Cultura a mazzi! (I)

Terminato finalmente l’odioso ozio estivo, è ora di riaccendere i cervelli rimasti in modalità risparmio energetico: è arrivata l’ora della qultura con la Q maiuscola!

Il mio fratellino, sua moglie ed i loro due figlioletti sono venuti a trovarci nello scorso weekend, e da vero Cicerone ho preparato un programmino culturale di tutto rispetto, sul quale sono sicuro nemmeno Sgarbi e Philippe Daverio avrebbero da ridire. Piero Angela sappia che ho depositato il copyright, nel caso voglia usare lo spunto per una delle sue puntate di Superquark, nelle quali spesso si passa dall’accoppiamento delle scimmie del Suriname alla pigiatura dell’uva nel Canavese senza soluzione di continuità.

Prima giornata: Milano e i suoi tesori

Innanzitutto le due giornate sono state caratterizzate da spostamenti totalmente ecologici, ovvero abbiamo usato solo mezzi pubblici e piedi privati (i nostri). Deploro il ritardo culturale verso le maggiori città europee che spesso e volentieri propongono tariffe famiglia o piccoli gruppi parecchio vantaggiose. Mi offro di fare da consulente agli assessori ai trasporti della regione Lombardia e delle città di Milano e Como, dietro lauto compenso visto che loro non ci arrivano, per ridisegnare offerta e  tariffe. Sospetto che tutta questa gente che decide come si debba viaggiare non abbia mai preso un mezzo pubblico in vita sua. Mi tormenta inoltre un dubbio: come mai un ragazzo dell’età di 13 anni per pagare il biglietto è considerato adulto ed invece per lavorare è considerato minore? E udite udite questa considerazione l’hanno anche i preti che decidono le tariffe per entrare in Duomo, alla faccia della tutela della famiglia.¹

La prima tappa vede la netta separazione della componente maschile da quella femminile. Inseguiti da considerazioni del tipo: “Ma lasciali stare quei due scemi!” due anzi tre diversamente adulti ed un minore si sono diretti verso il tempio del calcio mondiale:

Lo stadio di San Siro!

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Che sempre San Siro rimarrà, con tutto il rispetto per il buon Peppino Meazza al quale lo stadio è intitolato da qualche annetto.

Incuranti della pioggia battente ci siamo diretti al Museo di San Siro! Che contiene magliette dei vari campioni della beneamata nerazzurra ed odiata rossonera, nonché di leggende che hanno calpestato l’erba di San Siro: Pelè, Maradona, Eusebio… corridoio delle interviste, e poi visita agli spogliatoi del Milan e dell’Inter con tanto di magliette appese; purtroppo i componenti della mia squadra mi erano all’80% sconosciuti, a testimonianza di quanto stia seguendo le vicende pallonare; infine accesso al campo! Dove un solerte addetto azionava il trattorino tagliaerba, attività che nella vecchiaia svolgerei volentieri, anche gratis. Valeva la pena pagare questo biglietto (salato), per sedersi sulla panchina del Mou e rivolgergli un pensiero grato, con accenno di lacrimuccia: 50 euro biglietto famiglia, cosa incontestabile dato che eravamo 2 coppie di fratelli.

Siamo passati poi nello Shop, dove una maglietta originale viene posta in vendita alla ragguardevole cifra di 141 euro. Sono rimasto un po’ a guardarla per vedere se, all’improvviso, si mettesse a correre da sola, e mi sono chiesto se indossandola funzionasse come un esoscheletro e fornisse al possessore le capacità di uno dei campioni che l’hanno indossata prima. Ma non succedeva niente, abbiamo salutato e ci siamo indirizzati verso la nuova attrazione di Milano:

La metropolitana lilla!

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La metropolitana lilla o linea cinque (ignoro che fine abbia fatto la linea quattro) è l’ultima costruita ed avveniristica, carrozze panoramiche che funzionano senza conducente. Questo impedisce che qualche autista si metta ad inforchettare spaghetti mentre guida, come successo recentemente a Roma, non accorgendosi di una turista rimasta appesa allo sportello di una carrozza; ed inoltre non dovendo rispettare orari sindacali il passaggio è molto frequente.² E’ così bella che avremmo continuato ad andare su e giù da capolinea a capolinea ma, come si dice, il tempo è tiranno! E le nostre signore ci stavano aspettando in Piazza Duomo minacciando che se non ci fossimo presentati subito a rapporto avrebbero iniziato ad usare le carte di credito. Così ci siamo fiondati all’appuntamento e dato che si era fatta una certa ora siamo andati a mangiare al

Bistrot della Galleria!

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Dove vi consiglio, se dovete andare in bagno, di andarci prima di mangiare perché il costo è di un euro (1936,27 lire del vecchio conio, per chi lo ricorda; se qualcuno quindici anni fa mi avesse chiesto 2000 lire per fare pipì l’avrei preso a schiaffi) ma vi danno un buono di 50 centesimi per la consumazione successiva. Se invece andrete dopo, il buono ve lo daranno lo stesso ma non saprete come usarlo perché avrete già speso un botto.

