Natura morta con Recioto

Fallimento!

Vi avevo parlato dei miei propositi di rientrare, con una dieta personalizzata da me medesimo che pretende un’applicazione rigorosa e per questo è consona a uomini di grande carattere e forza di volontà, nella taglia di pantaloni  48 drop 4 che indosso nei momenti  di massimo fulgore.

Devo purtroppo constatare che, da quando ho espresso il lodevole intendimento, la bilancia non mi conforta sui risultati, e nemmeno lo specchio se è per quello: le antiestetiche ancorché utili maniglie sono ancora lì ad ammonirmi: buoni gli spaghetti al pesto e la focaccia ligure, vero?

Sono andato allora a riprendere la tabella di marcia, e mi sono convinto che non il programma fosse sbagliato, ma il momento in cui pretendevo di applicarlo: è vero che il grosso delle feste era passato, ma avevo sottovalutato la potenza dell’Epifania e dell’avvicinarsi del Carnevale. E dunque controordine compagni: si riparte con la Quaresima, periodo più propizio per la contrizione e i sacrifici.

A proposito di sacrifici, l’altra sera ci siamo ritrovati con un gruppo di amici per una pizzata, che a rigor di logica e coerenza avrei dovuto evitare; nell’occasione ho stappato un’ottima bottiglia di Recioto della Valpolicella e l’ho immolata a scopo propiziatorio per il nuovo anno: a Cantù allo stesso scopo, ma con meno soddisfazione,  usano accendere un rogo e bruciarci la Giubiana, castellana traditrice.

Di norma nel corso di queste cene ci applichiamo a risolvere i problemi del mondo, crisi globale, carestie, e di solito alla seconda bottiglia siamo a buon punto; stavolta però, a causa forse dei tempi ristretti dettati dalla necessità di non far raffreddare le pizze, e dal basso contenuto alcolico delle birre, ci siamo dovuti limitare ai problemi locali.

E’ di dominio pubblico che qualche anno fa, a Como,  la precedente amministrazione ha tentato di erigere un muro sul lungolago, pensando che avrebbe rappresentato un’attrattiva turistica al livello di quello del pianto di Gerusalemme o di quello mai abbastanza rimpianto di Berlino; il piano pur lodevole era stato sventato da un pensionato  che, sceso per pisciare il suo cagnetto, attratto dal cantiere come un’ape dal miele o una mosca da qualcos’altro, com’era naturale ed anzi doveroso per i pensionati prima che la sciagurata riforma Fornero impedisse loro di compiere la meritoria funzione sociale di controllo della qualità dei lavori, si era accorto che il lago non si vedeva più.

Il caso finì sui telegiornali nazionali; la pubblicità non giovò alla giunta di centrodestra, che alle elezioni amministrative prese una sonora legnata. Il caso paratie: ovvero il progetto faraonico di costruire un Mose di Venezia sul lago, poi accantonato a favore del muro, ed infine derubricato a paratie mobili. Il tutto avrebbe dovuto proteggere la piazza ed i negozi  circostanti dalle esondazioni del lago: c’è da dire che il progetto ha sinora portato fortuna, e di esondazioni non ce ne sono più state; nel frattempo sono stati spesi milioni di soldi pubblici, che meglio sarebbe stato impiegare in scuole, ospedali e servizi; ma mi accorgo che questo sfogo può espormi ad accuse di qualunquismo e demagogia, pertanto mi taccio.

Allo stato delle cose il progetto è arenato in un pantano e per di più lacustre; lavori fermi, penali da pagare, impossibilità di riaprire i cantieri, enti pubblici al tutti contro tutti. Finalmente, dopo il richiesto intervento dell’autorità anticorruzione di super Cantone, che in sostanza ha detto al Comune: “arrangiatevi”, anche la finora distratta magistratura comasca ha deciso di vederci chiaro; per non sbagliare, ha messo sul registro degli indagati sia quelli che hanno creato il problema sia quelli che hanno cercato di risolverlo, in una sorta di “a chi tocca attacca” che fa bene solo ai sostenitori del “sono tutti uguali”.

Con disappunto devo ammettere che noi, anche aiutati dal Recioto, ce l’abbiamo messa tutta, ma a nostra volta non abbiamo cavato un ragno dal buco: non c’è niente da fare, la dimensione del problema è fuori dalla nostra portata. Torneremo quindi ad occuparci dei temi a noi più congeniali: crisi economica, riscaldamento globale, fame del mondo: lì qualcosa possiamo combinare.

