Ossi

L’altra sera Luciana Littizzetto, la nota comica torinese, nella sua consueta rubrica su “Che tempo che fa” ci ha edotti sul risultato degli studi di alcuni ricercatori inglesi che, evidentemente non proprio oberati di lavoro, hanno mescolato le ossa di un uomo di Neanderthal e poi, nel rimetterle insieme, si sono accorti che ne avanzava una ed hanno pensato bene, come una carota in un pupazzo di neve, di infilarglielo da qualche parte. La prognosi degli studiosi, dopo ponderosi studi corroborati da numerose pinte di birra doppio malto, è stata: è un osso del cazzo.

Qui la simpatica cabarettista per amore di battuta ha voluto un po’ esagerare, cercando di spiegare il motivo per cui ora l’osso non lo abbiamo più mentre avrebbe fatto piuttosto comodo; il fatto è che, sebbene per qualche esemplare si faccia fatica ad  accettarlo, l’homo sapiens non discende dall’homo neanderthalensis ma si è sviluppato per suo conto. C’è anzi il fondato sospetto che la nostra specie, pur con l’appendice floscia, abbia sterminato gli abominevoli con l’osso, ma non ci sono ancora le prove scientifiche e per averne la certezza occorreranno ancora parecchie generazioni di ricercatori e soprattutto parecchie pinte di birra. Con questo ho dato fondo a tutte le mie nozioni di paleontologia, pertanto vi invito ad approfondire la questione a casa vostra, con calma.

Chiedo a chi conosce il mondo più di me: ma in Inghilterra, giacché gran parte di queste scoperte viene da lì, tengono dei dipartimenti di ricerca appositi per far felici i comici? Possibile dico io che dal 1829 ad oggi nessuno abbia fatto caso a questo ossetto e tutti quanti, non sapendo dove metterlo, l’abbiano appioppato a casaccio da qualche altra parte dello scheletro? Faccio fatica a crederlo.

A proposito di ossi, il nostro ministro del Lavoro, dei Voucher e delle cooperative si è distinto per una dichiarazione che una volta tanto condivido. Parliamo tanto dei centomila cervelli costretti ad emigrare: ma siamo proprio sicuri che siano tutti-tutti ‘sti gran cervelli? Non è che qualcuno di questi cervelloni era in quella stanzetta a cercare di incastrare l’osso, come un cubo di Rubik? Vorrei essere rassicurato sulla questione. L’altra parte del discorso, che condivido però solo in parte, è: d’accordo, quelli che vanno all’estero saranno sicuramente bravi, ma non è che chi rimane qua sia necessariamente un coglione. No, è vero, non necessariamente: è una libera scelta che specialmente gli ingegneri informatici, che ben conosco, abbracciano spesso.

Rivolgo un appello alle donne: Madri, impedite ai vostri figli di diventare ingegneri informatici! Piuttosto indirizzateli ad attività più oneste come lo spaccio di stupefacenti o il gioco d’azzardo, faranno meno danni! Sorelle, se avete un fratello che vuol diventare ingegnere informatico, fategli terra bruciata con le vostre amiche raccontandogli di quanto poco si lavi, di quanto ami rubarvi i vestiti e rimirarsi davanti allo specchio vestito da Barbie Principessa! Mogli, se inavvertitamente avete sposato un ingegnere informatico, evitate di perpetuarne la stirpe! Concupite e concepite, ma non con lui!

Mentre i nostri amici inglesi si trastullano con i loro ossetti, noi brandiremo l’osso che più ci piace: quello del prosciutto! Voglio chiudere con un’immagine che farà inumidire le ciglia ai cuori sensibili del secolo scorso: Capodanno, famiglia e parenti, bambini, fratelli e cugini, pentolone con fagioli, cotiche e osso di prosciutto, di quel prosciutto fatto in casa l’anno prima e arrivato alla fine giusto per l’occasione, quel prosciutto che ci aveva accompagnato in quasi tutte le giornate di scuola, altro che merendine, altro che pizzette: pane e salsiccia, pane e ciauscolo, pane e prosciutto…

Per essere felici non c’è bisogno di avere tante cose, o di sapere tante cose. Anche un osso può bastare, se è quello giusto e, soprattutto, se è usato bene.

(116. continua)

minestre-minestra-con-l-osso-di-prosciutto

 

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13 pensieri su “Ossi

    • Ah, ah, grazie della domanda come direbbero in Tv! Avrò stima degli ingegneri informatici quando ne avrò incontrato uno, ma dal vivo non in chat, che abbia letto almeno dieci libri in vita sua che non siano manuali. E soprattutto quando i bagni che frequento saranno puliti, la sera, come lo sono alla mattina. O quando un dispenser di sapone resisterà più di una settimana senza essere sradicato dal muro… potrei continuare per pagine intere e magari lo farò, ma intanto ribadisco la mia antica ricetta: un anno di zappa obbligatoria! 🙂

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  1. Ecco, da ex-informatico (non ingegnere, però, solo perito) ero divertito e curioso in merito alla dichiarata avversione; la risposta a puntuale domanda nei commenti qui sopra chiarisce tutto.
    E, sempre da ex-informatico dalle spiccate preferenze umanistiche piuttosto che tecniche, mi sento di condividere 🙂
    Buone Feste, con o senza osso di prosciutto!

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  2. Anch’io gradisco poco la Littizzetto. Troppo volgare per i miei gusti. Per far ridere ci vuole altro che parole libere elargite di continuo. E poi che sia agguerrita nei suoi interventi non aggiunge molto secondo me al suo stile di fondo. Su Poletti avrà sbagliato il modo e le parole, forse, ma il suo concetto non è assolutamente errato. Più equilibrio nel parlare ma qui abbiamo tanti che non sono davvero dei mediocri, anzi. E che tutti i migliori siano all’estero…finiamola con le idiozie. Se fosse vero staremmo qui anche peggio di come siamo messi ora o no ? Mi piacerebbe caro Giorgio che ci fosse più serenità nel parlare e giudicare. Auguro a te e a tutti i tuoi cari un mare di auguri per un sereno 2017. Un abbraccio particolare a te. Isabella

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