Si bussa e si chiede permesso

Le persone educate, prima di recarsi a casa di qualcun altro, avvisano e si premurano di essere gradite. Perché può capitare per qualsiasi motivo che non sia il caso: magari perché si ha voglia di rimanere in ciabatte davanti alla Tv, oppure semplicemente perché non si vogliono rotture di scatole.

Capita quindi che prima la Germania e poi a distanza di qualche giorno l’Olanda abbiano rifiutato l’ingresso a dei ministri del governo turco che volevano fare campagna elettorale per il prossimo referendum che assegnerebbe ancora più poteri al presidente turco, come se non se ne fosse presi già abbastanza; e sarebbero affari interni turchi, uno potrebbe dire, se non fosse che la Turchia vorrebbe entrare nella U.E. (ci mancherebbe solo questo) e nel contempo ricatta la stessa U.E. facendosi pagare il pizzo per trattenere i siriani che sono dovuti scappare dal loro paese per colpa della guerra che gli stessi turchi hanno contribuito ad alimentare.
Nel più classico dei “chiagni e fotti” l’uomo che si era portato avanti nello smantellamento della costituzione turca e che benignamente bombarda i suoi cittadini (curdi), arresta giornalisti giudici politici insegnanti sgraditi, ebbene quest’uomo ha dato dei nazisti e antidemocratici a tedeschi olandesi ed ora anche danesi, e minacciato misure “adeguate”.
I giorni a venire ci permetteranno di valutare l’adeguatezza di tali misure; mi permetto non richiesto di dare dei consigli al Presidente: a) boicottaggio dei formaggi olandesi, in special modo Erdam e Gouda, mentre per il Leerdammer potranno passare solo i buchi; b) immediato rimpatrio dei calciatori Wesley Sneijder e Robin van Persie, considerando che hanno pure una certa età; c) sequestro di tutti i tulipani, considerando che sono originari dell’impero ottomano; d) messa al bando di tutte le lampadine Philips, anche quelle costruite in Malaysia.

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A proposito di andare in casa d’altri, è gustosa la vicenda di quel leader lombardo, esponente di quel partito omeopatico che con l’obiettivo di combattere il marcio della politica ha inoculato nei suoi stessi dirigenti quella dose di marciume necessaria a usare i rimborsi elettorali per acquistare diamanti in Tanzania, o mettere a rimborso spese i pranzi di matrimonio dei figli, o dare posti di lavoro pagati dai contribuenti a figli ritardati. Quel partito che sosteneva che quell’invenzione chiamata Padania non è parte dell’Italia e quel leader che, allo stadio, cantava cori scanzonati verso i tifosi della squadra avversaria (“senti che puzza, scappano anche i cani: sono arrivati i napoletani”). Ora quello stesso leader, messosi in testa di diventare la Marie Le Pen de noantri, ha avuto la faccia di andare a Napoli a chiedere ai napoletani di votarlo; individuato un nemico comune, l’Europa dei burocrati (Italy is not Europe sostiene il parlamentare europeo, mentre intasca stipendio e rimborsi spese dall’organismo aborrito), chiede di dimenticare il passato e a chi chiederlo meglio di gente avvezza alla celeberrima “Simmo ‘e Napule paisà”?
Purtroppo sembra che le giovani generazioni amino canzoni un po’ meno melodiche; e quindi hanno aspettato il leader in felpa verde per assestargli una congrua scarica di mazzate; al che è dovuta intervenire la polizia per proteggere quello che, se solo avessero messo a confronto i rispettivi  stipendi e con un occhio alla Tanzania, avrebbero dovuto bastonare per bene anche loro. Purtroppo sembra che in questo paese, e bisogna riconoscere che su questo punto il presidente turco  è molto più avanti di noi, si debba consentire a ciascuno di dire le proprie castronerie a costo di prendere a manganellate chi per il suo bene glielo impedirebbe.
Tra qualche anno magari vedremo il leader padano rimangiarsi anche le ultime intemperanze e andare in cerca di voti persino in Olanda o Lussemburgo, sostenendo che Europe is not World e prendendosela contro la burocrazia mondiale pluto-masso-giudaica.

