Macachi ed altri animali

Ho appreso con divertimento ma anche sconcerto che nei giorni scorsi un tribunale (americano) è stato chiamato in causa da una associazione ambientalista che non a caso si chiama Peta per dirimere una questione vitale: se i diritti d’autore su una foto scattata da un macaco siano attribuibili al macaco stesso.
Questo macaco curioso qualche anno fa si è impossessato della macchina fotografica che il fotografo aveva momentaneamente lasciato incustodita e ne ha approfittato, già che c’era, per farsi l’autoritratto.
Fortunatamente ha posizionato l’obiettivo all’altezza della faccia e non di altre parti, anche se non ci sarebbe stato niente di sconveniente considerato che tanti umani fanno anche di peggio per esibizionismo e nessuno se ne scandalizza.
Già nel 2016 la corte federale della California aveva sentenziato che le leggi sul copyright non si possono applicare alle scimmie; non contenta la Peta ha fatto ricorso ed ha perso ancora.
I diritti sono del fotografo; mi permetto di dissentire dal momento che non capisco quale sia il merito del fotografo nello scatto fatto dal simpatico macaco, e credo che la Brambilla dovrebbe dire la sua sulla questione.

Non sono un simpatizzante di Clemente Mastella, anzi. Però apprendere che dopo 10 anni è stato assolto dalle accuse che l’avevano portato a dimettersi dal governo Prodi (non a lasciare del tutto la politica, anche se si è accontentato di fare il sindaco di Benevento, che tra l’altro quest’anno ha la squadra di calcio in serie A: sarà un caso?) mi ha amareggiato. Mi è capitato qualche anno fa di essere chiamato come testimone oculare in una causa civile di una cittadina che chiedeva i danni al Comune perché, inciampata su un marciapiedi dissestato, si era rotta un piede. Mi hanno convocato dopo tre anni e a tutt’oggi non so come sia finita. Comunque diciamocelo, Clemente Mastella se l’è cercata. Con tutti gli anni che è stato al governo o nelle vicinanze, se la giustizia è in questo stato la responsabilità è anche sua.

Il sindaco di Firenze, pervaso dalle migliori intenzioni non esenti da influssi savonaroliani, ha deliberato di multare i clienti delle prostitute. Probabilmente pensa che solo la minaccia di vedersi recapitata a casa la multa per fornicazione non autorizzata faccia desistere dei padri di famiglia dal frequentare professioniste dell’amore¹; a mio avviso sottovaluta la funzione sociale di queste operatrici: ricordo che quando lavoravo a Milano, in Via Porpora, nelle ore pomeridiane c’era sempre una signora di all’incirca una settantina d’anni che aspettava clienti, e va bene che gallina vecchia fa buon brodo ma ci chiedevamo chi mai avesse bisogno di tali brodini; ed invece l’attempata esercente manteneva una fedele clientela che evidentemente si sentiva rassicurata dall’esperienza e dal garbo della intrattenitrice. Si pensa di colpire la domanda per stroncare l’offerta?

A proposito di domanda e offerta, in vicinanza delle elezioni i media ci bombardano con la supposta ripresa (più supposta che ripresa, secondo me). Peccato che la domanda interna sia ancora debole, dicono. E graziealcà, se i contratti medi sono a tre mesi e gli stipendi non ne parliamo, che domanda interna deve risalire?

Non so se nel resto d’Italia lo sappiate, ma il prossimo ottobre in Lombardia e nel Veneto voteremo per l’autonomia! Referendum propositivo il cui succo è: volete che i soldi dei lombardi e dei veneti rimangano in Lombardia e Veneto? Il presidente Maroni chiede anche maggiori poteri, specialmente nella sicurezza; spero che non si riferisca alla polizia regionale perché abbiamo visto i risultati in Spagna, dove la polizia catalana non parlava con quella nazionale, e poi sinceramente nel momento in cui lo statista Salvini afferma che se vincerà le elezioni darà mano libera alle forze dell’ordine non mi sento tranquillo… chi si crede di essere, Duterte²? Alcuni sindaci PD comunque si sono pronunciati a favore del referendum, a testimonianza della lucidità che vige in quel partito. Da parte mia contraddirò tutto quello che ho finora sostenuto sui referendum e per l’occasione rispolvererò il motto tanto caro ai nostalgici tra i quali, seppur non politicamente, mi annovero: me ne frego!

