Epitramma

Faccio parte di quella larga fetta di popolazione maschile che, quando la temperatura corporea raggiunge i 37,2° Celsius, si appresta a fare testamento. In quei momenti, per fortuna rari dato che come consulente non mi posso permettere molti giorni di malattia, o meglio potrei prenderne quanti voglio ma non verrei pagato e questo mi è sempre servito da buon incentivo a non ammalarmi, divento intrattabile. Noioso, scorbutico, lamentoso, floscio, svogliato, malmostoso:  un criceto in gabbia, più che un leone, ma con nessuna voglia di far girare la ruota.

Gli scorsi giorni sono stato vittima di uno di questi momenti: le mie difese immunitarie, di norma garanti di salute e fatturato, stavolta hanno fatto cilecca e lasciato passare qualche batterio o virus o vattelapesca che mi ha lasciato tramortito.
Stoico di natura mi sarei recato ugualmente al lavoro, se non altro per evitare che non notando l’assenza qualcuno potesse chiedersi se effettivamente la presenza fosse indispensabile; ma ne sono stato sconsigliato da fonti sia mediche che paramediche, per cui mi sono disposto con la calma che mi contraddistingue ad aspettare la discesa della febbre.

Il mio abbigliamento da malato consiste in una tuta blu con righe bianche modello Fidel Castro, con barba non tagliata e capelli scarmigliati che donano quell’aspetto tra il sofferente e il trasandato che induce, passando davanti allo specchio, a confidarsi da soli: “Madonna che brutta faccia che hai”; abbigliamento completato da una copertina rossa gettata sulle spalle a mò di capo indiano, e impreziosito infine da un paio di croc’s gialle che pur offrendo un indubbio tocco di frivolezza  non scolpirebbero nell’eventuale visitatore un’impressione di pronta ripresa.

Le mie attività consistevano in: a) ciondolare sul divano b) passeggiare avanti e indietro tra stanza da letto e divano; c) passeggiare avanti e indietro tra stanza da letto e divano cantando “Credo in unum Deum” in gregoriano: alla seconda strofa sono stato diffidato dal continuare ed a malincuore ho dovuto smettere; d) sedermi o sdraiarmi sul divano tentando di leggere “Il grande gioco” di Peter Hopkirk, la bella storia della lotta che nell’ottocento si svolse tra impero russo e impero britannico per il controllo del Caucaso e dell’Asia Centrale; lettura quantomai interessante ma forse non proprio adatta a menti surriscaldate, tant’è che immaginando questi avventurieri in azione mi lasciavo spesso andare ad esclamazioni di ammirazione come “Aha!!” “E certo, cavolo!” “ca**o!” al che venivo invitato a lamentarmi in silenzio che non ero ancora terminale.

Rinfrancato dalla constatazione mi dedicavo allora ad un’altra occupazione soddisfacente, e cioè la e) accendere la televisione e passeggiare avanti e indietro tra stanza da letto e divano commentando le notizie del telegiornale; alla vista di Erdogan però devo aver esagerato perché sono stato invitato a spegnere la  televisione (“quella ca**o di tele”, per la precisione) e riprendere a cantare “Credo in unum Deum”.

