Affittasi utero

Non avendo alcun titolo per esprimermi nel merito di questa questione, ovvero se sia lecito permettere anche in casa nostra quello che già da altre parti del mondo è concesso, dove la fattispecie consiste nell’ affittare un pezzo di corpo di una donatrice per i pochi mesi necessari al concepimento di un bambino dopo di che il nascituro rimarrebbe agli affittuari mentre alla locataria (necessariamente di sesso femminile, almeno per ora) verrebbe restituita la possibilità di fare del proprio utero quello che meglio crede, mi permetto comunque di manifestare qualche dubbio.

Non mi è ben chiaro in questa transazione quale sarebbe il ruolo dell’uomo: se partecipi attivamente alla scelta della donatrice ed alla successiva fecondazione, se si limiti a fornire una o più dosi di seme oppure se il contratto preveda che la generosa incubatrice scelga da se stessa il partner, ed in questo caso se gli affittuari abbiano la possibilità di indicare un gradimento o addirittura accampare un diritto di veto.

Anche dal punto di vista del diritto del lavoro l’inquadramento sarebbe controverso: si tratterebbe di lavoratrici autonome o dipendenti a tempo determinato? Le tariffe rispettano le tabelle nazionali del comparto metalmeccanico, o data la natura sociale la prestazione può essere equiparata al trattamento del pubblico impiego?  E, visto che l’articolo 18 che prevedeva il reintegro è stato eliminato dal grazioso governo Renzi-Confindustria, che succederebbe  in caso di licenziamento? E a chi spetta l’indennità di maternità, all’affittata o all’affittuaria? O prima all’una e dopo all’altra?

L’unione dei consumatori avrebbe qualcosa da dire, e probabilmente vi andrebbe dedicata qualche puntata di Report. Ad esempio, in questi casi si applica il diritto di recesso? Se il prodotto non rispetta le attese, può essere reso al produttore? Ed in che misura può non rispettare le attese? L’acquirente può controllare la filiera, ovvero risalire l’albero genealogico della produttrice di qualche generazione? E nel caso la consegna non avvenga nei tempi previsti, può essere applicata una penale? E se invece di un bambino ne nascono due o più contemporaneamente, che si fa?

Non voglio dibattere se sia etico o morale comprare o vendere un corpo umano, o se sia da considerare più mamma chi il bambino lo dia alla luce o chi lo accolga e gli voglia bene. Corpi umani si vendono e comprano tutti i giorni, anche a pezzi ed anche a poco prezzo; alcuni corpi addirittura non hanno nessun valore; e di bambini figli di genitori non “naturali”, se la parola ha un senso, ce ne sono a milioni.

A ben vedere, di bambini in vendita ce ne sono sempre stati; specialmente in periodi grami come potevano essere quelli di guerra, di storie di povere donne che davano i figli a coppie facoltose, in cambio di un piccolo tornaconto per loro e una speranza di vita migliore per il figlio, ne giravano a bizzeffe. In genere però si trattava di bisogno, non è che si scegliesse come professione lo sfornare figli , a mo’ di panettiere, per conto terzi.

Ricordo con nostalgia quando, da adolescenti degli anni settanta, sentivamo scandire (in televisione) lo slogan “l’utero è mio e lo gestisco io”. Devo dire che all’epoca avevamo una vaga idea di dove si trovasse, ‘sto benedetto utero; già fantasticavamo su organi più esterni, figurarsi quelli più nascosti.

Certo fa un po’ impressione vedere come quello slogan, che all’epoca veniva usato per rivendicare non già la supremazia ma addirittura l’esclusività nel decidere tempi e modi per la procreazione, in tempi di consumismo venga distorto per sostenere che, assodato ormai che l’utero è mio, lo possa usare come voglio e quindi anche per fabbricare figli e venderli al migliore offerente.

