Pakistonia

Mi dissocio da quanto me stesso ha scritto. Lo penso ma non dovrei dirlo, o forse lo dico ma non dovrei pensarlo. La mia parte destra piglia a mazzate quella sinistra, e viceversa; l’ateo bastona il credente, e tutte e due bastonano l’agnostico. Il Titanic affonda e all’orizzonte non c’è nemmeno una Ong; il giorno di ordinaria follia si sta avvicinando e allo specchio vedo Michael Douglas, purtroppo senza Catherine Zeta-Jones, accarezzare la mazza da baseball. La solita scimmia nuda urla “E ‘mó basta!” e l’infermiere in camice bianco gli liscia la testa. Che si fotta!  

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Non molto distante dal mio paese natale c’è un paese che si chiama Corridonia. Il nome è abbastanza recente, in quanto gli fu attribuito nel 1931 in onore di una personalità illustre, quel Filippo Corridoni socialista e sindacalista rivoluzionario, interventista, morto durante la prima guerra mondiale ed arruolato post-mortem tra i numi tutelari del fascismo.

Simpaticamente gli abitanti dei paesi vicini, data la folta comunità Pakistana presente, l’hanno recentemente ribattezzata Pakistonia.

Nel mio paese, che lo ricordo è in collina, c’è un vecchio asilo di infanzia, non più utilizzato, situato in una posizione invidiabile, al posto di un pezzo di antico muro di cinta, con un’enorme terrazza da cui si può godere il panorama fino alle montagne. C’era un vecchio progetto di riconversione in mini-appartamenti per anziani, necessità estremamente sentita dato il continuo allungamento dell’aspettativa di vita. I lavori sono stati fermi per anni e sono ora ripresi; gira però la voce che il progetto non sia più quello originario ma si stia lavorando per apprestare un centro di accoglienza per immigrati; mio padre non ne era a conoscenza, e un po’ scettico mi ha chiesto: “ma dove vanno a pigliarli tutti questi immigrati?” e quando ho ipotizzato che fossero quelli che arrivano con i barconi, ridendo mi fa: “e le barche dove le mettono?”.
Ma tutto può essere, vedremo presto se l’asilo che mi ha visto presente per soli tre giorni nella vita riprenderà vita per richiedenti asilo e non solo.

Il governo l’altro giorno sembrava aver avuto una idea che, essendo di buon senso, è stata subito accantonata: se tu, nave che non fai parte di missioni internazionali e che batti bandiera francese o inglese o panamense, insomma non italiana, ti metti a due passi dalle acque territoriali libiche (quando non dentro) a soccorrere barconi, sfidando le accuse di fare da taxi ai clandestini e persino di essere in combutta con gli scafisti, i passeggeri te li porti a casa tua. Apriti cielo! Attacchi a non finire, ci si accanisce con i deboli, si va contro i trattati internazionali, si va contro il diritto del mare, si è disumani.
Ma nessuno aveva mica detto di ributtarli in mare. Solo che se vieni dalla Nuova Zelanda per salvare persone è giusto che le porti nel tuo paese, dove potrai accudirle meglio.
Avrei voluto vedere cosa avrebbe fatto, ad esempio, la Francia, a trovarsi le navi di Médecins Sans Frontières ripiene di migranti a Mentone; li avrebbe ammassati a Ventimiglia?

Ricordiamo a Macron che è stato il suo paese, guidato da quell’altro tappetto di Sarkozy, ad andare a far casino in Libia, tirandosi poi dietro la Nato; che la Libia di Gheddafi era un collettore di immigrazione e conteneva per conto di tutta l’Europa e non solo nostro, con le buone o le cattive, quelli che adesso Macron rifiuta di prendersi.

A Madrid ho visto un palazzo dove c’era un enorme striscione: Refugees Welcome.
E’ il classico modo di fare gli accoglienti col didietro degli altri; perché se fossero così contenti di accogliere rifugiati potrebbero rimuovere i muri a Ceuta e Melilla, e si vedrebbe poi quanti striscioni comparirebbero.

Sono ormai convinto che questa spinta migratoria non sia spontanea ma manovrata per almeno due motivi: a) l’introduzione di persone disposte a lavorare per due lire e senza diritti b) l’islamizzazione della società.
In tutti e due i casi gli alleati sono quelli che più avrebbero motivi per opporsi e più hanno da perdere: nel primo tutta la sinistra e specialmente quella radicale, ovviamente in nome dei diritti umani; ma che diritto umano è quello di venir qua a raccogliere pomodori, quando va bene, a 3 euro all’ora? Ma uno sforzo di realismo quando si vorrà fare? Quante persone siamo in grado di accogliere e di far vivere dignitosamente? Altrimenti di che accoglienza parliamo, quella che dà profitto a chi accoglie?

