Niente sushi per Olena – 14

Il biondo e aitante Svengard, reduce dai campionati internorreni di Laivaniemi dove ha dominato nella specialità della corsa con il barile, è in piedi pensieroso sul molo di Varazze. Ha appena lasciato gli  amici Uppallo I e Uppallo IV, che prima di dirigere il loro agile drakkar verso le terre dell’Aurora Boreale l’hanno salutato con il virile canto vichingo: “O-oh! O-oh! Gurli Korken! Proppmätt Arv! Flitighet o Ofantligt? O-oh? A-Ah!”.
Guardandosi in giro si gratta la testa, dopo aver scostato l’elmo cornuto ricevuto come premio, quando ode una voce amica che lo chiama:«O glande uomo del Nold, avele bisogno di passaggio?»
Svengard non crede ai propri occhi. Po il cinese? Ma se l’aveva lasciato su un catamarano azionato dal suo risciò!
«O saggio Po!» esclama meravigliato il vichingo «A parte che mi pare di averti già detto un po’ di volte di non chiamarmi glande, ma lasciamo stare, come diavolo hai fatto ad essere già qui se ti ho lasciato indietro di mille leghe?»¹
«Glan… ehm, glosso uomo del Nold, mio catamalano molto veloce!» dice con orgoglio il cinese.
«Non lo metto in dubbio, o membro della tua dinastia, ma dato che lo spingevi col tuo risció permettimi un po’ di stupore. Hai un motore fuoribordo, per caso?» chiede uno scettico norreno.
«No, ma avele cugino con glande motoscafo che avele tlainato me fino a liva.» Poi il cinese, ritenendo di aver concluso i convenevoli, passa agli affari:
«Andiamo in Blianza, uomo del Nold? Plezzo buono, venti euli.»
«Perché venti euri?» chiede un indispettito Svengard. «L’altra volta abbiamo fatto 15, ed ho tirato quasi sempre io.»
«Va bene, allola quindici euli ma consigli di amole a palte»
«Eh no, così allora ci rimetto. Ok, facciamo venti euri e non se ne parli più. Togliti da lì, che vai troppo piano» e così dicendo Svengard solleva il cinese e lo mette seduto a cassetta, e posizionandosi alle stanghe del risció comincia a correre verso casa.

«Ma bando ai sentimentalismi» dichiara nonna Pina tirando su col naso rumorosamente:
«Allora, come è andata coi cinesi?»
Olena guarda la nonna, con una certa ammirazione per la capacità di questa di lasciarsi tutto alle spalle. Poi sistema un ciuffo di capelli biondi che il vento le ha scompigliato, e risponde:
«Babushka voi aveva ragione, locale cinese è copertura. Appena arrivati, due scagnozzi hanno provato a fermare noi. Dentro notato cose molto interessanti, prima di arrivo di altri quattro finuocchietti di Triade. Sushi da schifo, comunque» puntualizza Olena, precisa.
Nonna Pina sbotta: «Ma possibile, Natascia mia, che con tutti i delinquenti che abbiamo in Italia dobbiamo importarli pure dalla Cina? Non mi pare logico. Che bei tempi quando ai cinesi bastava un pugno di riso e un libretto rosso… Credevano in qualcosa, cara mia. Adesso in che credono, me lo sai dire? Nel comunismo non penso proprio. In che cosa allora, nei soldi, nell’arricchitevi tutti? Un miliardo e mezzo di ricchi? Illusi… alla fine si ritroveranno con un pugno di milionari e milioni di poveracci, ne più ne meno che da noi, ma almeno noi non lavoriamo 24 ore al giorno stipati come topi. Chissà che ne penserebbe Mao? Si rivolterebbe nella tomba, secondo me»
«Pochi riescono a rimanere fedeli a ideali» osserva Olena, e la mascella le si serra leggermente. Poi continua:
«Dopo avere neutralizzato finuocchietti, maggiordomo andato a casa, io tornata indietro. Visto la cameriera ed una squadra di ninja portare via un uomo imbavagliato. Potevo provare fermare loro ma rischio per sicurezza prigioniero troppo alto. Messo segnalatore Gps sotto loro furgone, e ora so dove loro andati.»
«Natascia, sei una bomba figlietta mia! Che facciamo adesso, chiamiamo la polizia?»
Olena fa un sorrisetto divertito, prima di rispondere «Polizia, Babushka? Niet, non c’è bisogno di polizia. Andiamo noi a prenderli» e presa in spalla nonna Pina, inizia la discesa verso terra.

«James, sarà prudente recarci da soli nel laboratorio? Toshiro non sembrava essere del tutto in sé. Non sarà meglio aspettare che torni Sven?» dice una preoccupata Gilda.
«Temo non ce ne sia il tempo, signora. Ho preso comunque qualche precauzione» e così dicendo porge alla Calva Tettuta un giubbetto antiproiettile ed una Smith & Wesson M&P22. Gilda solleva il giubbetto con due dita, e chiede scandalizzata:
«Non vorrai che indossi questo orrore, vero James? Dico, se mi vedesse qualcuno?»
«C’è anche in verde oliva, la signora preferisce?» chiede premuroso James.
«Ma non si tratta del colore» protesta Gilda «E’ che mi… mi… ingrassa!» sbotta la Calva Tettuta, restituendo il giubbetto al maggiordomo.
«E poi, James, questa da te proprio non me la aspettavo» accusa Gilda, rigirandosi la pistola tra le mani.
«Una calibro 22? Ma per chi mi hai preso? Tira fuori la doppietta della buonanima di Evaristo, altro che pistoletta!»

Smith-Wesson-MP-22

¹ Alzi la mano chi sa  a quanti metri corrisponde una lega. Anzi, esistono le leghe come unità di misura? Jules Verne oggigiorno si sarebbe guardato bene dallo scrivere “Centomila leghe sotto i mari”, sarebbe stato reputato politicamente scorretto. Per i curiosi comunque dirò che la lega nautica è pari a tre miglia nautiche.

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