E’ lui o non è lui? Direi di si…

Qualcuno di voi forse ricorderà che l’anno scorso mi ero messo in testa di scoprire se il ragazzo ritratto in una foto che è da anni in casa dei miei genitori fosse davvero mio nonno:

E’ lui o non è lui?

E’ lui o non è lui? Potrebbe essere.

Considerando che la mia zia più anziana è nata nel ’26 ed il ragazzo dimostra 13-14 anni , se la foto fosse sua avrebbe dovuto essere stata scattata una decina di anni prima, dunque nel periodo della Prima Guerra Mondiale, o poco prima / poco dopo.

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La foto, purtroppo parecchio rovinata, mostra il ragazzo con una divisa di tipo coloniale in un accampamento di tipo militare, con in mano un moschetto con la baionetta innestata. Le ipotesi sono state varie, ma siccome mio padre nel passato aveva parlato di esploratore (ora non lo ricorda più molto bene, però) ho pensato di cercare tra gli scout. Certo ora noi pensiamo agli scout come a quei bravi ragazzi in pantaloncini che aiutano le vecchiette ad attraversare la strada ma, scavando scavando, mi si è aperto un mondo! Di seguito la risposta che ho ricevuto da una gentilissima signora del centro studi scout del CNGEI, Corpo Nazionale Giovani Esploratori ed Esploratrici Italiani, l’associazione Scout laica più antica esistente in Italia (1913).

Egregio sig. …,
dalla divisa indossata da suo nonno, è possibile che sia stato iscritto al CNGEI.
Durante la Grande Guerra, moltissimi Esploratori vennero utilizzati dal Ministero della Guerra in “Servizi Ausiliari” e svolsero compiti di aiuto negli ospedali, di assistenza ai profughi, pattugliamento di linee ferroviarie, porta ordini, ecc.ecc., al posto degli uomini validi destinati a rinforzare le prime linee.
Furono organizzati parecchi corsi di preparazione di pronto soccorso e di tiro a segno con armi vere, il che giustificherebbe l’arma in mano a suo nonno.
Se desidera approfondire l’argomento, le suggerisco il libro “Gioventù Italiana e Grande Guerra – Il contributo dei Giovani Esploratori nell’ultima guerra per l’indipendenza” di G. Monetti e D. Bettale, Edizione TIPI, pubblicato in occasione del Centenario della Prima Guerra Mondiale e rientrante nel Programma Ufficiale della sua commemorazione.
Cordialità.

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Ho preso il libro, come suggerito, ed è davvero molto interessante per capire qualcosa di quel periodo che sembra così lontano, ma in fondo sono passati solo cento anni…

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Qualcuno magari si chiederà come sia possibile che non si sappia con certezza se la foto è di mio nonno o no… bisogna tener presente che mio nonno è morto nel ’44 (era dalla parte “sbagliata”, aveva aderito alla RSI e faceva il portaordini, venne intercettato dai partigiani _ non ce n’erano molti di partigiani dalle nostre parti, ma quei pochi bastarono_ e non se ne seppe più niente), e che io sappia esiste solo un’altra sua foto, perché le foto si facevano solo per avvenimenti speciali _ e chi non aveva soldi ne faceva poche! _ quando già aveva tre figli (in tutto poi furono cinque nell’arco di 18 anni); la foto la custodiva mia nonna, ed entrò in casa nostra solo quando anche nonna morì… e purtroppo dietro la  foto, che è un ingrandimento (l’originale è perso) non ci sono indicazioni utili.

Insomma, nonno non si sa come arrivò e non si sa come se ne andò… una bella storia, magari un giorno mi metterò a scriverla.

 

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9 pensieri su “E’ lui o non è lui? Direi di si…

  1. Sicuramente lei è a conoscenza che esiste una associazione dei veterani della RSI,attraversa loro dovrebbe essere relativamente facile risalire a cosa è accaduto a suo nonno e potrebbe avere anche almeno una foto ogni militare aveva un libretto militare con tutti i dati anagrafici incluse foto,erano soldati a tutti gli effetti (giuridici Convz Ginevra )saluti (se riesce a riprodurre la foto -cerchiamo di capire il modello del fucile )saluti

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    • Non ci avevo pensato, in effetti… anche perché a dire la verità non sono proprio sicuro… mio nonno era apolide, tant’è che non poté dare il nome ai figli (che hanno potuto prendere il cognome di mia nonna solo quando la legge lo permise, altrimenti avevano dei nomi assegnati a capocchia dagli ufficiali di stato civile…) per cui non so se fu arruolato davvero, o fece solo parte della milizia volontaria… i racconti comunque sono unanimi sul fatto che facesse il portaordini e più o meno dove fu ucciso (zona Visso-Muccia, quella colpita dal terremoto recentemente), evidentemente se non ci furono nemmeno ricerche era troppo pericoloso, almeno immagino…

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      • Provi! Vedrà che qualcosa scopre,nella zona non c è stata grande attività partigiana anche perché era nella zona di manovra a ridosso della Gotica. Io con mia enorme meraviglia ho “ritrovato “in condizione incredibili l documenti di mio padre che era pilota della RSI. …riprovare le “carte “è sempre una bella emozione,.saluti cordiali

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