Mi annoiavo

Sta prendendo sempre più piede, come giustificazione per le azioni più balorde, la scusa: “mi annoiavo”.
Si tratti di lanciare da macchine in corsa uova in faccia al primo malcapitato (di norma nero) a rischio di accecarlo, come è accaduto di recente ad una giovane atleta, o di picchiare un coetaneo mandandolo all’ospedale per rubargli cellulare e soldi senza averne alcun bisogno (ragazzi di “buona” famiglia sono stati descritti. Figuriamoci se fossero state famiglie di delinquenti. Ci sarebbe molto da discutere sul concetto di buona famiglia: si può definire una famiglia buona quella dove non si ha idea di quello che combinino i figli?) con lo scopo di postare la prodezza su fessbuc¹, o di dar fuoco ad un barbone: eh, mi annoiavo!

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Tigellino, al suo imperatore che suona la cetra mentre Roma brucia: «Nerone, ma che cazzo avete combinato?»
Nerone: «Eh, mi annoiavo!»
Tigellino: «Ah bè, allora avete fatto bene. Continuate pure a suonare»

Come ho già detto, sono contrario a quell’overdose di attività a cui vengono sottoposti i bambini fin da piccoli. E la scuola, e poi il tennis, e poi magari danza, e poi teatro, e poi… occupazione di tutti gli spazi e tempi in una sorta di horror vacui dei genitori, da un lato preoccupati di non dare al proprio pargoletto tutti gli strumenti indispensabili al successo futuro (ma più spesso in cerca di soddisfazione alle proprie ambizioni) e dall’altro spaventati, non attrezzati a concedere ai figli quella libertà di cui forse più di tutto avrebbero bisogno. Perché concedere la libertà significa prima di tutto educare alla responsabilità, perché libertà non è fare tutto quello che ci piace fregandocene delle conseguenze.

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Carla a Nicholas: «Mon amour, che hai combinato stavolta?»
«Ma niente, ero annoiato, ho mandato i Mirage a bombardare Gheddafi. Sarò libero di bombardare chi ne ho voglia, no?»
«Oh bè, merde alors. Ti canto una canzoncina?»

Temo che a qualche spirito troppo empatico venga in mente di inserire la noia nel nostro codice penale, come attenuante, trattandola come incapacità di intendere e volere (anche temporanea): e va bè, poverino, se si annoiava… mica era colpa sua, è la società che non l’ha messo in grado di sviluppare tutte le sue sicuramente enormi potenzialità o di fornirgli a domicilio un panel di occupazioni che favorissero il suo sviluppo psico-fisico e la piena realizzazione come persona umana.
Ma io dico, se ti annoi tanto perché devi andare a rompere le scatole agli altri? Non puoi leggere un libro, fare un giro in bicicletta, andare in una bella palestra di pugilato che così ti danno le sventole che ti meriti?
Dobbiamo rettificare i termini, allora: non di noia si tratta, ma di vuoto, di assenza assoluta di freni inibitori, disprezzo del vivere civile, totale mancanza di educazione e di rispetto, ozio coltivato, assecondato e giustificato (“una goliardata”, “ragazzate”, pure quando stuprano in gruppo una ragazzina).

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Melania: «Cavolo Donald, ma si può sapere perché hai pigiato quel bottone? Hai fatto scoppiare una guerra mondiale!»
«Eh, così, mi annoiavo…»

A costo di essere noioso, e quindi di procurare noia, ripeterò che la cura principale per questa malattia sociale è semplice ed efficace: la zappa. Bisogna istituire un registro degli annoiati, dotarli di una zappa ed inviarli chi a Rosarno a raccogliere pomodori, che in Trentino a raccogliere mele, chi semplicemente a pulire i marciapiedi della propria città. Otto ore ben fatte tutti i giorni, ed obbligo di leggere almeno un libro al mese. In poco tempo la malattia sarà debellata e saremo il primo paese noia-free al mondo. Poi avremo il problema opposto, cioè quello di tenere a freno tutti i cittadini attivi e responsabili, ma a quello ci penseremo a tempo debito, una cosa alla volta.

Melania Trump works in the White House garden with students from the Boys and Girls Clubs at the White House in Washington

Qualsiasi cosa faccia Mrs. Melania la fa bene.

