Bromuro

Ai miei tempi per molestare le tedesche non c’era bisogno di andare fino a Colonia. Venivano qua di loro spontanea volontà ben sapendo quello che sarebbe loro accaduto, e se non fossero state molestate almeno un po’ ci sarebbero rimaste  male.

Colonia è una bella città della Germania Ovest. Ci sono stato di passaggio verso l’Olanda qualche anno fa (chi ne avesse la curiosità potrà leggerne la cronaca qua) in vacanza in agosto, e la città mi era piaciuta molto: il maestoso Duomo, il curatissimo e invitante lungo-Reno con tanti locali per mangiare e bere, la città vecchia con il bel municipio, il più antico della Germania. La città è stata pesantemente bombardata nella seconda guerra mondiale: gli operosi teutonici hanno ricostruito tutto com’era e dov’era. Ricordo che appena iniziato il nostro giro di visite ci fermammo presso un carrettino  per ristorarci con un Berliner, il bombolone tipico ripieno di tanta marmellata: l’eccesso della quale rotolò sulla maglietta immacolata costringendomi a girare impataccato tutto il giorno. La cosa non dispose bene il mio animo; per fortuna poco dopo ci fermammo ad un chioschetto e conobbi la birra tipica, la Kölsch, che servono in bicchierini da 0,2 l, che costava ridicolmente poco. L’animo, dopo un paio o forse tre bicchierini, si rasserenò.

La calata estiva delle tedesche, diciamo delle nordiche in generale, molto più avanti in fatto di emancipazione sessuale, destava sempre una certa attesa speranzosa. Non so se sia mai stato misurato il livello di testosterone presente in una caserma, con centinaia di ragazzi di venti anni che in larga parte non erano mai usciti di casa ne tantomeno avuto rapporti sessuali se non con se stessi: per questo si diceva che al latte della colazione venissero aggiunte abbondanti dosi di bromuro per raffreddare i bollenti spiriti, ma non posso confermarlo.

I prodi soldatini, l’ho già detto da altre parti, per essere molesti erano molto molesti, sia fuori che dentro la caserma; ma sapevano bene che c’era un limite tra l’importunio e l’allungamento non autorizzato delle mani, se non di altro. Anche se, diciamocelo, non è che per allungare le mani si possa sempre chiedere il permesso. Specialmente se si era in uno contro uno a volte ci si sentiva anzi in dovere di provarci, magari lei se l’aspettava e si sarebbe fatta la figura del fesso se non peggio: se la và, la gà i gamb, altrimenti si prendeva il meritato schiaffone e si batteva in ritirata. Ma quando la proporzione tra assalitori e difensori non veniva rispettata, la cosa allora come oggi era grave e dalla molestia si passava alla vigliaccheria.

Posso testimoniare che in nove mesi di servizio militare a Rimini, come sottotenentino, non arrivò mai in caserma una denunzia del genere: anzi da ufficiale di giornata, che è quel valoroso che a turno con altri valorosi indossa una fascia azzurra a bandoliera e in virtù di ciò controlla che le sentinelle non si addormentino permettendo così intrusioni o evasioni (nel nostro caso non si trattava di carcerati ma di artiglieri che avrebbero gradito prolungare la libera uscita); vigila inoltre sull’ordinato rispetto della coda in mensa (-“E state in fila, coglioni! Che cazzo fate voi due? Muccillo, lascia stare a Francia!” – “O tenè, ‘stu fitusu voli passari innanzi. A mia nuddu me passa innanzi!” -”Francia, ‘mo sò cazzi tua. Muccillo tienilo, che lo piglio a calci in culo” _ noterete l’elegante intercalare virile, indispensabile per farsi comprendere da tali cercopitechi_ ) e schiera al più presto la guardia per rendere i saluti a qualche pezzo grosso in visita (facendo finta di cadere dalle nuvole, quando in realtà sarà stato avvisato almeno una settimana prima);  in questo periodo, dicevo,  gli unici reclami furono di due vichinghe alla ricerca di due intraprendenti camerati, o in linguaggio più politicamente corretto commilitoni, che le avevano sedotte,   consenzienti e soddisfatte precisiamo,  rilasciando precauzionalmente false generalità. Mazzini Giuseppe e Foscolo Ugo avrebbero dovuto insospettire le due biondone, secondo me: ma evidentemente non era la cultura classica il loro forte. Anche l’identikit fornito non fu esauriente (non molto alti, occhi scuri, capelli neri, pelle scura: mezza caserma rispondeva alla descrizione e io stesso a parte il colore degli occhi da abbronzato sarei stato un sospetto) e la ricerca non diede quindi risultati. Lo dico solo per la cronaca, l’occupazione principale della guardia quando non era in giro a fare ispezione era quella di sfogliare giornaletti sconci.