Ieri ho partecipato alla sfilata finale del Palio del Baradello. Il Borgo di cui faccio parte è arrivato secondo, con onore; abbiamo preso dei punti aggiuntivi nel tiro alla fune perché abbiamo fatto tirare dei residenti doc: un ucraino e due salvadoregni. Lunga vita all’Imperatore!

(160 – continua)

Rodrigo_Duterte_and_Laotian_President_Bounnhang_Vorachith_(cropped)

¹ Spero che ai più colti non sfugga la citazione di Julio Iglesias.
² L’attuale presidente delle Filippine, Rodrigo Duterte, conosciuto per la sua bonomia, equanimità e tolleranza.

24 pensieri su “Macachi ed altri animali

  1. i diritti al Macaco, sfido!
    l’oscuramento delle foto di certi volti (e non solo volti) noti della politica che, indipendentemente dall’autore dello scatto, nun se ponno guardà XD
    facciamo un referendum su questo, su!
    insomma..se proprio non possiamo avere la trasparenza… un po’ d’oblio ogni tanto ci starebbe, giusto per la pace estetica…

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    • Si il macaco e’ senz’altro più intelligente di tanti politici padani… perderò un po’ di amici così mi sa… tra l’altro sembra che le votazioni saranno elettroniche… Chissà se interverranno gli hacker russi anche qua? Me fidi minga! buona serata

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  2. Riesci sempre ad ammannire in mensa un minestrone di tutto rispetto, mio caro giomag: non è facile far convivere tutti questi elementi, uno più rognoso e bilioso dell’altro. Si sa che lo sono pure i macachi, tanto da ricordare un film”O canganceiro” in cui i banditi appellavano gli uomini dell’ordine con quel nominativo, prima di sopprimerli a fucilate. Qua invece parli della loro intelligenza e capacità, in grado di far meglio anche di quella umana. In effetti, dubito che il fotografo in questione, sarebbe riuscito a far di meglio: la nitidezza dell’immagine e l’espressione degli animali ce lo dicono della cura con cui è stata scattata la foto. Quindi deduca che si dia al macaco quel che gli spetta, anche in banane e noccioline… Per tutto il resto stendo un velo pietoso: la regione Lombardia che si vanta di gestire tanto bene la cosa pubblica lombarda, poi spende una manciata di milioni per un referendum inutile. Ma la cosa peggiore è che Salvini, il loro aspirante statista a governare l’Italia tutta, non spiega nei suoi comizi, agli altri italiani, quelli del tacco, il perchè la Lombardia ed il Venero debbono tenersi in saccoccia le loro tasse, mentre i terroni debbono mettere in comune le loro. In definitiva: come pensa di fare coincidere le due cose non lo dice. Ma lo capisco: adesso conta accecare tutti quanti con la pretesa invasione di orde di clandestini. Per sancire la secessione, come in Catalogna dalla Spagna, ci sarà sempre tempo. Soprattutto per guidarla dal governo nazionale. Insomma: ne ha di ambizioni, sommare in sè il Tudjman croato ed il Milosevic serbo, non è opera da poco, per dire dei principali autori della dissoluzione della povera Yugoslavia, cosa che ha precipitato i balcani in una guera senza fine che brucia ancora adesso… Ma il prode e furbo, oltre che tapino nano della politica Salvini, ci prova e gliene va dato atto: tra tanti nani come lui, il suo gioco potrebbe anche riuscire, chissà…
    Ciao

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    • Si, ho fatto proprio un minestrone stavolta… Salvi i secondo me ha la coperta corta: Se si vuol proporre come leader nazionale non può assecondare troppo i particolarismi… ma nemmeno scontentare la sua base, lo zoccolo duro che patisce la messa in ombra di slogan e temi storici della lega… Maroni e Zaia sono più pericolosi perché hanno le mani più libere, e un’opposizione debole e spesso accondiscendente, e alleati imbarazzanti… come fa dico Fratelli d’Italia a votare per le autonomie? Va beh lasciamo stare… per fortuna siamo nell’ambito della farsa, non della tragedia…

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      • E speriamo che ci rimangano nella farsa, perchè non c’è persona più pericolosa d’un cretino che si ritiene intelligente. Ricordi il cartone animato sulla fiaba del pulcino e della volpe? La volpe riesce a convincere il pulcino di essere intelligente e capace politico e gli dice che il pollaio è in pericolo, dunque di persuadere il resto dei polli a rifugiarsi in una grotta ch’è la sua tana. Il pulcino che davvero è un capace oratore molto salviniano,direi, convince il pollaio a seguirlo in bocca alla volpe… Il finale è tutto della volpe satolla e soddisfatta…

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