Ma finalmente, a lenire il dolore e la sofferenza, arrivava il momento del gioco: L’Eredità di Fabrizio Frizzi! Alcuni miei conoscenti si sono meravigliati che sia un estimatore di tale programma. Rivendico il diritto alle mie piccole perversioni: insomma, c’è chi si fa frustare, chi si fa picchiare e mi fermo qua, e a me non può piacere Frizzi? Come quiz non lo trovo malvagio. E’ un misto di bravura, intuito, fondello e cultura, a differenza di altri giochi (i pacchi!) dove solo una delle componenti sopra citate è preponderante. Alcune risposte sono esilaranti; ad esempio l’altra sera, secondo un ragazzo, Ernesto “Che” Guevara sarebbe nato nel 1955¹; bambino prodigio quindi, morto a soli 12 anni cercando di accendere la rivoluzione anche in Bolivia; ho sentito attribuire a Italo Svevo la scrittura de La Coscienza di Zeno nel 1980, romanzo ben postumo dunque; e infine ieri, in uno dei giochi sfida, dove si affrontano due concorrenti e a turno devono individuare una parola, avendo a disposizione all’inizio una sola lettera e poi man mano che il tempo scorre ne vengono messe a disposizione altre. La domanda, non facile, era: “scrittore di brevi poesie satiriche” e la parola, lunga, iniziava con E. Alla terza lettera avevo buttato lì epigrammista¹, ma la signora annaspava e man mano il tempo passava e le lettere si accendevano. Alla fine era rimasta solo la lettera tra EPI e RAMMISTA ed io da venti secondi stavo suggerendo “epigrammista! epigrammista!” mentre dalla cucina arrivava l’eco: “non ti sente! te la finisci che non ti sente?” e la signora ha risposto epiTrammista. Epitrammista? Ma cos’è un epitrammista, un epigrammista in tram? Mi sono lanciato nelle più fantasiose ipotesi, al che sono stato ancora rintuzzato con il classico “e vacci tu allora se sei tanto bravo!”.

Non andrò alla trasmissione del buon Frizzi, ma ispirato dalla recenti nomine del governo ai vertici degli enti pubblici ho composto il mio epitramma:

“O tu che per cognome hai olezzo
non fosti dunque di prebende sazio
non ti bastaron di Unicredit i milioni?
Fattelo pur dire o insaziabile duce:
‘sto giro c’hai proprio rotto li cojoni!”

(130 – continua)

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¹ Invece è del ’28, la stessa età di mio padre. Andrebbe ancora in giro per il mondo a cercare di raddrizzare storture? Ce ne sarebbero ancora parecchie.

² Se uno mi chiedesse a bruciapelo: cos’è un epigramma? barcollerei. Ma con qualche parolina di aiutino, avendone sentito parlare qualche volta, uno ci arriva. Sia chiaro, non è che perché uno sa che cos’è un epigramma è meglio di uno che non lo sa, così come se non sa chi è Italo Svevo pazienza. Io mi diverto anche a vedere tutte le cose che non so, anzi mi diverto anche di più, ma non lo dico per far finta di saperne tante di più di quelle che so.

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77 pensieri su “Epitramma

  1. «Malmostoso» è una bella parola.
    Io sono di quelli che con 37.2 non si lamenta, cioè sto fiacco ma non dico nulla. In realtà anche con 39.2 non mi lamento, cioè sto a letto con brividi e tutto ma non mi lamento.
    Mi lamento poco ora che ci penso.
    Temevo di arrivare alla fine dell’articolo senza capire cosa fosse l’epitrammista.

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  2. Ho partecipato all’Eredità nel 2005, con Amadeus, vincendo gloriosamente la puntata senza però portare a casa il bottino e venendo poi miseramente eliminato alla seconda.
    Nel complesso una bella esperienza.
    Ho provato a ripartecipare l’anno scorso, ma avendo mamma RAI cambiato regolamento, non mi è stato permesso, avendo già partecipato.
    Però sono stato chiamato per Caduta Libera, canale 5.
    Devo dire che le aspettative, pur non essendo grandiose, erano buone.
    Sapevo che non avrei fatto faville ma non mi considero comunque uno scarpone in questi giochi.
    Infatti ho superato le selezioni scritte con lode, mentre il provino video è stato disastroso.
    Ero infatti convinto che non mi avrebbero chiamato, e invece, probabilmente a causa di un buco da parte di qualche altro concorrente, ho ricevuto l’invito.
    Al contrario dell’esperienza con l’Eredità, dieci anni in più mi hanno permesso di filtrare con più consapevolezza gli avvenimenti.
    Visto lo show dall’interno, sono giunto alla conclusione che non si tratta di quiz o programmi che premiano oggettivamente la bravura
    dei concorrenti, ma uno “show” televisivo, appunto.
    Ci vuole sicuramente una buona dose di conoscenza generale per partecipare, ma posso dire con certezza che non esiste la fortuna,
    è tutto estremamente calcolato a tavolino. Per farla breve, se piaci agli autori vai avanti, altrimenti ciao. Non è difficile
    manipolare la difficoltà delle domande di volta in volta, visto che è tutto regolato da computer e non esistono più le buone, vecchie, care buste numerate…
    Come i più avranno già evinto, non mi è andata molto bene, visto che non ho rispettato pedissequamente le regole.
    Naturalmente non posso più sentir parlare di Gerry Scotti e continuo a guardare l’Eredità…