Ci sono dei bisogni, delle sofferenze, su cui non si può banalizzare o scherzare, e sicuramente uno di questi è il desiderio di maternità. Ma, mi chiedo, sul pianeta siamo già sette miliardi, ed a breve arriveremo a nove sempre che Erdogan non continui a stuzzicare Putin e questo giustamente non gli tiri in testa qualche bomba atomica, è proprio necessario comprarseli i bambini? Non ce ne sono già abbastanza in giro? Come si fa ad essere contenti che il governo cinese, per dire, abbia tolto il limite di un figlio a coppia quando sono già un miliardo e quattrocento milioni? Mi sembra per lo meno incauto. E se si mettessero a produrli anche loro, e magari ad esportarli col marchio Made in RPC? Staremmo freschi…

(75. continua)

femministe

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43 pensieri su “Affittasi utero

  1. Sinceramente non riesco a pronunciarmi sulla cosa: credo che le motivazioni vadano vagliate caso per caso. Non si può generalizzare in situazioni piuttosto delicate come quelle che coinvolgono la maternità. Lo spettro è amplissimo, si passa dalla soppressione del nascituro alla necessità patologica di dare sfogo al proprio istinto materno. Allo stesso tempo è anche vero che c’è un certo impazzimento nelle politiche demografiche dei differenti paesi.La Cina ha applicato rigidamente un meccanismo repressivo che ha ingenerato una situazione insostenibile nel lungo periodo. La predilezione dei cinesi per i figli maschi ha fatto sì che ci fosse uno sbilanciamento dei numeri verso questo genere, oltre che a creare un vuoto tra generazione e generazioni, tanto che saranno in pochi a dovere pagare le pensioni di tantissimi vecchi nel prossimo futuro…E’ per questo che il governo ha dovuto liberalizzare il numero di figli per coppia…..
    Bel post, giocato con il giusto distacco e quel filo di ironia che fa sempre piacere…
    Un caro saluto

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    • Anch’io sono piuttosto perplesso… queste cose le vedevamo solo nei film ed erano considerate le solite “americanate”; io poi faccio parte della generazione del boom, di bambini non ne mancavano di sicuro… certo che il tutto sa molto di mercificazione… sulle regole un pò scherzo e un pò no: se mai dovesse passare una cosa del genere dovrebbe essere super-regolata o lasciata alla “libera contrattazione”? Gli avvocati si fregherebbero le mani… per i cinesi ho seguito anch’io l’iter che li ha portati a liberalizzare, ma non lo approvo. Non è che possono riempire tutto il mondo ‘sti cinesi, si diano una regolata! 🙂

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      • Il mondo cambia e noi con esso. Non è detto che si cambi in meglio,come non è detto che lo si faccia in peggio: anch’io non approvo queste cose. Ma probabilmente non sono nell’ordine delle idee. Bisognerà vedere in futuro… I cinesi si sono visti sull’orlo del baratro: come biasimarli? Non è facile gestire una mole simile di popolazione. E nel prossimo futuro rischiano un disastro demografico di quelli epici. Anche qua sarà tutto da vedere…

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  2. C’è ancora molto egoismo in quelle persone che vogliono vedere nei figli la continuazione di se stessi e programmare un futuro a lungo termine che loro non potranno più avere. Come se i figli fossero davvero il prolungamento del proprio essere e ne sono convinti anche. Questa gente che fa figli per egoismo non merita i figli che ha. Però debbo dirti che io personalmente non amo le limitazioni, di qualsiasi tipo di limite si tratti. Quindi la libertà di fare un figlio o no secondo me è pur sempre una libertà che va rispettata e data.

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    • Si, spesso nei figli si proiettano aspirazioni e frustrazioni.. e succede anche per i figli che si “fanno” in proprio… ma farseli fare addirittura non so… possono esserci motivi seri, non lo nego; ma dove c’è compravendita è una cosa che faccio fatica ad ammettere e accettare. Per i cinesi pur comprendendoli sostengo che siano già abbastanza. Temo che il loro naturale desiderio di moltiplicarsi cozzi alla fine con la libertà degli altri…

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  3. Personalissima e controversa la questione, verso cui ognuno di noi si pone e recepisce in base alla propria sensibilità e cultura…
    Personalmente è una scelta che noi farei neanche per sopravvivenza, ma, ribadisco, è tutto molto opinabile; quello che invece non dovrebbe mai essere presciso, è il benessere ed il futuro del nascituro… Il punto fondamentale è che queste scelte oggi non si fanno nell’interesse del bambino, che diviene strumento, ma esclusivamente in considerazione dell’ego di donatore e ricevente….
    Brutto mondo, hai ragione Giorgio carissimo… una buona serata..

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    • Andrea tu come sempre sei bravissima a mettere a fuoco la questione… non si tratta di un’adozione, che riempie un vuoto ed è (dovrebbe essere) un vantaggio per il bambino… qui si instaura una trattativa commerciale per soddisfare un proprio bisogno.Poi magari il bambino sarà amatissimo e starà benissimo, e sarebbe stato un peccato se non fosse nato, ma… bho, non ci capisco più niente.