(81. continua)

thb

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22 pensieri su “Natura morta con Recioto

  1. Io sto venendo aiutato dall’influenza e quindi non vale. Mi sembra valido il consiglio di aspettare la Quaresima, storicamente periodo indicato.
    Per i problemi da risolvere invece, permettimi di dirti che il Recioto è sí giusto ma la quantità è sbagliata! In quanti eravate? Una bottiglia in quattro, per esempio, può al massimo descrivere i problemi. In piú persone con cui dividere una bottiglia lascia l’uomo chiuso nel suo guscio egoista, neanche ci si accorge dei problemi che devastano il mondo. E voi pensavate di risolvere un caso del genere…

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  2. lo continuerò a dire: fare un muro di persone aggregate a cinta delle abitazioni personali di certa gente che a governare non si decide di farlo come bene di tutti comanda! Dalla cinta non esci se non si mette sulle giure righe e procedure quanto si deve! sto esagerando … lo so…
    Torno a cose più a mia portata, proprio nel senso della ‘portata’… del piatto… insomma: davvero hai rimandato la dieta? 😀
    buona serata e buon periodo carnascialesco
    Io di solito mi affido alla bicicletta, pensaci se non è già tra le tue abitudini. 😉
    (oggi giocherello, eh eh, strategie di sopravvivenza dell’umore nonostante il lato rovescio della medaglia o dello stivale… visto che ci siamo…

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    • Dora mi sei mancata, sono stato lontano qualche giorno da wp e devo mettermi in pari. Per la dieta non dispero, non è che l’ho smessa è che proprio non l’ho iniziata! Tra un pranzo e una cena finora è stato solo un pio desiderio. Altro che uomo di carattere.. ma ormai mi conosci… dovrei andare in piscina, ma solo l’idea di spogliarmi e rivestirmi e asciugarmi i capelli (quei pochi rimasti) mi stanca. In più ho avuto una tendinite ad un piede e non ho nemmeno fatto passeggiate… risultato… zero tituli. L’accerchiamento è una idea mica male! “Uscite con le mani in alto o…”! Oggi ho letto il rapporto Oxfam e mi sono intristito… e ho pure finito il recioto, mannaggia!

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  3. Leggo il tuo post è mi sento alquanto sconsolato: ci sono quelli come te che vorrebbero dimagrire. E ci sono quelli, come i costruttori del muro comense, che di dimagrire non ci pensano minimamente, dovessero seppellire tutta l’Italia con carte bollate e cavilli procedurali…
    In bocca al lupo ed un caro saluto…

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    • Ti dico solo una cosa: la ditta che ha iniziato i lavori e’ la Saicam, quella del Mose… Galan e mazzette, hai presente? Poi fallita, ma continua come Nuova Saicam… la regione con Formigoni benediva i lavori; la regione ma con Maroni, stessa coalizione, dice al comune: noi non c’entriamo, dopo aver buttato milioni dei contribuenti. Adesso vorrebbero dare la colpa al sindaco che ha subito tutto questo… vergognoso e desolante… confidano che la gente abbia la memoria dei pesci rossi, bisogna continuare e continuare a ripetere le cose… per poi sentire: sono tutti uguali! E no, cacchio, si diano le responsabilita’ a chi le ha, se sono tutti uguali la colpa non e’ di nessuno alla fine! Mah, vado a stappare un’altra bottiglia, va… buona serata!

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      • Sottoscrivo pure le virgole.Anche se resta da comprendere cosa faccia, oltre alla memoria da pesci rossi, che la gente dimentichi tanto in fretta. Non sarà che ci sia anche una certa connivenza, convinti che tanto, qualche briciola cadrà pure nelle loro tasche? Anche sul campo malavitoso e mafioso, le cose prendono piega analoga……..

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  4. Questa storia l’avevo già letta e commentata su un altro blog… ma non mi ricordo di chi…
    Ripeto anche qui il mio commento: bastava rendere il muro un qualcosa di storico, da far visitare a tutti i turisti, dove mettersi in posa per farsi le foto…
    E l’idea per rendere il muro importante io ce l’avevo: cambiare l’inizio di quel librecciuolo dell’Ottocento: “Quel MURO del Lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti….”

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    • Ah, ah, forse l’avevo già scritta e mi sono dimenticato… quella del MURO del lago di Como la ricordo… si bisognava fare così! Adesso in compenso i lavori sono fermi, ma abbiamo il monumento di Libeskind! Bellissimo per alcuni, cacata per altri… a me non dispiace, poi col tempo si si abitua a tutto (si saremmo abituati anche al muro, se quel pensionato non avesse rotto le… uova nel paniere!)… 🙂

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