Vacanze in Russia!

Anche se il titolo potrebbe evocare una commedia postuma dei fratelli Vanzina (di cui solo uno _ fortunatamente o malauguratamente, a seconda del gradimento _ è ancora vivo) o qualche nuova avventura della bella Olena, devo deludere gli uni e gli altri fans. Questo sarà solo il racconto del viaggio in Russia che mi prefiggevo di fare da anni e che finalmente si è realizzato, in occasione del trentennale di matrimonio che già di per se stesso, di questi tempi, è una bella impresa.

Diciamoci la verità: a chi interessano i racconti della vacanze degli altri? O peggio ancora, essere costretti a guardare le millesettecento fotografie scattate nelle condizioni più improbabili? Pochino, ed io sono tra quelli. Personalmente mi sento un po’ a disagio anche nel pubblicare foto su FB, temo che possa essere interpretata come un’ostentazione cafona; sarà che i miei genitori nella loro vita, a parte il viaggio di nozze, di vacanze non ne hanno mai fatte, che mi sento un po’ in colpa anche per loro. Spesso mi trovo d’accordo con Salgari, quando dice che “scrivere è come viaggiare senza la seccatura dei bagagli”, perciò leggo, studio e mi documento, e ad un certo punto mi sembra di essere stato in un posto più di tanti di quelli che effettivamente ci sono andati.

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Cercherò di non annoiare i lettori con l’elenco dei monumenti, chiese, monasteri, perché per quello ci sono già le guide di viaggio o “Turisti per caso”, anche se qualche richiamo dovrò farlo; più che altro riporterò delle impressioni, delle sensazioni di questi giorni belli e caldi (molto caldi), e dei confronti tra la “mia” Russia, quella dell’immaginario di un po’ tutti quelli della mia generazione, e quello che ho visto di persona, sia pur di corsa.

Già, ma qual è la “mia” Russia? Sono tanti ricordi e tante emozioni sparse… Putin, certo, l’uomo forte, e gli incontri con Berlusconi; la Rivoluzione di Ottobre, di cui l’anno scorso ricorreva il centenario; la corazzata Potemkin e Fantozzi; la finale degli Europei di calcio del 1968, unico europeo vinto rocambolescamente dall’Italia, battendo proprio l’Urss in semifinale grazie alla monetina, perché allora non si tiravano i rigori dopo i tempi supplementari e poi in finale la Jugoslavia nella seconda gara, dopo che la prima era finita in parità; le Olimpiadi del 1980 segnate dal boicottaggio guidato dagli Usa, per protesta contro l’invasione sovietica dell’Afghanistan, boicottaggio a cui l’Italia fortunatamente non aderì, e ci portò gli ori strepitosi di Pietro Mennea, Sara Simeoni e diversi altri; Gorbaciov e la caduta del muro; la gara per la conquista dello spazio, gli Sputnik, la cagnetta Laika, Yurij Gagarin, il primo uomo a volare nello spazio, e la prima donna, Valentina Tereshkova; il Kalashnikov; Lenin e Stalin; la Seconda Guerra Mondiale (per i russi Grande Guerra Patriottica) con le epiche battaglie di Leningrado e Stalingrado; la tragica ritirata dell’Armir, raccontata magistralmente da Mario Rigoni Stern e Nuto Revelli; i grandi scrittori dell’ottocento, Tolstoj, Dostoevskij, e i grandi sceneggiati televisivi degli anni ’60 tratti dai loro romanzi; la Siberia ed i dissidenti, Solgenitsin e l’Arcipelago Gulag; il Teatro Bolscioi ed i suoi ballerini formidabili; chiese e monasteri ortodossi, ripieni di icone e affreschi; Guareschi e il Compagno Don Camillo; Napoleone che aspetta sulla Collina dei Passeri che gli vengano consegnate le chiavi di Mosca e il Generale Inverno; i mondiali di calcio appena passati dove noi non c’eravamo; la vodka ed il caviale; i grandi fiumi, il Volga, il Don, e le grandi pianure, le steppe, le taighe; il Kgb, il Cremlino, la Piazza Rossa; la lunga epoca di Breznev; la dinastia dei Romanov e la leggenda di Anastasia; Rasputin il monaco; le valigie con le calze di seta; i banditi che si sono appropriati delle ricchezze dell’ex Urss; grandi musicisti come Mussorgskij, Ciajkovskij, Sostakovic; bellezze fatali, algide e glaciali; le matrioske; le babushke che aiutarono i nostri soldati in ritirata, in gran parte contadini come loro; la carica del reggimento “Savoia Cavalleria” del colonnello Bettoni, a sciabole sguainate contro le mitragliatrici russe, a Insbucenskij; la dissoluzione dell’Unione Sovietica e la disgregazione delle repubbliche, a cui è seguito l’esodo delle badanti moldave e ucraine; Chernobil ed i bambini ammalati; la Crimea ed i bersaglieri del generale Lamarmora; Michele Strogoff il corriere dello Zar; Popoff e il Casatschock; i grandi giocatori di scacchi; le dacie in campagna, le saune e le temperature a -30°; i colbacchi ed i cosacchi; la Bandiera Rossa e l’Internazionale…

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Per l’organizzazione del viaggio ci siamo affidati ad un noto tour operator, mi pare già di sentire i buuhh! Lo so, sembra una roba da vecchietti, ma a parte che non siamo più di primo pelo, era il modo più pratico per girare e vedere più cose possibile, anche se velocemente. Se dovessi tornare, come mi auguro e spero, farò da solo, ora che la strada l’ho imparata… anzi, mi rendo conto in questo istante che in questi dieci giorni non ho bevuto nemmeno un goccio di vodka. Mi pare già un buon motivo per tornare!

Il racconto sarà diviso in tre parti: San Pietroburgo (per me resta Leningrado, comunque), L’Anello d’Oro (le antiche capitali russe) e Mosca. Buona lettura!

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12 pensieri su “Vacanze in Russia!

  1. “buona lettura” dici te… ma dove, dove? quando, quando? 😦

    Hai scritto un sacco di cose interessantissime che non conoscevo e mi hai rinfrescato nomi dimenticati, ma… ti sei dimenticato dei grandi romanzieriiiiiiii (o mi son sfuggiti?) ^_^
    La Russia mi ha sempre affascinata (va beh, io il Mondo lo girerei tutto tutto, parallelo dopo parallelo da nord a sud), più San Pietroburgo che Mosca, sicché son proprio curiosa di leggere e guardare… ti aspetto a occhi sgranati.

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    • Sto lavorando alacremente ma la temperatura non aiuta… Anto’, o meglio Gio’, fa caldo, mi sento dire. I romanzieri russi sono così tanti che ho messo solo i primi due che mi sono venuti in mente… e ho appena visto che avevi il cruccio di non aver letto Dostoevskij. Ma, diciamocelo, chi ha letto tutti i Fratelli Karamazov? Anche in Russia, dico. Delitto e castigo passi, Il Giocatore pure… ne parlerò nella prossima puntata, comunque, anche di Puskin, poveretto.

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    • Spero di alleviare la calura… faceva caldo anche in Russia, però… io avevo portato un piumino (non si sa mai), mi mancava il colbacco… invece mi sono abbronzato. Tutti mi hanno consigliato di tornare in inverno, ma mi sembra un po’ azzardato… magari inizio autunno… o primavera inoltrata… 🙂 grazie di essere passata di qua

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  2. Pingback: Nostalgia, nostalgia canaglia | L'uomo che avrebbe voluto essere grave

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