M’ama, non m’ama (I)

Le prime elezioni politiche nelle quali ho votato sono state quelle del 1979. Quelle precedenti, del 1976, erano state quelle in cui avevano debuttato al  voto i diciottenni (fino al 1975 la maggiore età si raggiungeva ai 21 anni), ed avevano visto un considerevole successo del Partito Comunista Italiano, che era giunto a pochi punti percentuali dalla Democrazia Cristiana. L’affluenza generale era stata del 93,4%.
Nel 1979 l’affluenza fu un po’ più bassa (90,95%), la Democrazia Cristiana mantenne più o meno i propri voti ed il PCI arretrò, perdendo qualche voto a sinistra ma soprattutto a favore dei radicali di Marco Pannella, di socialisti, socialdemocratici e cosiddetti “laici” (repubblicani e liberali).
L’esperienza di unità nazionale (il “compromesso storico”, sostanzialmente finito con l’assassinio del presidente della DC Aldo Moro) venne accantonata, e dopo qualche governo centrista (Cossiga I e II, Forlani) e qualche sciagura e scandalo (terremoto in Irpinia, scoperta della loggia P2) nel 1981 prese vita il pentapartito, che portò il paese fino a Mani Pulite.

Allora non c’era bisogno di par condicio perché la televisione era solo pubblica e le varie forze politiche esponevano i propri programmi nelle tribune elettorali, confrontandosi civilmente con gli altri.

Dopo questo bignamino, giusto per far capire che i tempi non erano proprio di rose e fiori ma a mio avviso meglio di quelli di adesso, voglio ricordare i nomi dei segretari dei maggiori partiti che si contendevano i voti: Benigno Zaccagnini (DC), Enrico Berlinguer (PCI), Bettino Craxi (PSI), Giorgio Almirante (MSI-DN), Pietro Longo (PSDI, subentrato a Mario Tanassi, arrestato per lo scandalo Lockeed; a sua volta Longo venne arrestato qualche anno dopo per tangenti), Oddo Biasini (PRI, subentrato allo storico segretario Ugo la Malfa, morto da poco), Valerio Zanone(PLI).

Vediamo quali sono invece i principali partiti/movimenti che si sfideranno il prossimo 4 marzo:

  • Partito Democratico, segretario Matteo Renzi
  • Movimento 5 Stelle, candidato premier Luigi di Maio (non esiste un segretario nei 5S ma solo un capo, Beppe Grillo);
  • Forza Italia, presidente Silvio Berlusconi
  • Lega Nord, segretario Matteo Salvini
  • Liberi e Uniti, candidato premier Pietro Grasso

A questo punto  potrei anche mettermi a piangere e stracciare la scheda elettorale, ma voglio invece fare uno sforzo di fiducia e volontà, ed illustrare qualcuno dei punti qualificanti dei vari schieramenti.

  • PD: Comprereste un’auto usata dagli altri? E dai, siate seri, quelli fanno cagare. Votate noi! Non si interrompe un’emozione, continuiamo il cammino delle riforme. Come, quali riforme? Le riforme, no?
  • M5S: Comprereste un’auto usata da Renzi e Berlusconi? Allora siete rincoglioniti! Chi ha ridotto l’Italia così come siamo messi? Pensateci bene, non fatevi infinocchiare anche stavolta!
  • FI: Per una nuova rivoluzione liberale! Che vuol dire che sono tutti liberali? Siamo noi i più liberali di tutti! Ed in più 1000 euro di pensione minima, meno tasse per tutti i ricchi e meno controlli sulle costruzioni abusive! Italiani, in fondo in fondo lo so che mi volete bene e mi ammirate, se sono qui a rompermi le scatole invece di godermi la vecchiaia è solo per voi! Io vi amo! Basta coi populisti!
  • Lega Nord: Questa Europa ci ha rotto le scatole! A casa tutti i clandestini! Basta Fornero! Basta Berlusconi! Ah, no, Berlusconi va bene, ma solo se vinciamo noi!
  • LEU: Renzi ha rotto le scatole! Questo paese ha bisogno di più sinistra, infatti vogliamo più liberalizzazioni! Ma soprattutto Renzi ha rotto le scatole!

Non starò ad annoiarvi rivelando le mie personali preferenze, del resto sono abbastanza confuso perché ho appena fatto il test de “La Repubblica” e mi sono ritrovato posizionato dove non mi aspettavo, segno che evidentemente ho sempre sbagliato a votare.

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22 pensieri su “M’ama, non m’ama (I)

  1. Le mie figlie (17-15) ogni tanto mi chiedono cosa voterò. Io gli rispondo. Non dirò la mia preferenza in questa sede per ovvi motivi, ma posso spiegare la motivazione. Esclusa l’astensione o la scheda bianca o resa invalida, voterò quelli che mi fanno meno ribrezzo…

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    • Ricordo delle belle discussioni con i miei genitori, appassionate… Anche in casa discutiamo, ma a differenza di allora non si vede un orizzonte di cambiamento. Il solco è quello, e la direzione tracciata da vincoli opprimenti e indipendenti da qualsiasi scelta elettorale. Mi manca un mondo dove si poteva pensare che cambiare il mondo fosse possibile.

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      • Quando ero bambino, in casa non si parlava di politica. Sembrava un argomento da evitare. Ho scoperto cosa votasse mio padre solo quando ho maturato anch’io il diritto di voto, e non per ammissione diretta, ma perché un giorno intercettai la frase “in fondo dicono che anche Gesù sarebbe stato socialista”…
        Hai ragione, non si vede l’orizzonte del miglioramento, ma solo l’ennesima collina da superare con la convinzione che al di là il panorama sarà lo stesso.
        Ma non mi preoccuperei troppo, oggi sentivo che le api stanno scomparendo, una vera ecatombe, e la preoccupazione maggiore è l’aumento del prezzo del miele. L’affermazione di Einstein che senza api l’umanità non sopravviverebbe più di cinque anni viene ripetuta solo per dare fiato ai polmoni, quasi paragonata a una profezia di Nostradamus.
        Non lo so, ma forse ancora qualche collina e poi non dovremmo più preoccuparci di niente…
        E dopo questa botta di ottimismo ti auguro una buona serata. 🙂

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        • In casa mia invece di politica si è sempre parlato, forse anche per questo sono abbastanza avvilito dalla pochezza delle discussioni odierne. Poi sul fatto che le nostre elezioni spostano poco o niente di quello che è l’andazzo del mondo sono d’accordo, non mi consola molto ma insomma, è un dato di fatto. Consoliamoci con chi sta peggio di noi, se non altro non abbiamo ancora deficienti che vanno a scuola a sparare ai compagni (per ora si limitano a sfregiare le professoresse)… ciao Walter!

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  2. Ero confusa e dopo questo articolo lo sono ancora. Chi votare? I soliti? O rischiare e votare qualche new entry? Ora che ci penso però mi viene in mente quel vecchietto dell’altro giorno:” dottore’ voterò un partito diverso quest’anno, almeno me lo metterà in c… qualcuno nuovo!” . Saggezza popolare

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  3. Riporto copia-incolla:
    «…finalmente, disponiamo infatti di dati precisi sul numero delle leggi adottate, più di 200mila, e di quelle tutt’ora in vigore, più di 110mila.
    Qualche paragone? la Francia ha circa 7mila leggi, la Germania
    intorno alle 5.500, la Gran Bretagna ne conta poco più di 3mila.
    Corruptissima republica plurimae leges, più sono le leggi in una
    Repubblica, più questa è corrotta. La sentenza è di Tacito…»
    E questo è soltanto un petalo della margherita. D’altra parte, cosa aspettarsi da un Paese che ha sempre avuto più che una classe dirigente una classe digerente?

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  4. Pingback: Elezioni politiche 2018 – Un po' di mondo

  5. Molti di quelli che hai citato non li conoscevo, perché sono usciti dall’agone politico prima che iniziassi ad occuparmi dell’argomento… non mi sembra che all’epoca fossimo messi molto meglio :-). Ad ogni modo, alla Prima Repubblica una cosa va riconosciuta: almeno, sapevi per chi stavi votando.

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    • Almeno potevi scrivere di tuo pugno le preferenze e poteva capitare che se era particolarmente bravo e stimato, quello messo in fondo per riempire la lista e per accontentare il “territorio”, potesse avere più voti e passare avanti al candidato catapultato da Roma! Cosa rara… ma a volte capitava!

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