Libri e trivelle

In vita mia ho letto molti libri e continuo fortunatamente a farlo. Per dire, ieri parlavo con dei ragazzi che non conoscevano Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno e ignoravano la parola negus. E vanno all’università, il cielo ci aiuti. Forte di questo back-ground, per chi è pratico di saccenti inglesismi, mi sono sottoposto al giudizio del trio kalosfavvocatoloysingrinus (Kavvingrinus) che hanno recensito e commentato le mie preferenze letterarie. Potete leggere i loro pareri, condividerli o contestarli qua:

  • la bella presentazione di  kalosf (autore della foto artistica e azzeccata);
  • i commenti caustici di  avvocatolo , provato dalla lunghezza dello scritto;
  • le osservazioni sagaci di  ysingrinus , valente anche come disegnatore naif.

Ho tentato di corrompere la giuria nella convinzione che il concorso prevedesse dei vincitori tra i partecipanti, perciò troverete nello scritto delle lievi tracce di piaggeria gratuita; alla fine ho scoperto che non si sarebbe vinto niente, ma ormai i complimenti li ho fatti e li lascio.

p.s.
Io a votare ci andrò. Ci sono sempre andato, non vedo perché dovrei mancare stavolta, checché ne dicano gli istigatori dell’andata al mare, anche se autorevoli. Lo fece Bettino Craxi anni fa, era di ben altra levatura, eppure non gli portò bene. Non entro nel merito, ma sentire un presidente del Consiglio ed un presidente della Repubblica (emerito per giunta!) incitare o giustificare l’astensionismo, mi fa star male. Votando penserò a loro.

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18 pensieri su “Libri e trivelle

    • Ah, ah, avvocatolo è il nome che si è scelto da se medesimo! Mi ha trattato un pò male ma gli voglio bene lo stesso. Avevo dato quest’elenco a quei tre più di un mese fa… oggi hanno deciso di commentarlo, così mi hanno risparmiato la fatica di scrivere qualcos’altro… che avevo quasi pronto, e se nel weekend piove… 🙂 … sul referendum quello che ho deciso finora è solo che andrò… sinceramente tra una trivella e una distesa di pannelli fotovoltaici come hanno messo sulle colline del mio paese preferisco la trivella… e le regioni le abolirei del tutto, queste piccole satrapie, quindi non ne apprezzo nemmeno le “rivendicazioni” anche se ammantate di ecologismo… sulla politica energetica sono convinto che sia lo Stato a dover decidere, già siamo uno staterello se poi ci spezzettiamo anche per regioni… oltre al fatto che chiudere le trivelle da noi (anche se non sarà così) e comprare il gas dall’estero (anche se il nostro copre in minima parte il fabbisogno) non mi pare una buona idea. D’altra parte, riconosco che un serio (ma serio però) discorso di energia rinnovabile e di risparmio energetico andrebbe finalmente affrontato, tenendo comunque conto che siamo pur sempre una potenza industriale, anche se le fabbriche chiudono, non è che le possiamo far andare con i mulini a vento (almeno per adesso…). Domenica vedrò! Attendo la battuta del “dopo”!

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