Non stendo, anche se sarebbe meglio, un pietoso velo sulle ultime esternazioni di Boeri sulla necessità dei lavoratori immigrati. Ma che c’entra? Chi la nega? Abbiamo cinque milioni di stranieri residenti in Italia, qualcuno pensa di buttarli fuori? Cosa c’entrano con l’immigrazione incontrollata? Se si chiede piuttosto a loro cosa pensano del sistema attuale, magari a quelli che sono arrivati trent’anni fa, la risposta è unanime: siamo deficienti. E Boeri, perché non pensi ai voucher, e perché non dici che dei milioni di voucher utilizzati nei due anni passati ai beneficiari non andrà una lira di pensione, e i contributi se li intasca l’Inps a fondo perduto? Come peraltro per i nuovi voucher che il governo truffaldinamente ha reintrodotto?

Nel secondo caso chiamo in causa, genuflettendomi, la Chiesa cattolica. Mi chiedo, non per fare il Salvini, perché tutti gli Sceicchi, Emiri, Sultani musulmani straricchi, invece di finanziare guerre sante per la barba di Maometto, non aiutano i loro “fratelli” a casa loro? Sono stufo di sentire che dobbiamo risarcire l’Africa per il colonialismo! Gli arabi l’hanno depredata per secoli, quelli che raccoglievano schiavi erano loro, e la schiavitù qualche paese l’ha avuta fino alla seconda guerra mondiale. Quando mio nonno è andato a conquistare l’Etiopia di Hailé Selassié (sbagliando, per carità, ma se hanno uno straccio di strada e ferrovia è perché gliel’abbiamo costruita noi…), vigeva ancora la schiavitù, lo sappiano i beati rastafariani! Questi figli di negrieri vogliono sparpagliare musulmani in Europa ma si guardano bene dal condividere le loro ricchezze, vogliono sfruttare il buon cuore, le code di paglia e gli stati sociali di quelle società che poi disprezzano per la loro lassezza ed i costumi troppo liberali.
E chiedo, a queste società arretrate, perché questo sono: quando vi libererete di questi parassiti?

Temo che la chiesa, in grave crisi di fedeli vocazioni e identità, operando in maniera indiscriminata stia lavorando contro se stessa e favorirà non la sua parte migliore ma i gruppi più radicali al suo interno; che la politica del “poverini” e della pacca sulla spalla senza progetti avrà come sbocco l’islamizzazione della società; che i laici avranno da rimpiangere la chiesa bigotta di cui tanto si lagnano; l’ecumenismo è un’utopia, per non dire una stupidaggine, che può forse funzionare tra chiese cristiane (tutto da dimostrare) ma non certo con i musulmani.
Ad essere troppo buoni si passa per coglioni, e noi temo stiamo superando abbondantemente quel limite.

L’Africa ha tanti problemi, siamo d’accordo. Tanti li abbiamo causato noi e tanti li alimentiamo, può essere. Ma sono passati più di settant’anni dalle loro indipendenze. Per fare un esempio, in Niger che è uno dei paesi più poveri del mondo, ogni donna partorisce quasi sette figli a testa. Devo andare io a dirgli che forse è meglio fare un po’ meno figli e cercare invece di mettersi insieme per star meglio? Ma pensate che le vostre rivoluzioni debbano farvele gli altri? Il Che è morto da un pezzo, cercate di darvi una svegliata care risorse, che qualche problemino cominciamo ad avercelo pure noi.

(150 – e ‘mó basta)

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10 pensieri su “Pakistonia

  1. Mi sembra di vederti, tutto paonazzo e sudato, battere come un forsennato sulla tastiera lanciando strali a chiunque si avvicini per vedere cosa ti sta succedendo…
    Comunque, son d’accordo con te. Purtroppo sono estremamente pessimista sul futuro. Non vedo all’orizzonte niente di buono.
    Saperlo prima, invece di metter su famiglia, mi facevo prete… 😉

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    • Hai inquadrato la scena! Io avrei optato per frate, quello che vorrei fare nelle sfilate e non mi fanno fare. Oppure il nigerino. Ma se ognuna fa sette figli ed ognuno può avere fino a quattro mogli? In poco tempo avrei avuto un’orchestra tutta per me! Cavolo!

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  2. Come sono d’accordo! Hai esposto un quadro perfetto, condivido ogni frase, e non è un mio pensiero di slancio reattivo, sono riflessioni e constatazioni che ho raccolto giorno dopo giorno e qui trovo organizzate e coincidenti in ogni sfumatura.
    Che ci siano delle teste a muovere queste masse è ormai palese.