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    • Allora sei un epitrammista doc! Più volte in effetti ho avuto il sospetto che le domande non fossero proprio “neutre”… a certi delle parole astrusissime e ad altri delle paroline facili facili… speravo fosse solo fortuna ma in effetti hai ragione, è uno show ed è naturale (diciamo così) che cerchino di portare avanti dei “personaggi”… ma tu personaggio lo eri, che gli hai fatto al vecchio Gerry? 🙂

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      • Al vecchio Gerry nulla di particolare. Diciamo che forse io non sono portato per il dorato (e veramente finto) mondo della televisione e non ho soddisfatto i minimi criteri standard richiesti di carineria e coccolosità. Non proseguo oltre per non beccarmi qualche querela… Ti lascio con la domanda che mi ha eliminato: un noto costruttore di moto da regolarità degli anni settanta, G—— M——-. Non vale cercare su Internet. 😉

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            • Sai, sin da ieri sera ho cercato di trovare una risposta alla “domandona” del quiz…Guzzi, Garelli, Gerosa, Gori, ma nulla da fare…non sono riuscito a trovare la risposta, eppure ho praticato il motocross iniziando quattordicenne con una CZ, conosco Piron, Perfini, Carducci, Gaspardone, conobbi il Portelli padre, importatore Maico per l’Italia, ma del tuo rebus nulla di nulla.
              Poi leggo la tua risposta e rimango basito, Mazzilli costruttore di moto da regolarità, mah! forse costruttore di telai per moto in quanto i suoi motocicli montavano motori Sachs.
              Io penso che questo Mazzilli abbia venduto soltanto pochi “pezzi” per essere un semi-sconosciuto nell’ambiente dei motori, chiamarlo famoso costruttore di moto da regolarità degli anni settanta, mi sembra una cagata pazzesca, visto che è evidente fosse conosciuto solo nel territorio Lombardo.
              Ciao.

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              • Grazie, anche se avevo già il fondato sospetto che fosse stata una domanda “spazza-concorrente”, la tua spiegazione mi conforta. Devo dire che ho pensato più volte se scrivere un post su questa esperienza nel quiz, come freddo resoconto o magari in forma di racconto, dove ovviamente alla fine il presentatore fa una brutta fine…
                Ma alla fine mi sono reso conto che il mondo della televisione, e in special modo quello dei quiz preserali, non è altro che una grossa macchina antistress per coloro che dopo una giornata di lavoro hanno necessità di staccare qualche minuto prima delle disastrose notizie date dai Tg. O almeno voglio pensare questo per nobilitarlo in parte. Ho visto altri concorrenti, persone, riuscire a integrarsi perfettamente in quegli ingranaggi. Io ho fatto fatica. Non lo dico per snobismo, non credo di essere certo l’unico ad avere avuto la sensazione più d’essere usato che di partecipare a qualcosa. Queste trasmissioni in sè sono buone, regalano nozioni, anche se sfido chiunque a ricordarsi le risposte del giorno prima, mi ripeto dicendo che la conduzione e la scelta delle domande, nonchè il giudizio degli autori, purtroppo non sono cristallini. D’altronde ti fanno accettare il regolamento, che recita a chiare lettere che il giudizio degli autori e la loro decisione se permettere o meno al giocatore di continuare il gioco è insindacabile. Ed è meglio che la chiuda qui.
                Un saluto.