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      • ..e chi mai può capirci qualcosa?
        sono questioni di una tale profondità emotiva da rasentare l’assoluto: etica, morale, religione (conta anche quella), egoismo, egocentrismo (che, come si sarà intuito, per me sono cose differenti), bisogno di affermare la continuazione del proprio DNA, filantropia deformata, moda, utilitarismo, commercio, realizzazione personale, questioni ereditarie e dinastiche, invidie, paure, tutto questo e altro ancora contribuisce e influisce nel determinarsi di una tale scelta esistenziale, indifferentemente se in dare o in avere, ma, sicuramente, l’unica cosa che non c’è è l’amore incondizionato verso quest’altra creatura che nasce che, come dicevo, rimane mero strumento…..
        Per come la vedo io, e mi scuso a priori se l’opinione può dare fastidio ad alcune sensibilità, sarebbe stato, quand’anche comunque opinabile, molto più sensato smettere tutti di fare figli ed adottare tutti gli orfani in circolazione, dimostrando sì, in quel caso, un amore totale ed incondizionato al di là di se stessi….
        La mia è indubbiamente una forzatura, ma fra due gesti estremi, meglio un’estremismo di sostanza che di forma…

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        • Finora lo scenario era: il figlio non viene, proviamo con l’inseminazione artificiale. Non si può, o non funziona: ci si rassegna, o si pensa all’adozione (passo non facile anzi molto difficile). La scorciatoia quindi ora sembra: perché devo stare a penare con bombardamenti di ormoni, o pratiche burocratiche estenuanti, quando posso trovare una donatrice sana (importante!) che porta avanti la gravidanza al posto mio e poi mi lascia col figlio desiderato? Messa così sembra persino sensata (dal punto di vista di chi compra). Ma da quello di chi vende? Come fa a crescere una vita (concedimi questa caduta retorica) pensando al momento di liberarsene e magari ricominciare con un’altra? Mistero. Magari fra qualche anno non ci sarà nemmeno bisogno di una donatrice, si farà tutto in laboratorio e via. Moratoria delle procreazioni? Io ho già dato, quindi non posso pronunciarmi… posso parlare della difficoltà e della fatica dell’adozione per esperienze vicinissime, e per tentazione respinta… ma un’altra volta, va.

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    • Caro Giorgio, mi ritrovo con il commento d’Andrea. Hai, indubbiamente lanciato col tuo articolo una questione davvero difficile da sciogliere, in cui tra posizioni personali anche conflittuali le une con le altre, spesso si perde di vista, come dice Andrea, proprio la creatura che si mette al mondo, la responsabilità che abbiamo verso questa creatura già prima che nasca. Non mi dilungo, perché io stessa mi interrogo ancora, e personalmente non condivido questa pratica, non ne sento un’esigenza biologica se c’è un’esigenza di ereditarietà in questo senso, non so. Di mio sarei portata, potendo, a scegliere di adottare un bambino, non potendo concepirne, qualunque sia il motivo, uno nel modo più semplice. Ma sono considerazioni personali, certo. Forse di fronte a queste cose il ragionare per assoluti e astrazioni funziona poco, ma anche il rimanere nel personale può essere limitato. Insomma… un bel riflettere: facendo i conti con la vita innanzitutto, a mio avviso, forse anche fuori da ogni etica, morale, non so.
      buon fine settimana
      dora
      (non mi rileggo, perdonate strafalcioni e sconnessioni

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  4. L’utero in affitto è qualcosa che non riesco proprio a mandare giù, ne penso tutto il male possibile. E mi chiedo dove siano le femministe: perchè non si indignano per le donne ridotte a incubatrici? Forse perchè non sta bene oggigiorno chiudere questa via alla genitorialità omosessuale (maschile)?
    La politica del figlio unico ha creato grandi squilibri fra i generi… Per questo sono contro le megapianificazioni, dimenticano sempre qualcosa, perchè ci sono troppe variabili da considerare…

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    • Ciao Ivano, in effetti ho scritto questo pezzo proprio perché avevo letto della protesta delle femministe su questa possibile apertura, sono ovviamente contrarissime alla ennesima mercificazione del corpo femminile. Anch’io sospetto che dietro ci sia qualche lobby che stia cercando di far passare dalla finestra quello che per ora dalla porta non entra. Sulla Cina non mi convinci… sono troppi! E la pianificazione aveva creato si degli squilibri, ma con un senso: se ci sono troppi uomini anche i bambini futuri diminuiranno, mica si possono fare i figli tra di loro (ancora). Niente contro i cinesi, eh! ma una regolatina per i prossimi 40-50 anni dovrebbero darsela… altrimenti altro che 9 miliardi! 🙂

