Ferragosto con Olena (II)

Dal palco della Casa della Musica di Miramar, a L’Avana, l’orchestra “Adelante Compañeros” sta eseguendo una cover dei Los Van Van, “Me gusta y no puede ser”, uno dei brani più graditi dal pubblico.
La pista, piena fino a poco prima di corpi accaldati e ansimanti, si è svuotata per fare spazio a due coppie formidabili di ballerini, che gli astanti osservano ammirati.

La prima coppia è formata da un uomo sui 35 anni, sul metro e settantacinque, in forma ed abbronzato, con una bella barba nera da hidalgo e due profondi occhi scuri, che indossa una sobria tutina verde sotto un bolero rosa firmato Girifalchi con maniche a sbuffo che tiene per i fianchi la sua partner, una stupenda mulatta con canottierina e gonnellino rosso fuoco.
«Te muoves muy bien, querido» lo elogia la compagna esibendo un personale forse un tantino troppo atletico, mentre lo segue con movenze da pantera.
«Grazie, ma chérie, mi alleno tutti i giorni con il giardiniere» dichiara James, il maggiordomo di casa Rana in vacanza.
«Davvero? Non sapevo che da voi in Italia i giardinieri ballassero la salsa» dice stupita la cubana.
«Il nostro Miguel è talentuoso, cara. Come hai detto di chiamarti, a proposito? Hai una bella voce calda e profonda, te l’hanno mai detto?» chiede James, ammirando l’accenno di pomo d’Adamo al collo della salsera.
«Mi chiamo Paio, querido, Paio Pignola. Yo soy la mejor bailerina de Cuba!» proclama volteggiando. Poi, stringendosi forse eccessivamente al maggiordomo, gli sussurra in un orecchio:
«Llévame a Italia contigo, mi amor, non te ne pentirai» infilandogli peraltro la punta della lingua nel padiglione auricolare.
«Vada pure per il Paio, mia cara» concede un benevolo James, piacevolmente sorpreso da una protuberanza manifestatasi sotto il gonnellino della mulatta «ma quel Pignola non mi sembra appropriato. Ci sarebbe da discutere, diciamo. Ad ogni modo mi sembra tu abbia dei numeri notevoli, manda pure il curriculum vitae a casa Rana, vedrò di mettere una parola buona per te.»
«Muchas gracias, querido…» sussurra con voce roca Paio, stringendosi ulteriormente al maggiordomo.

Ad un tavolo defilato, due vecchi amici conversano amabilmente, ricordando i tempi passati.
Nonna Pina, la più anziana dei due, con in testa un Panama, sta fumando il suo Montecristo N°2 sorseggiando un bicchiere di rhum; il suo accompagnatore degusta il Cohiba Siglo II che l’amica gli ha regalato.
«La revolución no es una cena de gala!» proclama enfatico l’uomo.
«E su questo siamo d’accordo, Pepe. Ma quello che ti chiedevo è: ti pare giusto che un tassista guadagni più di un chirurgo? Voglio dire, va bene ad ognuno secondo i propri bisogni, ma anche l’utilità sociale andrebbe premiata, non trovi?»
«La colpa è dell’embargo e dei gringos che non accettano il nostro socialismo» risponde l’uomo «anche il povero Secundo la pensava così» ed un velo gli appanna la vista, già appannata di suo.
«Pepe,» dice nonna Pina, stringendogli una mano «mi è dispiaciuto molto per tuo fratello Secundo, sai quanto gli fossi affezionata»
«Lo so Wanda, lo so, da quella volta che lo piantasti ad Acapulco con l’orchestra ed il conto del gioielliere da pagare non era più riuscito a toglierti dalla testa… e del resto come avrebbe potuto, una donna hermosa come te?» sospira l’attempato Ganimede.
«Ah, ah, Pepe, ma che vai a rivangare? E’ passato un secolo da quando mi chiamavano Wanda…» ride civettuola la centenaria «ma adesso guarda come sono messa…» indicando le rughe che le scavano il volto.
«Per me tu sei sempre bellissima come quando scendevi le scale del Tropicana » dichiara lo spasimante  «Come avrei voluto essere uno dei tuoi boys! Ma perché non rimani qui con me, a Cuba, per sempre? Balleremo tutto il giorno, fumeremo i migliori sigari e berremo il miglior rhum, e faremo l’amore facendoci cullare dalle onde del mare» dice il cubano con trasporto.
«Pepe caro» chiede nonna Pina un po’ preoccupata  «Scusa se te lo chiedo, ma da quanto tempo non ti fai vedere da un medico? Eppure la vostra sanità è al top, mi dicono. Il tuo geriatra dovrebbe darti una registrata, amico mio. Tra l’altro che fine ha fatto la tua ultima moglie, hai seppellito anche questa? Era la quinta, mi pare. Non ti sembra di esagerare?»
«Scusa Wanda, a volte mi faccio trasportare dalla passione. Sai, il clima, la musica, il sole. Buona tra l’altro questa bevanda, che cos’è di preciso?»
«Ah bhè, andiamo bene!» scuote la testa nonna Pina, accarezzando teneramente i capelli di Pepe, che guarda incuriosito la grolla di Piña Colada che tiene in mano come se non ne avesse mai viste prima in vita sua.

