Viva la Svezia!

Non so se capiti anche a voi, mentre siete sdraiati sul divano sgranocchiando la matita con la quale prendete appunti per la vostra prossima commedia, di cadere in un’imboscata della consorte che con nonchalance chiede: “Caro, domani abbiamo qualcosa da fare?” e non riuscire ad inventare qualche scusa plausibile tipo una visita dentistica urgente o un corso di canto gregoriano¹.
Nei pochi secondi in cui tardavo a rispondere cercando di capire con quel “caro” dove si volesse andare a parare, scambiata la mia muta sorpresa per silenzio-assenso sono stato informato che il giorno seguente, festività di Ognissanti, saremmo andati all’Ikea.

Vista l’inutilità di ogni resistenza, mi sono disposto a contrattare le condizioni di resa che mi sono state magnanimamente concesse e sono consistite in:
a) se proprio dobbiamo andare andiamo per pranzo così mangio le polpette: – “Ok”;
b) mi servirebbe una scatola: –“Va bè, quella vediamo”, è stata la risposta possibilista.

Devo dire che il mio animo gentile era bendisposto dal fatto che, nonostante la contrarietà per la festività pagana di Halloween, ero stato intenerito dalla visita di quattro carinissime bambine cingalesi, che minacciandoci con dolcetto/scherzetto ci hanno estorto i cioccolatini che amo mangiare di quando in quando sdraiato sul succitato divano; mio figlio voleva far loro uno scherzetto minacciandole di spararle nello spazio ma l’ho distolto dal pur sano proposito.
Che bel mondo viviamo! Nei due anni precedenti la stessa visita ce l’avevano fatta due sorelline marocchine. La globalizzazione degli scherzetti!

E così, dopo la messa di precetto², ci siamo recati al più vicino dei magazzini della famosa compagnia svedese. Ma come, direte, dopo tutte le tirate contro il lavoro festivo, i centri commerciali, il consumismo, ti vai a infilare all’Ikea il primo novembre? Lo so, lo ammetto, non è una bella dimostrazione di coerenza e sarà senz’altro usata contro di me nel caso voglia pormi a capo di un movimento pauperista o anticapitalista. L’uomo è fatto anche delle sue contraddizioni! Diceva qualche filosofo di cui al momento non ricordo il nome.

Sia chiaro, non ho niente contro l’Ikea anzi sono un suo cliente da anni, ho montato personalmente  armadi, cassettiere, mensole e ripiani e sono stati i momenti in cui l’aggressività, data anche la presenza a portata di mano di utensili atti a contundere, avrebbe potuto portare a drammi familiari irreparabili; ho comprato nel tempo tonnellate di tovaglioli di carta che avrebbero potuto ricoprire il mediterraneo e mangiato quintali di polpette. Se anzi in ragione di questa fedeltà l’azienda volesse riconoscermi una fornitura di polpette o addirittura invitarmi ad una gita in Svezia gliene sarei grato.

Tra l’altro la Svezia mi piace molto (per non parlare delle svedesi, in senso platonico-estetico s’intende), ho visitato Malmö, Stoccolma e Goteborg e sono appassionato dei gialli svedesi, dai capostipite Siöwall-Wahlöö, a Henning Mankell, allo Stieg Larsson della trilogia Millenium, e poi un nutrito elenco di autori come Liza Marklund, Camilla Läckberg, Håkan Nesser, Åsa Larsson ed altri, per non parlare poi degli altri nordici, norvegesi, islandesi… un’industria del giallo in salsa scandinava.

Tornando all’Ikea devo dire che, pur sentendomi  un perfetto coglione (ma nessuno è perfetto, per chi ricorda l’ultima battuta di “A qualcuno piace caldo”) la visita periodica mi offre anche degli spunti di conforto, soprattutto la consapevolezza che i fondamentalisti non potranno mai vincere. Potranno investire qualche turista sulle piste ciclabili³ ma nulla potranno contro la naturale aspirazione delle persone, di qualsiasi etnia provenienza e colore, di  vivere in pace nella propria casa e per di più essere libero di arredarla esattamente uguale a quella di tutti gli altri, anche se di nazionalità religione o genere diversi.

Sospetto che ormai l’Ikea incassi più dal ristorante che dai mobili. Arrivati alle 12:20 c’era una fila chilometrica; abbiamo fatto il giro di un piano e ritornati al punto di partenza c’era ancora la fila chilometrica; rassegnati ci siamo accodati e dopo una mezzoretta di attesa abbiamo mangiato e alla fine c’era ancora la fila chilometrica. La parola magica è: bio e ecologico! Su ogni piatto è stato aggiunto il prefisso bio:  bio-lasagne, bio-penne, bio-hamburgher… le uniche rimaste bio free sono proprio le polpette, e quelle ho preso per un rigurgito di ribellione. Perfino quando andate in bagno vi diranno che siete ecologici perché vi state asciugando le mani con una macchinetta alimentata da fonti totalmente rinnovabili, addirittura idroelettriche! Ma l’Ikea ha proprie dighe e turbine per produrre elettricità? Mistero, qui ci vuole Giacobbo.

A questo punto sono sicuro che vi stiate chiedendo che fine ha fatto la mia scatola. Ebbene, la mia scatola di cartone dal nome strano (Smellsta? Spallska? bho) del prezzo di 2,99 euro non è stata reputata degna di considerazione. Nonostante le mie rimostranze le è stato preferito un contenitore di plastica del costo di 7,99. Una volta arrivati a casa ho avuto momenti di godimento perché nonostante le sollecitazioni il poco flessibile cestone si è rifiutato di entrare nell’armadio, sia in altezza che in profondità; ne è seguita una disperata e patetica richiesta di smontare e rimontare l’intero armadio pur di non ammettere lo sbaglio, ma ad onta dei tentativi di ricatto fisico e psicologico ho resistito impavido.
Anche se forse sarebbe stato meglio cedere, perché temo mi toccherà fare un altro viaggio.