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                • ..posso essere d’accordo se la domanda avesse chiesto di rispondere con il nome di una VERA marca famosa, produttrice di moto da regolarità come Zundapp, SWM, Ancillotti, DKW, Gori e via dicendo…e non quel “piccolo” nome come Mazzilli.
                  Si, è vero quello che dici, nella Tv, in quella tv che orami è solo spazzatura, tutto è programmato dai responsabili, programmano anche chi deve essere il vincitore che non dovrà essere per forza il più bravo, ma colui che saprà vendere meglio la sua immagine di “cattura consensi”.
                  Si sa, la Tv è faatta per coloro che purtroppo non riescono più ad esprimere una propria opinione critica verso ciò che vedono, ma si assuefanno a tutto ciò che viene loro trasmesso, questo ci fa capire a quale livello di cultura hanno ridotto la massa, come sempre nulla di strano perché è proprio questa la missione del quel Potere Internazionale che ci governa affinché possa continuare a farlo con il consenso dei tv dipendenti.
                  Di solito quando ho bisogno di rilassarmi, non guardo mai simili programmi, ma ascolto solo musica, qualunque essa sia, fossero anche gli Inti Illimani.. 😀 😀
                  Notte Walter…

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  3. ..a casa mia si svolge tutto col medesimo copione, fatte salve le seguenti accortezze:
    1) c’è il numero del pronto intervento -sia pubblico che privato- vicino ad ogni apparecchio telefonico, in abbinamento a quello della sagrestia di ben tre parrocchie;
    2) le pantofole sono rigorosamente babucce fatte ai ferri con antiscivolo plantare, nei colori “in scala” con la temperatura, che, nel caso specifico, arrivata a 37.9 deve essere trattata con cubetti di ghiaccio ricavati da acqua benedetta;
    3) il divano letto dello studio viene trasformato in “bara di prova”, e sui lumi viene posto un velo in tinta con le babucce, in modo che per ogni ospite che viene a dare l’estremo saluto, sia chiaro lo stato della futura salma;
    4) in casa ci sono lavagnette con cui scambiarsi messaggi, perché i decibel consentiti in casa sono inferiori alla soglia di percezione dei pipistrelli;
    5) la musica di sottofondo h24 è il Requiem in Re minore di Mozart….
    solitamente, dopo tre giorni avviene il miracolo della resurrezione….ovviamente festeggiato con tanta enfasi da far pensare ad un massiccio doping con autotrasfusione aggiunta….

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    • Per me è divertentissimo… quando senti certe risposte ti sembra di essere su un altro pianeta… certo l’emozione gioca una grossa parte. La storia è un incubo per la quasi totalità dei concorrenti. Io sbaglierei tutte le domande di grammatica, ad esempio: non mi ricordo niente di tempi modi e coniugazioni!

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  4. ..dal quarto giorno, per timore di “varie ed eventuali ricadute” (ma dde ché????), per altri tre giorni a pranzo riso all’inglese condito con olio extravergine di oliva estratto a freddo (lo estraggo io, almeno questo è facile) e parmigiano reggiano stagionato 30 mesi; prosciutto crudo con percentuale di grasso inversamente proporzionale ai mesi di stagionatura, e comunque regolamentati secondo le tabelle millesimali redatte da apposito ingegnere; crostata fatta in casa (da me) con marmellata fatta in casa (sempre da me), possibilmente di ciliegie, o di fichi, o di melacotogna, o di arance, o di uva nera…..
    a cena, fettine di pane casereccio bruschettate condite con lo stesso filo d’olio di cui a mezzodì, verdurina stufata, e, in alternanza, zuppetta di legumi passati o pesce al forno….