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Chiudo con una vicenda tragica di questi giorni: a Lodi una banda di ladri si è introdotta di notte in un negozio; il titolare che viveva al piano di sopra con la famiglia, sentiti i rumori e preoccupato per l’incolumità propria e della propria famiglia, è sceso armato di fucile da caccia. Dal racconto dell’uomo sembra che sia nata una colluttazione con i ladri, ed è partito un colpo: uno dei ladri, colpito alla schiena, è rimasto ucciso. A freddo e da lontano rifletto sulla proporzionalità della difesa all’offesa, sui limiti della legittima difesa, sul valore della vita, ma sinceramente mi chiedo: ma io, se avessi trovato in casa mia quattro uomini e avessi avuto a disposizione un fucile, cosa avrei fatto? E non vorrei dovermi rispondere.

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(129. continua)

 

 

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27 pensieri su “Si bussa e si chiede permesso

    • A me (per fortuna, dico) sono entrati in casa due volte, ma non ero in casa. Entrambe le volte il danno più grande è stato la prima volta dover rifare la porta (sfondata), e la seconda volta la serratura; il bottino quel pò di oro che aveva mia moglie, più che altro miei regali e ricordi, e una collezioncina di animaletti di Swaroski. E un pò di contanti a mio figlio, 2-300 euro, che era un ragazzino e aveva appena preso le mance per Pasqua e le aveva lasciate nel cassettone. Quindi pensandoci c’è la rabbia sicuramente, ma anche il sollievo perché non sia andata peggio, Ma, se fossero entrati con me presente, e io avessi avuto un’arma, avrei lasciato fare? A rischio che magari, non contenti, avrebbero potuto prendersela con i miei, come è avvenuto più volte? Non so, davvero. Nel dubbio ora in casa di valore non tengo più niente, e ho un cartello fuori dalla porta: qui abbiamo già dato. E c’è anche un’altra considerazione da fare: se si prende in mano un’arma bisogna essere disposti ad usarla, perché se no succede che te la prendono gli altri e la usano loro…

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    • Non mi permetto di dare giudizi, penso però abbia molta colpa la grandissima PROPAGANDA della caccia al ladro extra comunitario, fatta in questi anni da quel partito che ama le camicie verdi e che io reputo RAZZISTA E FASCISTA!!
      Come è possibile far dimenticare ai propri elettori il fatto di aver “rubato” tanti soldi al Partito stesso per spenderli poi per il proprio tornaconto personale? facile, hanno distratto i loro elettorI facendo leva sul sentire comune, GLI EXTRACOMUNITARI!!
      Questi politici ladri hanno inculcato nelle persone che occorre armarsi per far fronte a questa ondata di delinquenza, armarsi e sparare!!
      Dico io, in questi casi non è più facile comporre il 113 ed aspettare qualche minuto l’arrivo dei carabinieri?..invece no, mi armo, affronto i delinquenti, sparo e ne ammazzo uno, e poi?…e poi cerco di mistificare l’accaduto dicendo che è stata una disgrazia, fottendomene del mio orgoglio personale, della mia sincerità e del mio amore verso i miei simili, eh si, ventanni di galera per omicidio volontario sono troppi per aver ammazzato un ladro di “galline”.
      Pensare alle conseguenze prima di imbracciare un’arma; no vero??

      Solo una mia personalissima opinione.
      Buona giornata.

