Si, viaggiare

Ripropongo questo pezzo di oltre un anno fa, sottovoce. Nel frattempo di chilometri ne ho percorsi ancora tanti: il pensiero va a quelli che in altri tempi e luoghi avrebbero potuto essermi compagni di viaggio, che ieri sono partiti ma non sono mai arrivati.

L'uomo che avrebbe voluto essere grave

Da una stima prudenziale, fino ad oggi ho percorso 580.000 chilometri in treno. 14 volte e mezzo il giro del mondo, non male per uno che di mestiere non fa il macchinista.
Qualcuno potrebbe pensare che così facendo abbia perso un sacco di tempo. Non penso, conoscendomi. Prendere il treno di buon mattino obbliga ad alzarsi presto. Senza questa necessità non credo avrei fatto qualcosa di diverso dal dormire.

In treno si possono fare tante cose. Informarsi, studiare, leggere, ascoltare musica, al limite giocare a carte (a chi piace). Soprattutto, viaggiando insieme ad altri, quando si è fortunati si condividono delle storie
A me ascoltare storie è sempre piaciuto. Quando trovo qualcuno disposto a raccontarne, sono la spalla ideale.

Iniziai a pendolare sulla linea Pollenza – San Severino Marche. La stazione era a quattro chilometri dal paese, e si raggiungeva in bus; io aspettavo sempre che babbo mi svegliasse (come fa…

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10 pensieri su “Si, viaggiare

  1. Oggi sono addolorato e arrabbiato. Addolorato per l’assurda morte di persone che stavano viaggiando, come faccio tutti i giorni, tirando la carretta, per andare a studiare, o al lavoro, o semplicemente a spasso; e arrabbiato perché i responsabili li conosco. Sono quelli che preferiscono far viaggiare comodi pochi privilegiati da Milano a Roma, piuttosto che milioni di persone decentemente tutti i giorni; sono quelli che continuano a costruire strade, e tangenziali, e pedemontane, e fanno andare in malora i treni pendolari; sono quelli che spendono miliardi per le Tav e delle linee per la gente comune se ne frega; sono i comunisti spretati diventati liberali dimenticando il socialismo, sono i democristiani che come nuovo dio hanno adottato il mercato, sono i fascisti che non pensano più all’interesse nazionale ma a quello dei padroni, sono le camicie verdi dalle zucche vuote; sono quelli incapaci di tener da conto il bene comune, quelli menefreghisti, quelli ma tanto che ci vuoi fare; è il popolo che si fa plebe e cerca sempre il salvatore in terra piuttosto che rimboccarsi le maniche insieme; è quello che timbra con il cartone in testa e quello che chatta mentre è al lavoro: i responsabili, in ultima analisi, siamo tutti noi.

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  2. ..la cosa che davvero mi fa schiumare di rabbia è che se, putacaso, fra le vittime ci fosse stato uno di quei co*****i burocrati teste di c***o che osteggiano in ogni modo LEGALE il corretto svolgimento delle opportune migliorie, se ci fosse stato uno di quelli, stai pur certo che nel giro di 18 mesi avevano assegnato e completato l’opera, altroché, ‘sti disgraziati!!

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    • Quando ce vò ce vò, cara Andrea! Anch’io la penso così… stasera al TG Regionale della Lombardia hanno magnificato le ferrovie regionali… che hanno molte linee a binario unico ma sicurissime a dir loro… però stranamente entro un anno finiranno i lavori di ammodernamento di “alcuni” sistemi di sicurezza (già programmati, ovvio). Spero tra un anno di ricordarmelo per vedere cosa effettivamente è stato fatto… o se avranno fatto partire un’altra pedemontana (magari sui rifiuti di Seveso, come stanno ventilando! In massima sicurezza, ha detto il nostro “governatore”).

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  3. Il momento è grave ma l’articolo riproposto è delizioso, lenisce un po’ lo sdegno e l’amarezza.
    Anch’io nel mio piccolo sono un cultore dei viaggi in treno, non per lavoro ma per studio o diporto.
    C’è tutto un universo fatto di stazioni, marciapiedi, pensiline e vagoni di varia età, natura e umanità, che molti ormai ignorano del tutto.

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    • Investire sul trasporto pubblico… questa dovrebbe essere una delle maggiori priorità. E’ il fulcro dello sviluppo sostenibile! Invece si continuano a costruir strade, proprio stamattina leggevo il rapporto Ispra sul consumo annuale di suolo… spaventoso! E poi ogni anno c’è l’allarme smog. Ma se non si cambia, si converte, sistema di trasporto, di che parliamo? Nel post racconto di quando andavo a scuola in treno… la lungimiranza dei vari responsabili hanno portato via via a ridurre fino a quasi smantellare quella linea, a vantaggio ovviamente degli autobus privati. E se vogliamo parlare delle lunghe percorrenze, i treni sono stati tolti quasi tutti (a parte l’alta velocità) e sono fiorite compagnie di bus… anche low-cost, non si capisce bene come facciano a guadagnare.. rispetteranno tutti gli standard di sicurezza? Io ho dei dubbi…

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      • Investire sul trasporto pubblico dovrebbe essere una priorità di una classe dirigente che abbia a cuore sostenibilità e benessere pubblico, e che sia chiamata a rendere conto di come utilizza i soldi pubblici. Fantascienza, temo, almeno alle nostre latitudini.

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