(170 – continua)

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¹ A proposito di corsi di canto gregoriano a breve potrei sorprendervi, ma non anticipiamo troppo
² Da it.cathopedia.org: “Si usa l’espressione Festa di precetto per indicare quelle festività dell’Anno  Liturgico nelle quali la Chiesa cattolica fa obbligo ai suoi fedeli di partecipare alla Celebrazione dell’Eucaristia e di astenersi dai lavori o affari che impediscono di rendere culto a Dio e che turbano la letizia del giorno del Signore o il dovuto riposo della mente e del corpo.  Soddisfa il precetto chi partecipa alla Messa nello stesso giorno di festa, o nel vespro del giorno precedente”.
³ Che eroica impresa! Spero proprio che quando andrà dall’altra parte l’autore trovi il paradiso che merita, che non è proprio quello che si aspetta lui. Di vergini nisba, caro il mio uzbeko. Attento al didietro, piuttosto.

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54 pensieri su “Viva la Svezia!

    • Forse c’è un equivoco su parmigiana-partigiana?… comunque quando ho chiesto a mia moglie di darmi la ricetta del risotto alla parmigiana mi ha guardato con un sorrisetto di compatimento (pregustava la rivincita sulla scatola). Mi ha chiesto se volessi farlo e mi ha anche sfidato a farlo. Sinceramente penso di averlo fatto un bel pò di anni fa… ah, ah, non me la sento di darle uno schiaffo morale! Sembra facile da fare, a patto di avere del buon burro e parmigiano reggiano! Allego un link che sarà senz’altro migliore di me per spiegare:
      http://www.cookaround.com/ricetta/risotto-alla-parmigiana-3.html
      buon appetito!

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      • Grazie, in effetti è stato un errore di battitura. …..io senza scalogno e senza riso italiano (e senza! Parmigiano )…….ci riesco. …ecco forse il lapsus freudiano. ….ma son bravo a Mantecarlo. …! (Tutta la mia comprensione per sopportare i sorrisetti di campatimento. …ma sono i rari momenti in cui ci sentiamo alla pari con gli angioletti! !)

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  1. L’Ikea caro Giorgio è il sogno di tutti gli italiani. Chi non ha mai sognato di leggere le istruzioni per montare un mobile? Cacciaviti e martello , cerniere, viti lunghe e corte. Questa è la vera felicità. Giovani sposi innamorati che finiscono col litigare per dire ognuno la propria su come va montato Il ” pax ” armadio guardaroba , o su come l cassetti della cassettiera ” malm ” si mettono sulle guide senza errori.
    Insomma un divertimento per tutti . Ma almeno hai notato che ti ho nominato due prodotti dal nome facile facile? Suvvia Giorgio non ti lamentare, più o meno tutti nei giorni di festa si buttano all’Ikea. Si vede che tutti hanno il pallino del ”costruire ”. Anche a rischio di trovarsi qualche unghia pestata dal martello. Bacioni e sempre bravo a farmi ridere. Isabella

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    • Ah, ah, vedo che sei espertissima! Il pax ce l’ho anch’io, in bagno come guardaroba… e la poang… e la tullsta… avevo la libreria billy ma l’ho venduta 🙂 e un tavolino triangolare lack che mi serviva per il presepino… e a parte scherzi ogni volta che vado prendo qualcosa che mi serve anche per il teatro! Le tende ad esempio… ah, ho preso anche un tappeto di quelli che sembrano di lana, l’ho messo in spalla a uno per fargli fare il pastore, non era proprio contento ne credibile ma è andato bene lo stesso… adesso hanno una bellissima bicicletta! Quasi quasi… buona giornata Isabella!

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  2. L’Ikea tocca un paio di volte l’anno anche a me… Quando la moglie esordisce con “Caro, pensavo…”, oppure “Caro, bisognerebbe…” so già che dietro c’è qualche centro commerciale dove andare. Allora, visto che non posso dire di no, parte la contrattazione, che in confronto quelle isreaelo-palestinesi sono un niente… Fortunatamente io ho un alleato nella figlia che, quando vuole andare in qualche centro commerciale (soprattutto di abbigliamento), mette le mani avanti: – Il babbo lo lasciamo a casa che altrimenti non facciamo il nostro comodo! – E così io resto sul divano e in mia rappresentanza mando carta di credito e bancomat…
    Ma l’Ikea no, quella tocca a me! Anche perchè, essendo io quello che dovrà montare il mobile, la mia presenza è considerata obbligatoria… in modo che, quando sarò a bestemmiare col cacciavite, qualcuno possa dire… -L’hai scelto anche tu!-
    La prossima volta che andrò, farò come i cinesi… (cerca su google “Cinesi all’Ikea”)

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    • Devi affrettarti perché dopo la vittoria della loro nazionale di calcio il prezzo salirà alle stelle! E’ evidente che sono più forti perché mangiano quelle polpette. Io ne ho fatta una buona scorta, potrei rivenderle al mercato nero.

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      • Ehh, bastassero le polpette! Temo che la nostra sVentura vada ben oltre il modesto seppur efficace valore del catenaccio svedese, altra arte, in aggiunta alle polpette, in cui un tempo eravamo noi i maestri.
        Per la prima volta in vita mia seguirò i mondiali di calcio da spettatore neutrale, mi consolerò tifando per Messi.

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