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      • Sicuramente il clima che c’è non è ideale. I partiti di destra ci inzuppano il pane, e’ ovvio, sono tutti voti giocati sulle paure e insicurezze, che loro tra l’altro quando governano non è che facciamo chissà cosa per arginare. Ricordo l’elezione di Alemanno, sull’onda emotiva di quella donna uccisa da un rumeno. Però.. però. Io penso che la sinistra troppo spesso all’argomento legalità e ordine non pensi, sbagliando. Perché la legalità e l’ordine, e la certezza della pena, vanno a vantaggio dei più deboli, degli svantaggiati. Perché le periferie abbandonate a se stesse si incazzano? Non sono mica tutti fascisti. In nome di grandi ideali (tutti da verificare poi: che un’accoglienza indiscriminata o depenalizzazioni non so anzi lo so a chi portino vantaggi). Faccio un piccolo esempio, dell’altro giorno: due richiedenti asilo beccati a spacciare, uno resiste all’arresto e manda all’ospedale due agenti; Presi subito, ad uno appioppato un mese all’altro sei, subito fuori e rimessi nel centro di accoglienza. Qualcosa non va, non è che se l’inventa Salvini, lui ci specula e soffia sul fuoco. Ma torniamo sempre lì: se la politica non fa il suo lavoro, se la discussione è legge elettorale primarie scontrini, e gli argomenti come quello della sicurezza si affrontano solo di pancia o con enunciati astratti, non si va da nessuna parte, e il cittadino avrà sempre più la sensazione di “dovere” fare da solo… Ti ringrazio Nico perché mi ero posto la domanda del cosa avrei fatto con un fucile in mano, che fortunatamente non ho, dimenticando che un’altra soluzione c’era, chiamare le forze dell’ordine.

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        • Concordo con questo tuo commento. È esattamente quanto penso. Stralcio solo l’ultimo tuo capoverso per chiosarlo: senz’altro valida la soluzione di chiamare le forze dell’ordine, che sei poi nel frattempo ti hanno sparato, a chiamare le forze dell’ordine possono sempre provvedere i legittimi eredi (previsa dimostrazione, ovvio, che lo siano legittimi ed eredi).

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          • E questo è effettivamente un problema, se non il problema. Io vivo in una cittadina, seppure in periferia, e mi è capitato di dover chiamare la polizia. E’ arrivata in pochissimi minuti; In un paese è già più difficile, e se la casa è isolata ancora di più… se si prende il giornale locale ogni giorno (ogni santo giorno!) c’è qualche furto, ladri che entrano in appartamento persino con le persone dentro e di giorno!
            Ladruncoli per la maggior parte, certo, bisognerebbe calcolare però il male che fanno alle persone, agli anziani, portando via i ricordi di una vita, facendoli vivere nell’insicurezza. A un mio caro amico, alpino di 80 anni, sono entrati in casa arrampicandosi dalla grondaia, con lui in casa; quando lui si è accorto per fortuna il ragazzo ha avuto la buona idea di scappare con quel po’ di oro che aveva racimolato in giro. La domenica l’ho visto piangere! E mi ha detto, in dialetto che non so riportare: “Pensavo di essere forte, e invece mi sono accorto di essere un bambino”. Ora io credo che, al di là della gravità dei fatti, in un paese civile non vada tollerato e non deve essere accettato con la rassegnazione attuale, o con la giustificazione del bisogno. I miei nonni erano poveri, i miei genitori pure, ma non sono mai andati a rubare. E dove vanno poi questi disgraziati, da lavoratori, pensionati, mica da quelli con le ville protette! L’uomo che è rimasto ucciso l’altro giorno era in Italia da 3 settimane. Per cercare lavoro, dice il fratello che dei giornalisti sciacalli hanno avuto il coraggio di portare davanti al bar dell’uomo che ha sparato. Ma che lavoro cercava? Purtroppo mi accorgo da solo che questi discorsi non sono simpatici, e scivolano sul retorico o su becero; nessuno dovrebbe morire per una cosa del genere ma come si fa a non pensare che se la sia cercata?

