Sono un fondamentalista

Quando si inizia a praticare qualsiasi disciplina, sportiva o artistica che sia, è importante fissare le basi. I fondamentali. Se giocate al calcio dovreste riuscire a fermare, a stoppare come si dice, un pallone che vi venga passato a media velocità; a passare lo stesso ad un compagno; a tirare almeno di collo (del piede, intendo) e di piatto (di esterno è già livello superiore), a colpire di testa, a fare qualche palleggio, a correre con il pallone vicino al piede preferito. Se suonate che so, un clarinetto, dovreste imparare a leggere la musica; poi ad imbracciare il vostro strumento non curanti se qualche profano lo chiamerà piffero, imparare a soffiare nella stretta cavità tra bocchino e ancia senza fischiare, tappare i buchi giusti e premere le giuste chiavette,  riuscire a fare scale ascendenti e discendenti con buona articolazione. Insomma, bisogna acquisire una tecnica: tecnica che con il tempo e l’applicazione porterà a raggiungere risultati sempre migliori e, se supportata dal necessario talento, in alcuni casi eccellenti o addirittura eccezionali.

Sostengo fortemente, l’ho già detto, la necessità di ripristinare in questo paese il servizio di leva obbligatorio. Prevengo le obiezioni: tempo perso, nonnismo, l’esercito non ha bisogno di marmittoni ma di personale altamente addestrato, mettete dei fiori nei vostri cannoni eccetera. A parte che da quando la leva è stata abolita (tecnicamente sospesa, per abolirla bisognerebbe cambiare la Costituzione dove afferma che la difesa della Patria è sacro dovere del cittadino) non è che le guerre siano diminuite, ne le spese militari; e se non posso che concordare sul fatto che un mondo senza armi sarebbe migliore, finché c’è qualcuno che queste armi le ha ed è pronto ad usarle contro di te, e di questi tempi mi sembra che i pretendenti non manchino, è meglio averne di più potenti. Parere personale, intendiamoci.

Chi mi conosce sa che sono l’uomo più pacifico del mondo, anche se non imbelle; e se faccio questa tirata para-militarista è per segnalare che qualcosa di buono a militare si faceva: si pulivano i cessi.

All’atto della sua famigerata discesa in campo, per impedire a dir suo che l’Italia divenisse un enorme soviet, mi rammento di un manualetto, riciclato da quello in dotazione ai suoi venditori pubblicitari, che il nostro mr. B. distribuiva ai neo-deputati. In esso erano contenute delle norme di comportamento fondamentali: si andava dalla rasatura fresca, alla lunghezza del taglio di capelli, al comportamento in caso di accesso a bagni pubblici o privati. Quest’ultima parte secondo me era la più interessante, e non capisco perché nei vent’anni in cui poi successivamente ha imperversato non l’abbia fatta inviare a tutte le famiglie invece della propria autobiografia; riassumendo, si diceva: se utilizzi un bagno devi lasciarlo pulito, altrimenti quelli che entreranno dopo di te, anche se non sei stato tu a sporcarlo, penseranno che sei stato tu. Dava anche consigli pratici: controllare che lo sciacquone funzioni prima di lasciare ricordini, verificare che ci sia abbastanza carta igienica, lavare le mani prima e dopo l’uso.

Alcune mamme, ne prendo atto con perplessità, insegnano ai loro figli maschi a fare la pipì seduti, per non sporcare in giro. Sbagliato e poco igienico, secondo me: bisogna invece indurre i figli a migliorare la mira a suon di scapaccioni, se necessario; ed inoltre non starei ad ingenerare nei giovani ulteriore confusione, in tempi di coppie X-Y, X-X e Y-Y.

Secondo me lo stato di civiltà di un popolo si misura anche dallo stato dei bagni comuni e a giudicare da quelli che mi tocca frequentare al lavoro, siamo ad un livello di molto anteriore alle termae romane; proporrei, riprendendo l’intuizione di Mao Tze Tung, una rivoluzione culturale che porti tutti i laureati, specialmente in informatica, a rieducarsi andando per un congruo periodo temporale a pulire servizi igienici o anche a zappare terre incolte: un modo ragionevole e divertente per tornare ai fondamentali del vivere civile.

(85. continua)

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44 pensieri su “Sono un fondamentalista

  1. Che dirti?… A mio modestissimo parere c’è qualcosa che non va nel rapporto che molti individui hanno con i gabinetti: una relazione decisamente conflittuale, fanno di tutto per renderli impresentabili, quasi ispirati dalla malvagità di non essere superati nell’apparire dei cessi, moralmente e non solo.
    Per quanto riguarda la leva, sono sicuro che l’hanno abolita per mettere assieme qualche soldino da mettere assieme per i volontari da spedire a zonozo per il mondo…
    Un caro saluto..