«Vedo tu ha fatto conquista, tesuoruccio?»
James si volta verso la statuaria bionda che le si è avvicinata ballando, ammirandone il vestitino che copre appena l’inguine, mettendo in risalto le lunghe gambe coperte fino alle ginocchia da un paio di stivali di pelle con tacchi alti 10 cm, e le sorride divertito.
«Ah, Natascia, ci sei anche tu? Non ti avevo notato, pensavo fossi andata a pesca di Marlin a mani nude. Un vestitino davvero sobrio, complimenti, dove lo hai preso, nel casino di Dona Flor?» la punzecchia il maggiordomo. «Sei obsoleta mia cara, ormai coprono anche miss America, quest’anno va di moda il vedo-non vedo»
«Vedo infatti tu muolto discreto, come sempre» osserva Olena, piegando leggermente la testa a destra portandosi l’indice alla bocca e fissando la tutina ed il bolerino del maggiordomo. «Bello accuostamento di colori»
«Il verde ama il rosa, non lo sapevi carina? E adesso vai, su, vai a ballare con il tuo cavaliere. Almeno finché ce la fa, che lo vedo un po’ palliduccio»
A questo punto Paio Pignola, al secolo Hector García, si intromette sbottando:
«Ma insomma querido, chi è questa sciacquetta? Vogliamo continuare a ballare o no?» Poi rivolgendosi ad Olena: «Smamma bambina, qui non c’è trippa per gatti. Este es mi hombre!» e si predispone alla battaglia, fronteggiando la russa.

Un brivido attraversa la schiena di James immaginando le conseguenze della sconsiderata dichiarazione di guerra di Paio. Nonna Pina, che da lontano ha seguito la scaramuccia verbale, si sistema il Panama, posa il bicchiere di rhum sul tavolo e si rivolge al suo spasimante:
«Pepe caro, puoi dire al cameriere di portarci qualche nocciolina? Che qui tra poco ci sarà spettacolo»

«Come tu ha chiamato me?» Olena stringe leggermente le palpebre fissando con occhi di giaccio Hector-Paio. Questi, con tutto il coraggio dell’incoscienza, solleva il mento, butta in fuori il petto (rifatto bene, per la verità, come anche Olena ammette tra sé) e risponde con voce leggermente stridula, di un’ottava più alta del necessario:
«Sciacquetta! E anche slavata! Sciacquetta slavata!»
L’orchestra a questo punto ha smesso di suonare. Il bassista, il famoso Giorginho Torres, apre il fodero del suo strumento e ne estrae una bottiglia di Matusalem invecchiato 23 anni che riserva solo per le grandi occasioni. Poi si siede su una cassa dell’amplificazione ed aspetta.

«Adesso faccio io vedere te chi sciacquetta. Raoul!» richiama perentoria il suo accompagnatore, Raul Montero, gigoló di fama internazionale, che dopo l’esperienza della notte passata che l’ha visto nettamente soccombere,  progetta di dedicarsi al tombolo con pizzo di Cantù.
Raul, imbarazzato, si avvicina. «Dime, mi señora», scodinzola.
«Adesso tu baila con questa “señorita” » e così dicendo, con una piccola rotazione del polso gli getta tra le braccia Paio. «Ma che…» ha appena il tempo di dire quest’ultima, e Raoul di rendersi conto dell’entità intrusa tra di loro, che Olena ha abbrancato James, ed è il suo turno di sussurrargli all’orecchio paroline dolci:
«Vedi tu di ballare bene, o io cionco te gambette, da?»
Poi si scioglie i capelli, e ordina all’orchestra, con disappunto di Giorginho:

«E adesso Mambo!»