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            • Ricalchi con la carta carbone il mio pensiero, anzi hai avuto la pazienza di comporre il quadro. E anche molto bene, appunto “senza retorica o sul becero”.
              Sarà che sono rassegnato ma io ho perso la voglia di commentare. Quando leggo di un tizio sorpreso dalla Polizia tre volte in due giorni (sic!) nel tentativo di rubare un’auto…. quando leggo pressochè ogni giorno: «arrestato e rilasciato»…
              Ancora anni fa un magistrato e peraltro assolutamente di sinistra mi confidava: è arrivato il momento di pensare anche a chi è vittima di un reato e non vittimizzare chi il reato lo commette.

              Nota: il fratello del ladro ucciso ha già trovato l’avvocato (che peraltro io avessi bisogno di un legale non saprei da che parte incominciare!) e “chiede giustizia”.
              Non mi meraviglierei che, sulla scia del penale, ora quel signore pretenda anche i danni in sede civile. Casi del genere sono già accaduti.

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        • Giorgio sei una persona squisita oltre che amico e apprezzo tutto quello che scrivi, commenti compresi, devo però chiarire una cosa che sembra tu non abbia capito.
          Per poter comprendere la ragione del mio pensiero è indispensabile che io ti racconti qualcosa di me, poi ti sarà tutto più facile comprendere quello che ho scritto, sarò veloce senza scendere nei particolari.

          All’età di diciotto anni dovetti fare una scelta molto importante nella mia giovane vita, scelta che nel tempo condizionò irreversibilemnte il mio modo di vedere le cose, condizionò l’importanza che avrei dovuto dare alle emozioni e ai sentimenti, in più mi fece scoprire che l’essere Umano vive di ideologia.
          Verso la fine degli anni settanta, per non soccombere al richiamo di quella lotta proletaria che pian piano si stava trasformando in qualcosa di più violento, mi arruolai con una ferma volontaria di quattro anni in un prestigioso Btg. dei paracadutisti da cui oggi vengono scelti i componenti del G.I.S dei carabinieri. Durante il servizio imparai ad usare le armi da fuoco (beretta cal 9 parabellum, fucile d’assalto beretta AR70) e le armi bianche, imparai il combattimento corpo a corpo denominato MCM (metodo di combattimento militare) in cui finì per essere il primo del corso perchè già frequentavo la Muay-Thai, infine, nel 1982 feci parte del primo contingente italiano inviato all’estero, mission ITALCON in Libano. Bene, ti ho raccontato questo per renderti partecipe della mia conoscenza sull’uso delle armi e delle conseguenze quando le stesse vengono messe in mano a persone impreparate sia sotto il profilo teorico, pratico ed emotivo.

          Vengo al dunque, poche settimane fa in un paese vicino alla mia residenza, due carabinieri in borghese mentre erano intenti in un operazione sotto copertura, hanno ucciso un ragazzo ALBANESE di 26 anni con un colpo alla testa, reo di aver aperto e messo in moto una vettura regolarmente parcheggiata ma risultata poi rubata, infatti gli agenti non seguivano il ragazzo albanese e quindi non potevano sapere se avesse precedenti penali o fosse incensurato, ma stazionavano in quel parcheggio tenendo d’occhio l’auto rubata. Si seppe poi che il ragazzo senza documenti, era di origini albanesi e aveva un solo piccolo precedente per furto, aveva 26 anni.
          Il carabiniere, come sta facendo ora il ristoratore di Lodi, prese subito la scusa di un incidente, disse che il colpo partì per sbaglio mentre il conducente tentava di investirlo, la ricostruzione impietosa dei fatti gli ha dato torto, l’angolazione e la traiettoria della pallottola non ha dato adito a dubbi, il colpo è partito a bruciapelo mentre l’agente era di fianco al conducente.