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  5. Un bellissimo post, Giorgio, mi ha fatto ridere da morire! E ha alleggerito la voglia di mandarti … da qualche parte … perché le mie molte patologie sono così serie che finisce che odio gli ipocondriaci, che poi, magari, psicologicamente sono più malati di me. Ma tu mi fai ridere, sei una cura quasi migliore dei molti farmaci che devo prendere. E bellissime le tue conversazioni, ogni volta mi leggo tutti i commenti e quelli fatti a questo post mi hanno divertito molto. L’Eredità è l’ unico telequiz che guardo anch’io, vi partecipo attivamente anzi, spesso indovino la parola finale e mi chiedo perché non scrivo per partecipare … poi mi dico che non sono telegenica, anche se sono molto più preparata di alcuni concorrenti che non solo non sono telegenici, ma non sanno proprio nulla e vanno a casa con tanti eurini in tasca … ma chi se ne frega, in fondo, anch’io, come te, mi diverto … a pensarci adesso, abbiamo una serie di programmi TV che entrami guardiamo … vuoi vedere che è una questione di generazioni? Vecchie generazioni??? XD XD XD

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    • Sono contento di strapparti una risata Marianne, servisse a togliere i medici di torno sarebbe grandioso… le affinità televisive e non solo secondo me dipendono dalla bella dose di ironia che abbiamo in comune! Ma vacci all’ Eredità, faremo tutti il tifo per te! Buona serata, stasera avrei prove del coro ma senza voce mi vedrò Ad un passo dal cielo… cioè guarderò gli stupendi paesaggi, ma cercherò di andare avanti con quel libro… Buona serata!

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      • Vedi quante altre cose si possono fare quando si è chiusi in casa “ammalati”? A proposito di medici … io ci ho provato con una mela al giorno, ma ho paura che neanche lanciandogliele addosso spariscano … penso che tu abbia ragione sull’ironia, un po’ è caratteriale, ma io l’ho imparata anche con l’avanzare dell’età, soprattutto a farla su me stessa … aiuta ad affrontare le situazioni più pesanti. Per L’Eredità … no, non ci tengo ad andare in TV, vuoi mettere la differenza con il palcoscenico? Un’altra dimensione, la quarta parete è fondamentale per l’adrenalina! Mi accontento di una particina nel tuo spettacolo … come vedi mi sono già truccata 😎 e imparo facilmente le battute … 😮 Buona notte, Giorgio, guarisci in fretta … soprattutto per la tua famiglia! XD XD XD

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  6. Nella seconda meta’ degli anni ’80 seguivo “Doppio Slalom”, il quiz pomeridiano per studenti delle scuole superiori condotto da Corrado Tedeschi. Ogni volta che vedevo un ragazzo restare imambolato di fronte ad una domanda pensavo “ma se sei cosi’ tonto, vai in televisione a mostrarlo a tutti?”. Ho inviato la domanda, mi e’ arrivato il telegramma di convocazione per le selezioni il 1 aprile (e NON era uno scherzo). Sono stata accettata, sono andata a partecipare. Ho visto la telecamera che mi guardava, mi sono mancate le gambe. Non ho fatto scena muta, ma quasi. Pero’ mi sono divertita a vedere come si organizza e registra un quiz televisivo.
    Ormai piu’ di dieci anni fa ho buttato via la televisione, ho parecchio piu’ spazio in salotto e non mi manca minimamente…

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    • Una bella esperienza! Certo a volte da casa alcune risposte sembrano facili però bisogna mettere in conto anche l’emozione… a volte anche nelle interrogazioni in classe ci si può impaperare! Sulla tv hai fatto bene, ma l’hai surrogata con il pc oppure rinunci anche a vedere film, fiction…? Io ho quasi tutte le sere impegnate e la vedo poco, però quel poco un po’ mi mancherebbe…

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      • Una volta vista la telecamera ho fatto appello a tutte le forze per non svenire proprio li’, davanti a tutti 😕
        Guardo film o su DVD, oppure direttamente sul tuTubo, praticamente solo in lingua originale. E ormai trovo insopportabili i doppiaggi, in particolare la cantilena e l’intonazione di quelli italiani. (Non so se hai gia’ letto a sufficienza sul mio blog, ma manco dalla madrepatria da ormai 17 anni e non ne sento la mancanza). Unica eccezione: quando imparo una lingua nuova, mi riguardo film che conosco doppiati in quella lingua (con i sottotitoli), come esercizio divertente per imparare pronuncia e ortografia.

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