In questo luogo il bello non è mangiare e bere (dove comunque non si mangia male) ma l’ordinazione che potrete fare da computer con grandi schermi. Praticamente facendo da soli impiegherete 3 o 4 volte tanto che andando alla cassa, ma volete mettere che soddisfazione? Dopo quella mezzoretta passata a scorrere i menu e superato il panico del pagamento contactless con carta di credito (contanti schifati) ci siamo seduti su quegli alti sgabelli che poco si addicono a gente normolinea come me. In questo bel posto fanno anche hamburger di scottona! Che per chi non lo sapesse non è una varietà di mucca, tipo la chianina per capirci, ma una classificazione della carne: di femmina giovane e ben nutrita. Allo stesso prezzo dal kebabbaro vi daranno tutto l’intero rotolone di kebab, regolatevi voi. Comunque dalle finestre si gode una vista imperdibile della stupenda galleria Vittorio Emanuele (secondo), ed è con animo lieto e pio che ci siamo diretti al:

Duomo!

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Pioveva e faceva un freddo biscio ma intrepidi ci siamo messi in coda per accedere alla maestosa cattedrale. Mi fanno ridere quelli che dicono “non cambieremo le nostre abitudini”. Sveglia amici! Le abitudini le abbiamo cambiate e già da un pezzo. Vi  pare normale avere in giro esercito da ogni parte, manco fossimo nella Turchia degli anni ’70, trovare barriere di new jersey dappertutto (almeno in piazza Duomo il compito di frangiflutti è svolto con dignità e decoro dal nuovo bananeto) e impiegare 45 minuti per fare una trentina di metri di coda? E soprattutto: per entrare in Duomo si paga! Qualcuno dirà che così ci allineiamo alle città europee, la manutenzione costa etc etc. Tutto vero, non discuto. Ma mi chiedo come mai in questi anni di aumento delle ricchezze per i già ricchi non si riesca a togliere qualcosa a questi parassiti invece di saccheggiare le tasche delle persone normali. Sappiate, o giovani, che una volta in Duomo si entrava gratis. Adesso se volete entrare gratis dovete andare a messa, che male tra l’altro non vi fa.

Dentro al Duomo c’è la riproduzione a grandezza naturale della Madonnina posta sul tetto, la statua che due anni fa era all’Expo; mi manca l’Expo! Quasi in incognita quest’anno ce n’è stato uno in Kazakistan sull’energia, ma chi se l’è filato?

Per un attimo ho avuto la tentazione di spiegare ai nipoti il funzionamento della meridiana ma mi sono accorto di avere qualche lacuna in proposito. Che importa! Via verso la nuova tappa, il clou della giornata:

Il Museo di Scienze Naturali!

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Uno dei fiori all’occhiello dell’offerta museale milanese, meta obbligata di famiglie con bambini; quando mio figlio era piccolo ci siamo stati tantissime volte, ed era gratis (forse proprio per questo). Ora si paga 5 euro, però solo i maggiorenni. Farfalle, insetti, granchi, conchiglie, fossili, riproduzioni di animali in scala reale, animali impagliati (stranamente la Brambilla non ha ancora protestato), dinosauri, balene! Rispetto ad anni fa è stato riorganizzato, rinnovato, ed è molto meno dispersivo e molto più piacevole. Dopo aver considerato che l’evoluzione per alcuni non si è compiuta del tutto, o forse è addirittura in atto una regressione (l’argomento erano gli stupri di Rimini), abbastanza stanchini come direbbe Forrest Gump ci siamo diretti verso casa, non prima di una puntatina alla:

Chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore!

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La Cappella Sistina di Milano, con pareti affrescate e dipinti pregevolissimi, con un coro che lascia davvero a bocca aperta. E’ tenuta aperta dai volontari del Touring Club Italiano, che ringraziamo sentitamente.

E basta! Il giorno seguente lago, dove non mancherò di segnalare altri luoghi imperdibili.

(158 – continua)

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¹ Per entrare nel Duomo di Milano la tariffa minima è di 3 euro per gli adulti (!) e 2 euro i ridotti per bambini da 6 a 12 anni (si sono sforzati tutti con la riduzione).
2 La domanda a questo punto è: ma se automatizziamo tutto, che accidenti faranno gli umani?