Fra qualche giorno a Colonia ci sarà il Carnevale, uno dei più belli di Germania, e visto quel che è successo a Capodanno mi permetto di dare un suggerimento alle autorità preposte: usate il bromuro. Mettetelo dove volete, nei Berliner, nella Kölsch, nei Kebab, ma usatelo: meglio prevenire che curare.

(80. continua)

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8 pensieri su “Bromuro

  1. Splendida la tua lettura: la trovo ironica al punto giusto. E’che non riesco a togliermi dalla testa che in, in questa storia, ci deve essere qualcosa di più di eccessi in libera uscita di militari dal testosterone a mille… Ma solo il tempo riuscirà a dire…..
    Un caro saluto…….

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    • Anch’io ho tanti dubbi, e l’ho voluta prendere alla leggera apposta… di sicuro stanno arrivando da anni ragazzi di 20 anni, profughi e no, e il loro nord siamo noi… non possiamo nasconderci che tanti hanno una certa idea della donna, per ragioni culturali e per qualcuno per motivi religiosi… qualcuno invidia il nostro modo di vivere, qualcuno non lo approva.. qualcuno considera le donne (di questo nord ) alla stregua di donnacce, o quantomeno di facili costumi. In più arrivano e spesso sono parcheggiati, non hanno niente da fare… e la cosa più pericolosa e’ avere ragazzi di 20 anni che non hanno niente da fare… specialmente quando anche i “nostri” non hanno niente da fare… cerco di sorriderci, ma non sono tranquillo tranquillo. Manca la politica! E la volontà e capacità di governarli, i fenomeni, e non solo subirli…

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  2. Non mi pronuncio in merito avendo approivato nei vostri commenti molto di quello che penso, però credo che ci sia ben altro…sdrammatizzare, ironizzare va bene, ma la guardia non si può abbassare. Per un motivo o l’altro, molte battaglie delle donne e della libertà sarebbero vanificate.

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    • Assolutamente d’accordo. Il discorso è lunghissimo e articolato ed infatti i media ci inzuppano il pane da giorni. Spero che le autorità tedesche facciano luce al più presto, perché più tempo passa e più danni si fanno. Oggi ho letto un bell’articolo della Camusso, sul fatto che sulla questione femminile come questione di progresso e democrazia sembra che nessuno faccia più caso, nemmeno la sinistra (forse distratti da questioni più glamour come i matrimoni e le adozioni gay); io aggiungerei quasi che nemmeno le donne ci fanno più caso, se non per slogan quando succedono fattacci. Ho sentito una risposta equilibrata della Maraini, che dice: non generalizzare ma colpire gli individui che hanno commesso reati, e rimandarli a casa anche se profughi. Sono d’accordissimo. Ma se si confermasse che le azioni sono state pianificate e preparate saremmo ad un livello di scontro che renderebbe difficile continuare a ragionare sui singoli, ma bisognerebbe ragionare (e forse finalmente, dico) sul nostro sistema di accoglienza, su chi ci stiamo portando in casa e se non siamo i soli a parlare di integrazione, mentre magari chi arriva di integrarsi non ci pensa nemmeno…

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  3. Ad un consulente, che molti anni fa mi aiutò nel mio primo lavoro da programmatore, la ditta per cui lavorava gli affibbiava sempre dei giovincelli da portarsi dietro e ai quali insegnare il mestiere… Solo che tali giovincelli, come i tuoi militari, avevano sempre la testa e il resto “altrove”… A un certo punto il consulente si arrabbiò e chiese alla ditta che quelli che lo avrebbero affiancato non dovevano avere “grilli per il capo” e perciò li richiese con le seguenti caratteristiche:
    1) sposati
    2) con figli (minimo 2)
    3) mutuo ventennale a carico
    A volte un mutuo e delle bocche da sfamare sul groppone, valgono più del bromuro….

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