Sono un ossimoro

Non sono un intellettuale. Non ci sarebbe bisogno di puntualizzarlo dato che chiunque se ne può render conto da solo leggendo tre o quattro delle mie righe; comunque voglio ribadirlo, nel caso qualcuno ravvisi che mi stia montando la testa.  A volte anzi mi sento un analfabeta di ritorno: l’altro giorno ad esempio stavo preparando un quizzetto per allietare una cena elegante (in mancanza di consiglieri regionali abbigliati da crocerossina), Chi vuol esser medievale, e mettendo giù delle domandine che dei ragazzi delle medie, ed anche delle elementari di una volta, avrebbero indovinato ad occhi chiusi, ho dovuto ricorrere alla consultazione di wikipedia; poi per ringraziare gli estensori dell’enciclopedia on-line  ma soprattutto per punirmi ho lasciato loro una donazione (piccola).

Aggiorno quanti non hanno più in casa ragazzi frequentanti la scuola dell’obbligo: ora la storia si studia in una successione che va dalla terza elementare alla terza media. In sintesi, i bambini finiscono le elementari e ignorano non dico chi sia stato Napoleone, ma anche Carlo Magno e persino Garibaldi. Il Medioevo, ad esempio, si studia solo in prima media: questa assurdità si deve alla riforma dell’allora ministra Moratti, poi dimenticabile sindaco di Milano.

Se fosse in mio potere, prendetela pure come poca stima per il ceto politico emerso dopo la caduta del mai troppo poco rimpianto muro, cancellerei con un deciso colpo di spugna tutte le leggi partorite dal 1994 in poi, negli anni della cosiddetta seconda repubblica , a prescindere dal colore e orientamento dell’estensore; anzi cancellerei  in toto la seconda repubblica e riporterei  la situazione allo status quo ante, in attesa di ripartire dalla terza repubblica. Purtroppo non cambierebbe molto, perché percepisco una coscienza collettiva abbastanza corrotta e temo che in poco tempo saremmo punto e a capo; certo che quando si levano statisti del calibro di un Renzi, Verdini o Alfano, e prima di loro D’Alema, Berlusconi e Calderoli, e progettano  (minacciano) cambiamenti alla Costituzione scritta da De Gasperi, Nenni e Togliatti, sento prudermi dappertutto e specialmente dalle parti dei palmi delle mani.

Ammetto senza farne motivo di vanto di non essere un pozzo di scienza: non so niente di filosofia, di greco, di matematica, e di mille altre discipline classiche o scientifiche; essendo curioso di tutto non mi intendo veramente di nulla; faccio mille cose senza pretesa alcuna di padroneggiarne veramente una. Prendete la scrittura: ogni volta sono assalito da dubbi grammaticali, e mi chiedo se in quel dato periodo non sarebbe stato meglio usare un congiuntivo al posto del  condizionale. Risolvo da orecchiante: 9 su 10 va bene, ma non è sempre detto.

Sono un pigro esagitato, la mia anima se ne starebbe in panciolle sul divano con un bel libro giallo ed un bicchiere di vino:  convive però con un cervello che cento ne pensa e di conseguenza mi impedisce di concentrarmi su una sola stupidaggine alla volta. Fortunatamente questa modalità multitasking sembra attivarsi solo per le quisquilie; dev’essere una forma di sfogo che mi permette poi di dimostrare rigore, affidabilità e soprattutto modestia nelle cose serie; o semplicemente sprecando tante energie in cose futili mi trovo poi giocoforza a doverle centellinare per quelle utili. Anche la memoria è fatta a modo suo: mi capita ad esempio di ricordare benissimo delle notizie di gossip anche non recentissime, e di confondere invece eventi e personaggi storici famosi.

Sono un timido esibizionista: me ne starei volentieri in un cantuccio a farmi i fatti miei, e mi ritrovo alla ribalta negli ambienti più improbabili, tirato per la giacchetta solamente per il fatto di non aver più vergogna di parlare in un microfono. A tal proposito, non so se avete notato anche voi come spesso non siano i più meritevoli a primeggiare, ma quelli che hanno la faccia tosta di alzare il ditino e parlare in pubblico. Lo dico sempre ai ragazzi del teatro: vedrete che due belle uova in faccia oggi vi saranno utili domani. Se non altro una frittatina può sempre venir fuori.

(72. continua)

Nicole-Minetti

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20 pensieri su “Sono un ossimoro

  1. Come non sottoscrivere persino le virgole di questo tuo scrivere? E’ quel che dico sempre e sottolineo, a coloro che si meravigliano, magari presi da sacro furore del cambiamento: siamo la patria del Gattopardo, il resto sono puri esercizi accademici di ordinario opportunismo trasformistico…
    Un solo appunto: se è vero che, tutte queste riforme istituzionali in cantiere, vogliono essere il tentativo per restaurare il regno d’Italia agli albori dell’unità, che lo dicano pure. Invece di spacciarle per modernizzazione della democrazia. Poichè costoro non sanno nemmeno cosa voglia dire la parola in sè. E, se lo sanno, fanno finta di non saperlo…
    Un caro saluto……

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    • silviatico carissimo, sono anni che ci spacciano le riforme costituzionali, e poi le riforme elettorali, per modernizzazione del paese. Con questo ritornello per ogni fallimento c’era pronto il ritornello: le istituzioni sono vecchie! Abbiamo le mani legate! Hanno voluto il maggioritario perché, dicevano, c’era troppa frammentazione: e c’erano 6 partiti e tutti popolari. Ora ce ne sono una miriade e tutti personali (compreso quello dell’attuale premier, che l’ha scalato come una azienda decotta e ne ha cambiato la ragione sociale in quattro e quattr’otto). Hanno voluto il sindaco eletto dai cittadini per poi farlo fuori quando vogliono loro (vedi Marino, aldilà dei meriti o demeriti personali). Hanno cominciato a tagliare i costi della politica non dall’alto ma dal basso, togliendo le circoscrizioni! Che quanto costavano sul totale, e permettevano almeno di dire la propria su quello che capitava nel quartiere? E mi fermo qua, che ricominciano a prudere le mani…. 🙂 un abbraccio, Giorgio

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      • