Niente sushi per Olena – 4

Se ne è andata anche Marina Ripa di Meana, ex Lante Della Rovere. Le sue battaglie contro le pellicce ci mancheranno.

In un tavolino del Bar Calindri, in Piazza San Babila, siedono due persone distinte, di una certa età. L’uomo veste un abito inglese a quadretti, con panciotto, ed ha in testa un cappello da caccia; la donna una pelliccia di visone ed un turbante fiorato in seta Mantero.
Due tavoli più indietro una donna avvolta da un mantello con cappuccio viola, con all’orecchio un auricolare ed in tasca una Tokarev TT-33.
Un cameriere, lievemente claudicante, serve ai due un Cynar con una scorzetta di limone ed un prosecchino.

«Fa freschino, non è vero?» esordisce l’uomo, scrutando le nuvole che si stanno addensando.
«Emilio, dopo settant’anni non vorrai parlarmi del meteo, vero?» interviene impaziente nonna Pina, l’altra avventrice. «Non abbiamo tutto il tempo del mondo, mi pare» con riferimento velato alla circostanza che in due fanno duecento anni.
«Naturalmente, naturalmente, cara Eusebia, dicevo così, tanto per rompere il ghiaccio»

Olena tocca l’auricolare per essere sicura di aver sentito bene: Eusebia? Chi diamine è questa Eusebia?

«Emilio, ti ho detto un sacco di volte di non chiamarmi Eusebia. Nessuno mi chiama più così da un secolo! Sono Pina e basta»
«Ma mia cara, lo sai che Eusebia mi attizza» dichiara l’uomo con ardore.
«Bè, calma i bollenti spiriti. Non c’è trippa per gatti, se ci siamo capiti»
«Capisco Euse… ehm, Pina. Hai un altro uomo? Non te ne farei una colpa, una donna affascinante come te» indaga l’attempato corteggiatore.
«Emilio, senza offesa ma devo chiedertelo: sei scemo per caso? Mi hai lasciato settant’anni fa senza dire ne “a” ne “ba” e mi vieni a parlare di attizzatoi? Su, forza, sputa il rospo, perché mi hai voluto vedere? Ti servono soldi?» chiede una pratica nonna Pina.
«Soldi?» Emilio respinge sdegnato l’accusa. «Ma quali soldi Pina, certo che non ho bisogno di soldi» poi, dopo essersi guardato intorno con circospezione, continua: «Ho bisogno di aiuto Pina, qui sta per succedere qualcosa di grosso…»
«Grosso? Ma Emilio, in cosa sei invischiato? Non è il caso di chiamare qualcuno un po’ più giovane? Guardati, sei nonagenario!»
«L’età non c’entra, Pina… ho scoperto un complotto, una faccenda che può cambiare le sorti dell’umanità…»
«Addirittura? Emilio, non sarà la tua fantasia nonché l’arterisclerosi che sta galoppando un po’ troppo? E se è così grave, perché non sei andato alla polizia?»
«Perché…» Emilio sembra perdere il filo «… perché…» l’anziano amico di nonna Pina si ferma, prende aria, si slaccia il colletto della camicia.
«Ti senti male Emilio? Vuoi che andiamo all’interno caro?» chiede una preoccupata Pina.
«No, non è niente…» continua affannosamente «la cosa ci riguarda entrambi Pina, tutto è cominciato da… da… off…» con un rantolo Emilio si accascia sul tavolino.
«Emilio! Emilio!» lo scuote Pina, cercando di farlo reagire. «Oddio, sta male! Aiuto! Aiuto!»

Olena comprende subito la gravità della situazione e si precipita al tavolo dei due. Distende Emilio sul pavimento e gli controlla i battiti.

«Eusebia, Eusebia…» sentendo il flebile richiamo dell’uomo che un tempo ha amato, Pina si avvicina e gli si inginocchia vicino.
«…sci… sci…» riesce ancora a farfugliare Emilio, poi reclina il capo.

Olena si china sull’uomo, e dopo avergli tastato il polso gli chiude gli occhi.

«Mi dispiace babushka, vostro amico muorto»

Nonna Pina si rialza da terra, sorretta dalla russa, e rivolge un’ultimo sguardo al suo antico amante. Una lacrima sta per farsi largo tra le rughe del viso, ma la vecchia la reprime con una energica soffiata di naso. Poi rivolge all’uomo l’ultimo saluto:

«Ma vai all’inferno Emilio! Sei sempre stato un buono a nulla! Non mi hai nemmeno detto perché mi hai lasciato, che ti venisse un colpo!»

Cosa voleva dire Emilio a Pina? Che c’era stato tra quei due settant’anni prima?  E perché oggi li avrebbe riguardati entrambi? Di che è morto Emilio? Che vuol dire nonagenario? 

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p.s.

sono quasi sicuro che con questa foto FB mi bloccherà l’account. Vi farò sapere.

 

 

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29 pensieri su “Niente sushi per Olena – 4

  1. Non per solidarietà a Marina, ma io non metterei mai il visone, né altre pellicce, mi fanno davvero troppa pena gli animali. Per Marina, un minuto di silenzio, ha già parlato tanto lei quando era in vita … adesso le auguro buon viaggio.
    Anche il povero Emilio (novantenne=nonagenario) doveva proprio lasciarci così? E adesso? Qui è proprio un mortorio, anzi un muortuorio … grande Olena.
    Sei straordinario, Gio, dotato di un’ironia e un senso dell’umorismo incomparabili. Mi rassegno ad aspettare la prossima puntata. Almeno vado a dormire allegra, sognerò cose bellissime, ne sono certa, riderò tutta la notte. 😀 ❤ 😀

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    • Purtroppo per esigenze di scena dovrai indossare la pelliccia, il regista non transige. Anche il turbante. Emilio poverino era in scadenza di contratto ho dovuto ammazz… cioè ho tagliato la sua parte. Ricomparirà, postumo. Buona notte Marianna!

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      • Il turbante non mi dispiace, neanche una sigaretta in un lungo bocchino anni ’20 per esempio, la pelliccia è un sacrificio … ma le esigenze di scena prima di tutto … in fondo meglio un visone che la pelliccia di Marina … 😀 Buon pomeriggio, Giorgio!

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    • Ah, ah, sicuramente fara’ prima Olena ad imparare il lumbard che io il russo… Ed anche il lumbard a dire la verita’… avevo puntato sulla decina d’anni ma sono stato ottimista! Sugli anni da attendere e’ inutile preoccuparsi, la russa non ha intenzione di invecchiare, in un modo o nell’altro ci seppellira’ tutti! 😊

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    • Emilio l’ho fatto fuori per sfoltire o personaggi. Era anche in scadenza di contratto, e non avevo più pigmei a portata di mano… sai bene quanto apprezzi la cura che hai per la tua pelliccia, lo dico per i poveri ragnetti! 😂

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