          Caro Giorgio, quello che voglio farti capire è il fatto che molte persone non si rendono conto della pericolosità di imbracciare un’arma senza avere la necessaria competenza tecnica e pratica, il fatto di possederne una per difesa personale è una cazzata, l’arma ti fa essere un principale bersaglio dei delinquenti in caso di irruzione nella tua proprietà privata, come pensi di essere più preparato di quelle persone che delinquono quotidianamente, nel caso di un conflitto a fuoco soccomberesti immediatamente.
          Come ho detto sopra non giudico ne giustifico i delinquenti, ci mancherebbe altro, anzi, potrei anche essere d’accordo sul fatto che il ristoratore abbia sparato pur senza motivo, ( i ladri infatti non erano entrati nella sua abitazione che era ben protetta, ma nel negozio al piano terra) ma….non sono d’accordo sulla mancanza di responsabilità, vedi Giorgio, le nostre azioni partono sempre da un pensiero che viene elaborato dall’intelletto e poi tramutato in gesto, quindi non mi si venga a dire che non c’è stata consapevolezza di uccidere quando è stato premuto il grilletto del fucile posizionato ad altezza d’uomo, il ristoratore si è armato per uccidere il ladro, punto.
          Potrei ammirare quest’uomo solo nel momento in cui si assumesse le sue responsabilità, senza cercare attenuanti come l’incidente casuale, questo per evitare 20 anni di galera, mi spiace ma ho dei valori a cui non posso transigere, chiunque è libero di fare qualsiasi azione assumendosi la piena responsabilità dei danni provocati.

          Finisco e chiudo, l’unico dispiacere che posso avere è quello di vedere quanta gente è stata convinta ad acquistare un’arma per difesa, quel politico IGNORANTE, PROVOCATORE e FASCISTA, di cui non faccio il nome, a volte è meglio seguire il nostro buon senso invece di seguire i deliri di questi politici opportunisti, anche berchè nel caso in oggetto, il buon senso ci avrebbe fatto chiamare le forze dell’ordine che sarebbero arrivate in cinque minuti come specificato dal Comando Regionale dei Carabinieri Lombardia, e non ci avrebbe fatto imbracciare quel fucile per uccidere un “ruba galline” ma pur sempre un ESSERE UMANO.

          Ciao carissimo, grazie per la pazienza avuta nel leggermi.. 🙂

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          • Ciao Nico, ho letto la tua storia con partecipazione ed emozione e sono onorato che tu abbia voluto raccontarmela. Le armi sono pericolose, e ancora più pericoloso darle in mano a gente incapace di gestirle; nemmeno come deterrente sono un granché, come ci insegna l’America. Ogni tanto me lo dimentico anch’io… qualche anno fa qui l’amministrazione di destracentro ebbe l’idea di dichiarare guerra ai writers. Un nuclei speciale di vigili urbani, pardon polizia locale, armati, in caccia di ragazzini con le bombolette. Una sera fermarono dei ragazzi, li misero quasi al muro, e scappò un colpo che colpì uno dei ragazzi alla testa. Si salvò per miracolo e perché a quel tempo al S.Anna c’era un’equipe di neurochirurgia fenomenale, e per la sua fibra forte. Era un ragazzo indiano, se non ricordo male, e Dio solo sa se il colore della pelle abbia influito sulla partenza del colpo. Non tocco un’arma da più di 35 anni ormai… nemmeno la sciabola mi sono portato dietro, e’ rimasta a casa dei miei. Anche se ogni tanto fantastico di andare a sparare un po’ nel vicino poligono, giusto per vedere se mi ricordo come si fa! Buona serata amico mio, a presto!

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              • Ah ah si… un sottotenentino di artiglieria contraerei… ma leggera, perché ai missili mettevano i laureati… come ho detto qualche volta, non me ne vanto ma nemmeno me ne vergogno. E’ stata un’esperienza che mi ha fatto senz’altro crescere, soprattutto dal punto di vista della relazione con le persone… ma non ero certo preparato come te! E poi servizio l’ho fatto a Rimini, i corpi a corpo non erano cruenti li! Confesso che il momento in cui mi sono sentito più utile e’ quando ci hanno mandato a spegnere un incendio al Circeo. Migliaia di ragazzi non utilizzati per quello che avrebbero potuto, questo è un cruccio che mi e’ rimasto, e ha contribuito credo allo smantellamento della leva, che secondo me sarebbe ancora utile a certe condizioni e con scopi non solo militari. Buona notte Nico!