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    • Ah, ah, hai ragione, forse è la paura del transfert… oggi non avrei voluto scrivere niente, ma cavolo! Pensa te che ho trovato delle orme sulla tazza… cioè qualcuno è salito con i piedi sulla tazza per farla! come se fosse una turca rialzata! e a rischio di farsi male… la fantasia (dis)umana non ha limiti!

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  2. credo la questione che tu poni sia non poco diversa da quella del lancio disinvolto di fazzolettini dai finestrini delle auto in corsa… Il problema del riconoscimento d’una convivenza dei luoghi, degli ambienti, forse? Sulla leva mi pare chiaro che la tua sia una provocazione…
    buona serata Giorgio
    Mi hai fatto ricordare tutte le pipì trattenute a forza sull’espresso Roma/Napoli delle 16,45… ma lì aprirei un discorso più ampio rispetto alla responsabilità dei viaggiatori sul tiro al bersaglio… andiamo a finire nell’offerta di un servizio di trasporto di un certo tipo… per i più ‘poverelli’.. per tanti lavoratori imbottigliati… un puzzo che manco i treni dell’800 a lunga percorrenza… l’umano cotto al sole… là ti vien voglia di farla, ma mirando altri bersagli 😦 …
    ah che ricordi! cosa m’hai fatto ricordare! Allora l’AV aveva, tra l’altro, dei prezzi davvero proibitivi per le tasche medie e abitudinarie della tratta.. si… proprio una tratta..

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    • Dora mi dispiace non riuscire a risponderti sempre “in sincrono” con vorrei… cerco di rimediare dal trenino Como-Milano, molto migliorato da quello dei primi tempi di pendolaresimo milanese, con micidiali scaldini sotto i sedili di legno e altrettanto micidiali spifferi dai finestrini… tempi eroici! 🙂 Il post l’ho scritto di getto, constato costernato che le più normali regole del vivere civile si stanno perdendo… considera che lavoro in un centro servizi di una delle più grandi banche italiane; precario ma questo e’ un altro discorso; che il 90% dei colleghi del piano sono laureati, molti giovanissimi (tantissimi emigrati con stipendi da fame, altro discorso ancora). Menefreghismo, maleducazione, scarsa cura degli spazi comuni come dici bene, svarso rispetto per chi deve pulire, rabbia repressa scaricata in modi impropri.. tutto e niente. Trovo un vuoto preoccupante… Il lavoro è cambiato.. ai miei tempi ci si formava in ditta, e solo quando si era preparati e non solo tecnicamente si veniva mandati dai clienti. Eravamo il biglietto da visita della ditta, ci si diceva… ora si prendono infornate di ragazzi e li si butta allo sbaraglio; qualcuno sopravvive, chi non ce la fa tanti saluti. Sulla leva so di darti un dispiacere, e peraltro anche in casa non apprezzano la mia posizione, ma no, non e’ una provocazione, lo penso davvero: Obbligatoria per tutti, maschi e femmine, di almeno un anno e almeno a 500 km di distanza da casa. E pulire tanti… buona giornata!

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      • per il sincrono figurati… se vuoi ti presto i miei tempi sballastrati in questo periodo, ah!
        vorrei dirti: spero tu mi risponda tra 100 anni per dirmi che il mondo è cambiato, ma temo la speranza boccheggi in alto mare 🙂
        per il militare… be’… così potrei dire… ho fatto il militare, ovvero la militaressa, a Cuneo! (cit. Totò)
        che aggiungere…
        meglio rimboccarsi tutto ciò che ci resta da rimboccarci, la pazienza soprattutto, e buona giornata!!!
        alla prossima Giorgio
        sono di passaggio rapido… o mi sfugge tutto il da farsi oggi 😦

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  3. Non si finisce mai di stupirsi! 😮 🙂
    Ho saltato la leva ma sai che il tuo ragionamento lo sto facendo anch’io? Se qualcuno ci attaccasse sul serio come saremmo messi? Il pacifismo ha senso solo se è unanime, se un pacifista incontra un militare o un terrorista, il pacifista è un uomo morto…
    Ogni bene
    Ah per quella cosa che sai… ci siamo quasi 😉

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    • Attendo fiducioso! Tra l’altro devo mettermi in pari col tuo ultimo racconto. Sulla leva non sono molto preoccupato dell’attacco esterno, a parte gruppi fanatici ovvio per i quali forse e’ più necessaria una buona intelligence e una buona politica; siamo in un sistema di alleanze (abbastanza) sicuro, anche se non tutte sono buone compagnie… ma come presa di coscienza di far parte di un unico paese, da nord a sud; di emancipazione per tanti ragazzi viziatelli; di scontro e confronto con delle regole che famiglia e società fanno sempre più fatica a imporre… e naturalmente, a pulire i c… una sorta di netturbini di leva! Ciao Ivano!