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    • Sicuramente ci daranno dei complottisti… ma è un movimento troppo tumultuoso, non si può spiegare solo (anche se sarebbe parecchio) con le guerre. Quello che mi fa impazzire è che non c’è un’idea di come gestire questo fenomeno, quando si decideranno a intervenire veramente la gente sarà incattivita, si annusa l’aria che tira… anche quelli che sono qua da anni, regolarissimi, cominciano ad essere visti con fastidio.

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      • Già, le provenienze non sono per niente tutte da zone di guerra è più che noto. E il mio chiodo fisso è proprio l’assenza di un minimo di strategia di gestione. Che non c’è nè mai ci sarà. Eppure non è un fenomeno da oggi. Cadendo Gheddafi (e a questo proposito quanto dici non fa una grinza) era prevedibile il seguito. Certo che la gente incattivisce, lo è già incattivita. (Tralascio il capitolo zingari arrivati qui dall’Est a carovane a saccheggiare, contando su un’impunità praticamente conclamata, ma non c’entrano col Mediterraneo e quindi lasciamoli da parte)
        Poi col pietismo del buon cuore, si colpisce in realtà (come tu accenni) anche i regolarissimi che si danno da fare per istruire i figli, avere un tetto per cui pagano con sacrifici un affitto…

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        • Arriviamo all’assurdo… forse l’ho già detto, ma e’ eclatante: una mia amica, nigeriana, e’ arrivata in Italia anni fa, da clandestina, attraversando il deserto, innumerevoli umiliazioni e sacrifici, tratta degli schiavi. E’ riuscita a regolarizzarsi, ha un lavoro regolare da operaia da anni, e sta tentando di dar arrivare qua suo nipote che è stato già rapito una volta (sono frequenti i mini-rapimenti per spillare almeno un prelievo bancario). Vuole farlo venir qua regolarmente, per evitargli quello che ha passato lei, ma è in ballo da quasi due anni. Si è fatta nominare tutore dal tribunale, documenti su documenti (giusto, forse) ed ora è in attesa del visto del nostro consolato. Allora ci si chiede: ma come, facciamo storie a quelli che vogliono venire regolari e se poi prendono il barcone li accogliamo? Ma non sarebbe meglio dire quanti regolari vogliamo, velocizzare queste procedure e dire invece che ci dispiace ma quelli che arrivano con la barca e non hanno diritto all’asilo non possono starci? E’ un discorso antipatico mi rendo conto, ma sarebbe trasparente e almeno incentiverebbe quelli come il nipote della mia amica… che tra parentesi e’ una di quelle che per prima dice che se continuiamo così andiamo a finire male… e’ molto diffidente… dice sempre: Voi non li conoscete gli africani… intendendo che siamo a volte troppo creduloni su certe storie pietose che ci propinano. Forse più che a certe cooperative dovremmo dare la gestione a persone come lei, sarebbe senz’altro più capace di distinguere il grano dal loglio…

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  3. Tre piccole considerazioni:

    – Intanto dovremo smettere di vendere le armi a tutti quegli stati e regimi che si stanno ammazzando tra il Medioriente e l’Africa. Tanto per dirne una nel 2016 l’export di armi italiane è aumentato dell’87% rispetto al 2015. Senza armi, se si ammazzano fra di loro con le clave fanno meno danni e meno profughi.

    – Leggi queste cause, poi ti dico da dove vengono:
    1) il calo demografico […]
    2) la crisi economico-produttiva delle campagne unita al crollo dei traffici commerciali, all’inflazione galoppante […]
    3) la crisi e la fuga dalle città […];
    4) la perdita di coesione sociale, dovuta all’enorme squilibrio nella distribuzione della ricchezza: lusso eccessivo per pochissimi privilegiati e povertà estrema per la grande massa dei contadini e del proletariato urbano;
    5) la mancanza di consenso nei confronti del governo centrale, causata anche dalla degenerazione burocratica: da una parte corruzione sistematica, dall’altra eccessivo peso fiscale che finiva per gravare sui ceti meno abbienti;
    6) i difetti del sistema costituzionale, con il governo centrale condizionato dallo strapotere dell’esercito e sempre a rischio di usurpazione.
    Sai da dove li ho presi? Da wikipedia: sono le cause del crollo dell’impero romano nel 476 d.C. sotto la spinta delle invasioni barbariche… Ecco adesso come occidentali siamo in mezzo a quella fase lì.. E’ l’impero capitalista-occidentale che scricchiola e sta per crollare!

    – La tua soluzione nella risposta a Guido Sperandio del 12 Luglio 2017 alle 22.42 è quella più saggia e degna del migliore buon senso… perciò i governanti faranno tutto l’opposto! Semplice parere personale, quella risposta mi è piaciuta davvero (… molto più del post)

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