Maria-Belkys-Rodriguez-Tropicana1

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23 pensieri su “Ferragosto con Olena (II)

  1. Ormai questi personaggi surreali vivono di vita propria e fatico un po’ a tenerli a bada… ogni volta che mi metto a scrivere di qualcos’altro questi si infilano, diventano invadenti, del resto tra Di Maio/Salvini e Olena non c’è dubbio su chi vada la mia preferenza… 🙂 a Cuba non sono mai stato, dovrò andarci se non altro per bere un bel bicchiere di rum sul posto, qua lo bevo solo nel punch…

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    • Ci credo! Qualche amico ne sentiva così la nostalgia che si è portato a casa un ricordino (la moglie). Anche se mi e’ difficile concepire che una cubana possa venire a vivere in un paesino della Brianza per amore, pare sia successo così… concediamogli il beneficio del dubbio… 😉

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  2. Mais non! Paio Pignola, grazie alla tua inventiva, è un personaggio che ha già una folta schiera di cosplayers… anzi… mi parte il business… che ne dici di organizzare un eventone di cosplay con Olena, James, la calva, Sven, Miguel, i pigmei? Chiediamo a Girifalchi di farci da sponsor, facciamo uno spot pubblicitario con Olena e James nei loro outfit più gloriosi e lo postiamo su internet. Diverrà viral, worldwide, e pure dalla terra del Sol levante arriveranno schiere di adolescenti vestiti come i crudeli gemelli asiatici.
    Tu e io saremo i padroni di casa. Spero tu possa scendere dal tuo solito piedestallo e mischiarti a noi, poveri esseri in carne e ossa. Io indosserò turbante e strascico e voglio almeno dodici boys e la scalinata.
    Pubblico su invito. Dress code: only trash or you’re out.

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    • Idea geniale! Prenotiamo uno stand a Lucca Comics per novembre? Qui a Como si sta liberando Villa Olmo dopo l’evento di Dolce&Gabbana, si potrebbe approfittare della villa a prezzi stracciati, Girifalchi dovrebbe essere interessato! Ci darebbero anche il piroscafo Patria per portare in giro gli ospiti, potremmo invitare anche Henry e Megane. Alla fine concerto di Beyonce’? O Ricky Martin?

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  3. Villa Olmo è sul mercato? Potrei farci un pensierino…
    Io voglio Henry, Megane e le figlie di Sarah Ferguson, che sono state tra le prime, entusiaste clienti di Girifalchi.
    Concerto di Beyoncé E Ricky Martin. Jay Z. può anche stare at home: indossa brillocchi più grandi dei miei.

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    • Per ora Villa Olmo si affitta per eventi esclusivi, il nostro lo sarebbe senz’altro, dunque per la location siamo a posto. Tra l’altro potremmo anche chiedere di spostare il monumento di Libeskin e farlo piazzare nel giardino prospiciente la villa. Jay Z no, sono d’accordo, l’hip hop non lo trovo adeguato, meglio ritmi latini. Se insiste lasciamo a casa anche Beyonce’ e prendiamo Christina Aguileira. Uno spazio naturalmente a Uppallo I e Uppallo IV, hanno appena vinto il festival internorreno, porteranno una ventata di freschezza ed esuberanza, e poi al nord Girifalchi ha già un grande seguito. Pare che anche Biorn Borg, sebbene stagionato, indossi Girifalchi.

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            • Facciamo una petizione! O almeno wp non potrebbe fornire i suoi affezionati utenti di un telefonino decente? Sul mio non funziona più nemmeno FB, poco male peraltro, ma non capisco perché costringermi a cambiare cellulare ogni otto anni. Mi pare uno spreco! 🙂

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                • Adesso mi sono ricordato! Borg prima di conoscere Loredana Berté non sapeva assolutamente vestirsi. Non riusciva nemmeno ad allacciarsi le scarpe da tennis, gliel’ha insegnato Loredana e gli ha fatto conoscere Girifalchi. Ce ne è voluto per fargli abbandonare l’elastico in testa ed i calzini a righine colorate! Ma alla fine era quasi civilizzato. Poi la Berté l’ha mollato, francamente era sveglio come Svengard ma meno portato per il sesso, e adesso è ritornato nel vecchio vizio, e compra solo scarpe con lo strap.

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                  • Il cerchio si chiude, caro Giò! Del resto, il vestito rosso da sposa della Loredana era uno dei primi Girifalchi, mica bruscolini!
                    La Berté si confidò con James (che, all’epoca, stava facendo un corso sul trattamento del pellame della renna della Lapponia) e disse che, quando si era nei sei mesi senza sole, le nottate nei fiordi ti uccidevano per la noia e il consorte non era poi quest’asso negli ace.
                    Ma sono leggende metropolitane, e James ha sempre preferito McEnroe.

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