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      • La sovrappopolazione è un problema, sicuramente, anche se la povertà diminuisce sempre più nonostante l’aumento delle persone, quindi un po’ di fiducia nel progresso (ops parolone! Scusa… 😉 ) ci vorrebbe. Comunque per come la vedo io uno Stato che mi impone quanti figli io possa mettere al mondo è uno Stato che è andato ben oltre le sue competenze… (Immagina che bello vivere in un posto nel quale le donne sono molte meno degli uomini…)
        Ogni bene 🙂

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  5. Caro Ivano, sul progresso sono come Pasolini: credo nel progresso, ma non nello sviluppo. In questo sviluppo. Nutro dei sinceri dubbi sul fatto che si stia progredendo, non a caso non mi sento parte di questo secolo. Sulla diminuzione della povertà non sarei così sicuro; ti rimando al rapporto Oxfam che dice che le disuguaglianze tra chi sta bene e chi sta male sono cresciute negli ultimi dieci anni, e persino negli anni di crisi c’è chi ci ha guadagnato. Sulle competenze dello Stato sono d’accordo in astratto, ma qui stiamo parlando della Cina, praticamente un continente: se ogni coppia facesse 4-5 figli non so quanti negozi di parrucchieri dovrebbero aprire qui da noi, o di massaggi? 🙂 un caro saluto

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    • Le diseguaglianze aumentano? I poveri sono comunque sempre meno, e sempre meno poveri. E se guardassimo a periodi più lunghi, c’erano meno diseguaglianze cinquant’anni fa? E cento? Chiaro che il mondo non è perfetto, che non esiste un “sistema” perfetto… (e un’uguaglianza nella povertà io non la trovo così attraente…)
      Saluti e ogni bene 🙂

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  6. Divertente il post!
    E divertente qui non sta per banale.
    Al di là delle tesi da te sostenute che peraltro condivido e al di là di come uno comunque possa pensarla come vuole, cruda o cotta (fanatismi però ben dosati!) – trovo lodevole da parte tua affrontare delle questioni, cosa che i blog in giro pare evitino accuratamente in cambio di sfoghi personal-sentimentali.
    PS: la leggerezza condita di ironia mi rende digeribili post per la cui lunghezza altrimenti passo oltre volentieri 🙂 Sono, ahimè, un individuo del secolo scorso ma con la compulsività del 2020 e oltre 🙂
    A presto!

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  7. Argomento delicatissimo e controverso.
    Personalmente sono una mamma che per diventarlo ha sofferto, anzi non dovevo esserlo per la medicina, ma poi. La sofferenza c’è stata, ci erano strate proposte un’infinità di sistemi per avere stò figlio, ma sinceramente quelle “esterne” le abbiamo scartate. Mai avrei potuto pagare una donna per questo, mi sembra un mercato sulla pelle del bambino, la donna coinvolta meno, è una sua scelta logica, ma il bambino mi sono sempre domandata, che cosa subisce? Un odore e poi ne trova un’altro? Una voce e poi ne sente un’altra?….Si può pensare che poi il bambino non ricorda nulla, ma così non è, la scienza stessa lo dimostra. Non sono contraria a chi usa tale metodo, la libertà individuale è prioritaria, ma non sono d’accordo.

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    • In effetti c’e’ anche quella, di questione… quel bambino un giorno verra’ a sapere di aver avuto un’altra mamma? O meglio, la mamma e’ quella che l’ha tirato grande, ma quella che l’ha partorito come si puo’ chiamare?