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23 pensieri su “Cultura a mazzi! (I)

    • Brava, approfitta! La biglietteria è nel vicino Museo, nel Palazzo Reale, e il costo varia se abbini anche altre cose (tipo visita alle guglie, o al museo diocesano…). Comunque minimo 3 euro dovrai sganciarli, per la Veneranda Fabbrica. Ma, scherzi a parte, ne vale sempre la pena! 😉

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  1. Come sempre mi strappi sane risate. 😀 😀 😀
    Meno male che in Duomo ci sono stata quando ancora non si pagava l’ingresso, ma hai ragione, vale sempre la pena.
    Ma gli altri componenti della “famiglia” riescono a starti dietro in questi tours … de force? 😀 😀 😀
    Ciao, Giorgio, grazie per aver rallegrato questa mia giornata, buon pomeriggio! Baciotti ❤ ❤ ❤

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    • Figurati, è sempre un piacere! Mentre facevamo la coda per entrare sembravamo dei profughi, tutti imbacuccati, e davanti a noi c’era una ragazza sbracciata (sembrava americana o canadese…) guardarla ci faceva venire ancora più freddo! Quelli che si lamentavano un pò erano i giovani… per i quali però avevamo lasciato i dinosauri alla fine, tipo fuochi artificiali. Nel museo mi è molto piaciuto vedere una guida che spiegava ad un gruppo di bambini piccoli, avranno fatto le prime classi delle elementari ma forse nemmeno, ed era bello perché i bambini identificavano gli animali con quelli dei cartoni animati… ed erano tutti attentissimi, interessati! C’è speranza Marianna, nonostante i new jersey!

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      • I bambini riescono sempre a stupirci, sono migliori di quanto spesso pensiamo immaginandoli figli di “questo tempo”. E, se è ben vero che è un tempo duro e difficile, restano, comunque, davvero il nostro futuro, sono i piccoli uomini di domani. Sì, lo penso anch’io che ci sia ancora speranza, per tutti e per tutto. 😀 Ahhhh … gli americani … li riconosci ovunque … per alcune cose la speranza è perduta … 😥 Hahahaha 😀 😀 😀

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          • Ma se quando la tolgono, per il 99% sbagliano! Tu hai presente gli Psicologi che girano nei Tribunali dei Minori o nelle ASL? Quelli che emettono fin troppo facilmente pareri che vanno a togliere i figli alle famiglie per darli in affidamento? Io ne conosco qualcuno e lo darei in affido a chi so io! 😀 Per carità!, se non si creano situazioni estreme di disagio, di problematiche che pur ci sono, i figli devono accettare i genitori che si ritrovano, che fanno sicuramente del proprio meglio per crescerli, e accettare le regole che la famiglia impone, normalissime regole per la convivenza, intendiamoci. Credo sia normale per un genitore chiedersi se ha sbagliato qualcosa, genitori non si nasce, si impara ad esserlo come per tutte le cose. Guardati intorno, non è tutto “marcio”, ci sono tanti bravi ragazzi in giro, sarà anche merito di qualcuno se sono così! Perché non di chi li ha cresciuti? Se ho visto bene, anche nel profilo FB del tuo gruppo teatrale, in casa tua gira un bravo ragazzo … non è che, per caso, ci hai messo un po’ del tuo perché sia uscito cosi? Naturalmente, senza nulla togliere alla sua mamma! 😀 Giorgio, non farti venire dubbi che non hanno ragione di esistere, stai sereno, preoccupati solo del fatto che quella piazza e mezza resterà occupata per molto tempo ancora … 😀 😀 😀

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            • Ah, ah, grazie Marianna mi hai sollevato dai dubbi! Si è vero alcuni psicologi sarebbero da ricoverare… forse andando con lo zoppo dopo un pò zoppicano anche loro. No, per me scherzo, in effetti parlavo di una responsabilità “generazionale” più che personale, e di ragazzi bravi ce ne sono davvero tanti, di qualcuno giustamente il merito sarà! Ah, ah, mi auguro che quella piazza e mezza diventi un due piazze! Ma non perché qualcuno è ingrassato 🙂 🙂

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  2. una cosa che m’è difficile accettare è il fatto che si paghi per entrare nei luoghi di religione
    cioè… capisco pure…, ma mi si sconnette il senso del divino e l’ispirazione sacra, la respirazione pure, mentre faccio il biglietto… se proprio decido di entrare…

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    • Si, hai ragione, la stessa cosa mi capitò la prima volta che mi trovai a pagare per entrare in una chiesa, a Berlino… razionalmente capisco che se la chiesa è intesa come attrazione turistica è forse giusto che il turista paghi (se non altro per contribuire alla conservazione) ed alcuni turisti meriterebbero di pagare anche dieci volte tanto da quanto sono maleducati… ma questo è un altro discorso… la chiesa oltre all’interesse turistico dovrebbe stimolare un raccoglimento, una riflessione sul significato della vita anche in chi non è credente… non è solo vetrate quadri e architettura, è storia e storie… d’altra parte far pagare mi sembra mettere una barriera a chi si voglia accostare con curiosità e apertura, aldilà come dicevo che durante le funzioni i fedeli possano entrare. Sarà una strategia per far convertire tutti?

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