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  4. Sono una pacifista e contraria alla armi ed alla guerra. La violenza porta soltanto altra violenza, ne sono un’esempio le cosiddette missioni di pace contro i dittatori del medio oriente che hanno portato all’affermazione dell’ISIS. Questo non toglie che i genitori debbano educare i figli, l’educazione non può essere demandata tutta alla scuola, anche perché noi insegnanti non seguiamo gli studenti in bagno e non sappiamo se la fanno fuori dal vaso.

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    • Sulle missioni sono completamente d’accordo con te, abbiamo sbagliato tutto fin dai tempi del Kosovo e ora ne paghiamo le conseguenze. Sulla leva non ti convincero’ mai e quindi non ci provo nemmeno. Non penso che aver fatto il militare abbia instillato i semi della violenza in tante generazioni, forse il contrario; e continuo a pensare che 12 mesi di disciplina lontano da casa almeno 500 km , senza le amorevoli cure di mamma e papà, non possano fare che bene, specialmente oggi… non vogliamo dargli il fucile? Bene, diamogli la zappa! Una delle cose più utili che fatto durante la naja e’ stato partecipare a spegnere in incendio sul Circeo… con zappette e frusta… ah, ah! La scuola non l’ho messa in mezzo in questo ragionamento… tutto deve contribuire all’educazione, ma se le famiglie abdicano la scuola può poco.. e con i mezzi che sono rimasti, poi… buona giornata!

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      • Diamogli il lavoro alle nuove generazioni, questi giovani mi fanno tanta pena! Lavoreranno gratis o per 2 lire senza alcun diritto. Con la riforma della scuola, è diventata obbligatoria l’alternanza scuola-lavoro per cui i giovani saranno obbligati a lavorare molte ore gratis presso le aziende, togliendo lavoro a personale pagato.

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        • Lavoro per tutti e dignitoso, certo! Ma siamo in un mondo un a rovescio, dove i vecchi devono lavorare fino allo sfinimento e i giovani girarsi i pollici… lo dicevo nel post precedente: non era meglio quando c’era l’Iri, e lo stato faceva lavorare piuttosto che pagare disoccupazioni o bonus vari? Sulle varie riforme che dire… io sostengo che tutte le leggi degli ultimi 25 anni, e non solo nella scuola, vadano abolite… visto che si continua ad andare di male in peggio… per il lavoro dei giovani se lo mettono al posto della leva sono d’accordo. Ma manuale, nei campi; toglierebbero un pò di lavoro agli immigrati, ma visto che tanti vanno in Australia nelle farm, perché non raccogliere qua i pomodori?

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    • Ah, ah, temevo infatti che i motori di ricerca mi mettessero in qualche black list… spero che si prendano la briga di andare oltre al titolo! 🙂 Era meglio se titolavo “sono vecchio” e basta…. 🙂

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  5. Il ns padrone di casa…E’ un “fondamentalista” simpatico! i commenti che ci sono stati offerti ….anche! Ma é una conversazione tra “fondamentalisti”! ! Tutti (giustamente) NON amano questo momento -di nani e ballerine!!-tutti rigauardiamo al “” buon tempo andato”…A PARTE LE SIGNORE!!…siamo dei vecchietti,un po’ petulanti anche!! ottocentenschi saluti (bei tempi!!)bevendo un “cordial (ino)”

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  6. Bè sulla leva penso che un pò di” raddrizzamento”. possa solo fare del bene caro Giorgio. Soprattutto a coloro che non hanno ancora imparato a cavarsela da soli. E poi la disciplina serve sempre..E ricorda lavare e tenere puliti certi ambienti spetterebbe non solo , come la maggior parte delle volte avviene, alle donne ma anche eccome a voi ometti. un caro abbraccio serale. Isabella

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  7. Sul servizio militare sono profondamente contrario… io all’epoca mi sono fatto 20 mesi di servizio civile assistendo dei vecchietti e ti giuro che a volte avrei voluto pulire i cessi… Ma su un bel servizio civile obbligatorio per tutti e magari anche da ripetersi ogni 10 anni sono d’accordissimo… C’è tanto da fare: lavoro nei campi, aiuti in ospedali, ricoveri di anziani, assistenza ai disabili, pulizia di strade… etc.. Insomma di lavoro per schizzinosi ce n’è in abbondanza…
    Sui cessi sono d’accordo che sono lo specchio delle persone che li frequentano e anche a lavorare da me fanno abbastanza schifo… sarà che anche da noi siamo diversi informatici… (però noi abbiamo anche amministrativi, dirigenti, consulenti, etc… e i bagni fanno schifo a tutti i piani)

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