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  8. Caro Giorgio noto che ti sei messo ad affrontare un tema molto complesso.Meno male che la tua ironia stempera molto il tutto. Che dire? Mi pare tutto sia stato detto con molto garbo e intelligenza. Posso solo aggiungere a titolo personale che mai avrei potuto, anche con un desiderio smisurato di divenire madre, laddove ”madre natura” non me lo avesse concesso, ricorrere a tali mezzi. Per principio, per non sopportare l’idea di dover ricorrere ad un utero non mio, non sentirmi madre fino in fondo e sapere che quel figlio è cresciuto non dentro me. Chi poi garantisce che un domani chi l’abbia partorito, quel figlio,.non voglia riaverlo per sè? Troppi scottanti problemi mio caro Giorgio, e con tutte la complicanze che ne possono conseguire, non è meglio forse l’adozione? Non che sia semplice ma ho sempre pensato che la maternità è dare prima di ricevere. Un caro abbraccio. Isabella

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    • Cara Isabella si, mi sono “allargato” un po’ troppo, me ne accorgevo gia’ mentre scrivevo, ma ormai era fatta. Problemi enormi che un secolo fa non avrei mai pensato che ci saremmo trovati ad affrontare! Quello piu’ mi sconvolge e’ il tentativo di far passare per liberta’ sessuale, o liberta’ tout court, la vendita (perche’ di questo si tratta alla fine) di un figlio. Non so, lo trovo osceno. Era questo il futuro che immaginavo a vent’anni? No, decisamente no. Un abbraccio!

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      • Purtroppo e a malincuore debbo convenire con te. Non era questo il futuro che immaginavamo. diventato ora ahimè un presente di cui volentieri farei per certe cose,e questa è una di quelle, a meno. Ti abbraccio anch’io e auguri per domani anche ai tuoi cari. Isabella

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  9. Condivido tutte le perplessità espresse dall’articolo e dai vari commentatori. Con tutti gli orfani che ci sono nel mondo e che potrebbero essere adottati ed avere un futuro migliore, la scelta dell’utero in affitto mi sembra la più egoista ed idiota di tutte.
    Purtroppo se chi la dovrà approvare ci intravederà un business, sicuramente questa varrà approvata e magari lo Stato ci metterà pure una bella tassa, che io chiamerei…. I.M.U. (Imposta Mercificazione Utero)

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  10. Ciao a tutti…
    Wow… ho letto tutto l’articolo e tutti i commenti d’un fiato. E concordo con tutti voi.
    Io, nella mia modesta esperienza, sono anni che provo a diventare mamma, ma qualcosa evidentemente lo impedisce. Ho avuto tre aborti spontanei.
    Sono stata male fisicamente e mentalmente non ne parliamo neanche. Ma mai, mi è passato per la testa di affittare l’utero di una terza persona per avere finalmente un bambino tra le braccia.
    Vuoi la mia natura romantica, ma per me già il concepimento di questa creatura è un qualcosa di meraviglioso. Essere consapevoli del fatto che l’amore tra due persone porti i suoi frutti.
    L’emozione di fare il primo test di gravidanza nel bagno di casa assieme al tuo compagno. La prima ecografia e la felicità di commuoversi insieme nel vedere quel fagiolino crescere di mese in mese.
    Vedere la tua pancia crescere, il tuo corpo cambiare. Potrei stare qua tutta la sera a dire tutte le emozioni meravigliose che si perdono nel far partorire TUO figlio ad un’altra!
    No,no…Non lo concepisco proprio, nonostante io sia una di quelle che avrebbe bisogno di un utero sano per realizzare il suo sogno.
    Evidentemente non è nel mio destino per adesso. Forzare le cose, non credo sia sempre un bene!

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    • Ciao crazyvery, grazie di essere passata di qua e aver condiviso con noi la tua esperienza! Riconosco che, da uomo, posso capire solo parzialmente le emozioni e gli stravolgimenti che subite durante la gravidanza. Questi stati d’animo di sicuro non si possono surrogare! E purtroppo nemmeno le delusioni e le perdite. Ad di là dello stile un pò ironico del mio post, devo dire di essere abbastanza combattuto. Se una donna, una coppia anzi, patisce così tanto questa mancanza, e non è pronta o è spaventata dall’adozione (che non è una passeggiata di salute, ho esempi concreti molto vicini…), è giusto impedirglielo? D’altra parte si aprono scenari inquietanti di sfruttamento, mercificazione, di selezione eugenetica (se mi faccio “fabbricare” un bambino lo vorrò con certe caratteristiche?). Visto che per me ormai l’argomento è solo accademico, sarete voi dirette e diretti interessati che dovrete affrontarlo… intanto ti auguro di poter coronare il tuo sogno! Un abbraccio.

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      • Per me è davvero liberatorio condividere le mie esperienze con voi! Belle o brutte che siano,
        A volte è più facile parlare con chi non si conosce, che con le persone che ti stanno accanto quotidianamente. Quindi grazie mille a te e a tutti i lettori! 😀😀😀

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