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                • Ad ognuno un compito diverso secondo in base al temperamento, e forse dico forse, io ero fuori dal loro “target” di macchina ubbidiente 😀
                  Nessuno è perfetto, io meno di tutti purtroppo!!
                  Un abbraccio, ciao caro..

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  1. Pienamente d’accordo,aggiungendo un “dettaglio ” com’è uso i governi europei -Germania,Olanda,Danimarca etc erano stati informati e avendo le proprie elezioni,avevano espresso al governo Turco,il non gradimento.Il Sultano ha cinicamente cercato (mentendo) lo scontro per motivi interni solleti

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  2. Solleticando il nazionalismo primario tipico del popolo Turco. Inutile fare loro discorsi ragionevoli e meditati. Erdogan se ne stratega della diplomazia,Lui vuole vincere il suo referendum. ..strumento sempre più “Pericoloso “in un periodo nel quale i popoli ragionano più con lostomaco ( e zone limitrofe ) e NON con la testa. SALUTI CORDIALI

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  3. E’ sempre più spregiudicato il turco, e sarebbe ora che i governi europei concordassero una risposta comune (mentre Hollande si è visto subito che ha preso un’altra strada) perché questo altrimenti ad uno ad uno li (ci) impallina tutti. Tra l’altro, essendo tutti paesi Nato, anche a quel livello si dovrebbe portare la discussione (ma con Trump temo non ci sia molto da sperarci). Il brutto è che la vicenda compatterà sicuramente i turchi intorno al loro capo, ma anche le destre europee ne trarranno vantaggio. Leggevo stamattina un’analisi che diceva che la situazione (di scollamento europeo) è molto gradita a Putin… se fosse così allora non dovrebbe essere gradita in Usa… ma sono tempi in cui non si capisce più niente! E la gente, ha ragione, la testa sembra non volerla più usare. Vediamo come prosegue la faccenda… saluti!

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  4. Che dirti?… Applaudo a scena aperta su quasi tutto il tuo post. Tranne che per l’ultima parte: non conosco come si siano svolti i fatti. Come presentata dai media, sembra che il titolare abbia tutte le ragioni. Ma aspetto sempre che a pronunciarsi siano i giudici. Non vorrei che, questo paese già di mafie, alle quali non spara nessuno, al massimo si sparano tra di loro, colga la possibilità di potersi sbarazzare di chiunque si trovi a passare disgraziatamente,per un motivo o un altro, nei pressi della loro abitazione.
    Fossero allargate le maglie della legge, nulla toglie che chiunque possa sentirsi autorizzato a sparare al primo alito di vento, sempre per legittima difesa s’intende. E non lo dico a cuor leggero, avendo già subito due tentativi di furto. Però provo ad immaginarmi come passante che si ritrovi a passare nei pressi di una rapina in corso, in cui ognuno spara per ogni dove. Come anche una sera rientrando a casa, vedermi colpito da qualche colpo vagante…
    Un caro saluto

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    • Ciao Sal, si la dinamica e’ da accertare, il colpo e’ alla schiena e bisognerà chiarire. Il mio non era tanto un voler giustificare, quanto proprio un chiedere a me stesso: ma io, nelle sue condizioni, cosa avrei fatto? E mi accorgo a pensare, sarà l’età sarà il generale imbarbarimento, in modo diverso da quello che pensavo giusto a vent’anni. Ricordi quando il povero Re Cecconi, il calciatore della Lazio, rimase ucciso, vittima del gioielliere a cui stava facendo un tragico scherzo… allora ricordo le discussioni, tra amici, si diceva no non è possibile avrebbe dovuto guardare bene ptima di sparare, o piuttosto che sparare fargli rubare tutto… che la difesa della proprietà privata non può mai portare a togliere la vita… e mi accorgo invece che non sono più proprio d’accordo con il me stesso di allora.