 

 

¹ Non è scritto male. Sono sempre più convinto che i social network contribuiscano all’imbarbarimento collettivo e spero in un’arma che distrugga al più presto tutti i server su cui si appoggiano.

24 pensieri su “Mi annoiavo

    • Ogni volta che leggo certe notizie ringrazio i miei genitori che non mi hanno permesso di annoiarmi… ma io mi chiedo come sia possibile che a uno venga in mente di cercare di giustificarsi dicendo “mi annoiavo”… sarebbe più dignitoso restarsene almeno in silenzio, ma un pò di dignità bisognerebbe averla, invece niente… Mi tocca sperare che Salvini ripristini il servizio militare, o che almeno il ministro dell’Agricoltura instauri la zappa obbligatoria! Buona giornata!

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  1. Ciao Gió, mi sento un po’ presa in ballo, visto che da mamma cerco di riempire i pomeriggi dei propri pargoli con le diverse attività. Alle volte riempire di attività i figli non significa solo aver paura di non dargli occasioni per sfondare o per far meglio un qualcosa piuttosto che un’altra, ma al contrario si cerca di far capire al bimbo che lo sport è meglio ed è più produttivo, è più formante che stare stravaccati davanti alla televisione o ancora peggio al pc o laptop. Spesso mamme ignare lasciano alle baby sitter il compito di stare con i bimbi pensando di aver fatto la cosa giusta, quando solo dopo tanti anni scoprono che vengono parcheggiati davanti ai videogiochi. Come sempre dipende tutto dalla famiglia, da come i genitori sono attenti ai bisogni dei loro figli e non dalla “ buona famiglia” come giustamente dicevi tu. Dipende da che cosa hai nel tuo cuore e soprattutto dai principi che sino stati inculcati ancora prima i loro genitori dei genitori.

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    • Osservo un paradosso del giorno d’oggi: che si tende ad anticipare sempre più ai bambini certe attività che una volta si faceva più da grandicelli, e d’altro canto però questi ragazzi rimangono dipendenti dai genitori più a lungo di quelli di un tempo. La società è cambiata, il modo di vivere e rapportarsi con gli altri, gli stessi rapporti di vicinanza sono rarefatti e spesso molto esili, e gli appoggi amicali o parentali sono difficili, a volte inesistenti. Non è giusto che i bambini stiano a ciondolare o si rimbambiscano di cartoni animati, ma non trovo giusto nemmeno un “iperattivismo”… a volte certi bambini sembrano dei pacchetti, finiscono una cosa e vengono subito portati da un’altra parte a farne un’altra… godranno veramente di tutte queste “opportunità” che gli si offrono? O magari qualche pomeriggio a giocare con gli amici gli piacerebbe di più? (ma sappiamo tutti che questo è diventato molto difficile, c’è il problema del dove: quali spazi? e del chi: chi può controllarli? ) Forse bisogna dare più tempo proprio ai genitori… p.s. comunque io sono vecchio, non fare troppo caso a quello che dico… 🙂

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      • No Gió non è questione di età ma di spazio, o meglio di prospettiva, dipende da quale parte ti trovi. A me piaceva lo sport ma mia madre non poteva accompagnarmi per problemi soprattutto familiari e organizzativi. Allora cerco di dare ai miei figli quello che io non ho avuto, ma oltre allo sport anche le attività con i loro amici, tipo le merende a casa delle amichette a vestirsi da principesse o cantare le canzoni dello zecchino d’oro. Io queste cose non le ho avute per motivi che non sto a spiegarti qui, alla fine accontentando loro accontento nello stesso tempo quella bimba che non ha vissuto un’infanzia felice! Sicuramente quello che dici tu è vero, ma non farei tutta l’erba di un fascio. A volte generalizzare ci rischia di non vedere anche i lati positivi della vita 😁😁. Adesso non mi diventare brontolone come quei vecchietti che si siedono sulle panchine e urlano sbraitando: “ non esistono più i giovani di una volta “😂😂😂

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  2. Se Salvini mettesse la zappa in mano agli oziosi, la stampa direbbe che è iniziata una nuova era fascista. Se di colpa vogliamo parlare(ma infatti di tale si tratta) è da dare interamente a genitori e scuola. Ruoli sfumati e vacanti che non inculcano valori, non incutono timore( necessario per crescere e non fare cazzate ) .

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