un attore dovrebbe capire quando e’ il momento di lasciare le scene, altrimenti si diventa patetici. Purtroppo Berlusconi ha fatto grandi danni ma principalmente agli italiani, la Merkel invece ha danneggiato con le sue politiche l’idea stessa di unità e solidarietà europea, ha contribuito alla percezione (che è realtà) di un’Europa solo delle banche e dello spread, e di fatto ha lasciato spazio per la crescita dei movimenti populisti (per semplificare) e nazionalisti, anche in casa propria. La paura che e’ quasi certezza è che dopo la Merkel ne verrà qualcuno anche peggio…

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