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      • Ti capisco: anch’io m’accorgo d’essere cambiato. E che le cose non sono più facili come prima. Però mi rendo conto che non si può cambiare del tutto, dimenticandosene. Come ti dicevo, sono combattuto perchè, se capisco il mio diritto a difendermi, non posso perdonare che ci vadano di mezzo innocenti per colpa della mia reazione. Forse anch’io mi sono troppo legato alle cose. Al punto da sentirmi coinvolto emotivamente e spinto ad identificarmi con l’oste. Però provo a pensare anche come riesco a fare spallucce sulle ruberie e corruzioni che ci impoveriscono in altro modo e senza l’uso di pistole o altro. Allora mi dico quanto mi porti a sentirmi vigliacco questo sistema di cose…

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        • Si, è vero che magari cose grandi non dico che ci lascino indifferenti ma forse rassegnati, ed invece quelle relativamente piccole ma che ci toccano scatenano la reazione profonda, quella della sopravvivenza probabilmente. Forse quando non si ha niente da perdere la reazione è diversa, ma quando si pensa che qualcuno possa fare del male a delle persone che ci sono care, è l’istinto che prevale, secondo me.

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          • Può anche essere che sia l’istinto a prevalere, ma è anche vero che la cosa possa prestarsi ad essere strumentalizzata per dare sfogo ai peggiori istinti. Ripeto, solo l’inchiesta potrà dirci come possano essere andate veramente le cose. Il resto sono solo nostre supposizioni…………..

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  5. Io non terrei mai un’arma in casa, se dovessi sentire dei rumori provenienti da un’altra stanza, farei finta di dormire. So che se dovessi far male a qualcuno, o malauguratamente ucciderlo, io non riuscirei più a vivere. Non c’è nulla di valore in casa mia, ma, fortunatamente, nemmeno un’arma! Anche perché se ci fosse e “il turco” si trovasse a passare da qui, per venire a salutarmi magari … potrei essere indotta in tentazione … hai visto mai? XD XD XD In questo caso, scherzo, ovviamente, ma quello che voglio dire è che non si sa mai cosa può succedere quando si ha un’arma in mano, non sappiamo con certezza quello che ne faremmo. Almeno per quello che mi riguarda preferisco evitare di scoprirlo! 😉
    P.S. – Non sapevo che i tulipani fossero originari dell’Impero Ottomano 😳 , mentre avevo qualche vaga idea sulla “furbizia” di “felpa verde”! XD 😡 XD

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    • Neanch’io mi fido a tenere in casa un’arma. Come diceva un mio amico, prima o poi finisce che la usi, e non è detto che la usi sulla persona giusta. Se si vedono le statistiche degli Usa, anche come deterrente funzionano poco, e ogni anno c’è un sacco di gente che spara ad altri o si spara. Tra l’altro le regole per la custodia e l’uso da noi sono giustamente severe; non sono sicuro ad esempio che un fucile da caccia sia considerata arma per la difesa personale. Ma e’ chiaro che se ce l’ho in casa e mi sento in pericolo, la uso. Sinceramente non so nemmeno se certe leggi e quel senso di insicurezza dovuto all’oggettivo stillicidio di certi atti, alla pochezza delle pene, e alla scarsità dei mezzi delle forze dell’ordine faccia parte proprio di un disegno per farci armare. Dopo il boom dei sistemi di sicurezza e videosorveglianza ci sarebbe il boom delle armi leggere, e poi quello delle pompe funebri. Sai come salirebbe il Pil? Sui tulipani olandesi c’è un bel film di Oliver Stone che non ho ancora visto, ma devo farlo perché mi hanno detto che e’ molto bello. Il Turco… 😁 la Turchia e’ bellissima, spero che si liberino prima o poi di questo qua, finché non lo faranno dubito di tornarci…

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