War is over

Non so più che scrivere. E’ la triste, innegabile verità. Sento di aver dato fondo a tutte le mie risorse e mi manca l’ispirazione: la politica mi ha scocciato, di biciclette rosse ho raccontato in abbondanza, ho svariato dal comico al drammatico e saccheggiato la storia di famiglia.
Forse avrei bisogno di quella bella zappa che vado predicando per i giovani; rimpiango quei bei giorni quando andavo ad aiutare mio padre al lavoro e tornavo a casa stanco e felice.

Come Blade Runner devo dire che tante delle cose che ho visto si sono perse come lacrime nella pioggia, o nel vino cotto. Ho verniciato metri e metri di ringhiera delle mura, ringhiera che ormai non esiste più, sostituita qualche anno fa da una più moderna; ho aiutato a saldare ragni di piombo per gli scarichi dei bagni, materiale ormai fuori legge; ho avvitato sifoni per i bidet delle case popolari con troppa delicatezza, e i proletari avranno avuto sicuramente delle perdite.

A proposito di ringhiere, quest’estate passeggiando con mio padre mi sono fatto raccontare qualche vecchia storia, ed ho così appreso che sia l’asilo del paese (ora in disuso, ma con qualche progetto di utilizzo) sia la scuola (questa ancora in uso come scuola media) sono stati edificati nel 1935.
Ho provocato  il vecchio socialista (che all’epoca però non lo era ancora, e come poteva? Aveva sette anni…) osservando che allora qualcosa di buono quei fascistoni avevano fatto; non si è ribellato come speravo, anzi quando gli ho chiesto come fosse possibile che oggi, con tutte le possibilità tecniche ed economiche non siamo nemmeno più capaci di costruire dei ponticelli, ha scosso la testa e ridendo mi ha detto: “perché oggi vogliono mangiare in troppi”.

Della scuola ricorda tra l’altro quando prese uno scappellotto da un capobastone del partito, perché era andato a scuola con la camicia nera, che andava indossata solo al sabato: senza tener conto, quel testone, che di camicia mio padre ne aveva una sola. Gli chiesi, quando ero più giovane, perché una volta finita la guerra non glielo avesse poi restituito, quello scappellotto: era un poveruomo, mi disse, mica potevo sporcarmi le mani.

Parlando di guerra, ho appena dato un’occhiata ad un osservatorio sulle guerre, che sostiene che in questo stesso momento nel mondo sono in corso conflitti che coinvolgono 67 stati, in praticamente tutti i continenti, con 776 milizie varie impegnate.
Pensare che 45 anni fa domani John Lennon cantava “Happy Xmas (War is over)” fa considerare che sia stato perlomeno poco profetico; chissà cosa avrebbe pensato del mondo di oggi se una nullità non l’avesse ammazzato pochi anni dopo. Avrebbe duettato con Obama? Avrebbe manifestato contro Trump? Può essere.

Sarà anche un po’ di malinconia, un amico se ne è andato, e mi ha fatto pensare che sotto al muro di quella ringhiera abbiamo passato interi pomeriggi a giocare a pallone, coi capitani che formavano le squadre, scegliendo un giocatore alla volta, dai più bravi ai più scarsi, e nessuno si deprimeva ad essere scelto per ultimo, bisogna essere capaci di riconoscere quando uno gioca meglio di te.
E suonava anche bene, e un sacco di strumenti; gli piaceva scherzare e aveva la battuta caustica, quella che con due parole ti fulmina, ed una grande intelligenza, si era messo in testa di imparare il cinese, ce l’aveva fatta ed ho saputo che addirittura era stato chiamato ad insegnarlo nelle scuole.

Sui manifesti funebri ha fatto scrivere solo “Militare – Vittima dell’amianto”,  ma non so se sia la verità o un ultimo scherzo, non era nemmeno militare. Mi sarebbe piaciuto farci un’ultima suonata insieme, sarà per un’altra volta.

(a che numero ero arrivato?)

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74 pensieri su “War is over

    • In realtà non mi sembra di fare chissà che… metto a disposizione un po’ di tempo e passione gratis, come altri hanno fatto con me… mi sembra quasi di volermi mettere in mostra. Può essere utile per scambiarsi qualche impressione però, e per me una bella fonte di suggerimenti… Ci penso, vediamo che mi viene! Ciao Dora

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      • ti mescoli la vita con quei ragazzi e credo sia un circolo vitale di energie buone, non un mettersi in mostra, ma un disporsi al dono d’esperienza, stimolando il loro ‘viaggio’
        Io aspetto di leggerti!
        notte, Giorgio

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        • Ho sempre pensato che il modo migliore per rimanere giovani sia stare con i giovani… non “fare” il giovane, abbastanza ridicolo, o “farsi” i giovani, un modo vampiresco di cercare l’eterna giovinezza… esperienza che da insegnante vivi quotidianamente, e che a volte ci racconti… cerco di stare attento a qualche regola: Abituare (potrei dire un po’ pomposamente educare) al rispetto e all’impegno, dare l’esempio, non giudicare (nonostante la zappa). E cercare di non essere indispensabili, forse la cosa più difficile… buona giornata!

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  1. Gio, please don’t go, guarda che ti sguinzaglio contro tutte le ex ragazze di non è la rai, il vichingo e la tettuta calva li metto a piantonare davanti a casa tua, il cavaliere ritira tutti gli sfogliavelo dal tuo market di fiducia e ti costringo a una dieta di polpette, ma quelle schifide, bio e glutenfree dell’Ikea.
    Aspetta che chiamo la Judith che viene col limodivano, prendiamo su la Almost e si va a combinare qualche marachella là dove ci porta il turbo.

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  2. Ohi, Magrini, all’occhio! Non fare scherzi, che qui se cominciano a mancare i migliori, che ci resta? Dai, Calimero, tu non sei nero, sei solo sporco … tu non sei vuoto, sei solo stanco. E un po’ di malinconia pesa sul tutto. Ne hai di cose da raccontare ancora, ogni volta che scrivi escono altri ricordi, ed è un piacere immenso leggerli. Sei la penna che rallegra molte mie giornate e tu sai perché … e non è poco, non scordartene. Buonanotte, Giorgio, fai qualche bel sogno, che poi ce lo racconti! Un abbraccio. ❤ 😛 ❤

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    • Ah, ah, sono contento di aver rischiarato la giornata! Le mie storie puoi raccontarle a tuo figlio come storie del nonno, ti autorizzo 🙂 se poi ti chiede qualcosa sul ragno di piombo, a disposizione!

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  3. Beh… per non aver niente da scrivere hai fatto proprio un bel post!
    Facciamo così… tu per non aver niente da scrivere continua a fare dei post così e io… per non avere niente di interessante da leggere vengo qui, ti leggo, rifletto e sorrido!
    E non è mica poco sorridere in tempi cupi come questi!

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  4. Un po’ di malinconia ci può anche stare dopo la perdita di un amico. Io lo sai, ci sono passata tante volte e ti garantisco che ci vuole un po’ a tornare come prima ci si sentiva. Ma so che tu ce la farai, caro Giorgio. Per ora ti auguro di stringerti ai tuoi familiari in questa che oggi è festa per tutti. Baci amico mio. Isabella

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  5. te sei un osservatore attento, non ti mancheranno spunti, dai. Magari è solo un peiodo così… capita, no?
    ( Tu sei uno dei pochi blogger di cui ricevo le mail per ogni nuovo articolo… così non me ne perdo uno ;), sicché: che non ti salti in mente di chiudere sto blog! grrrrr)

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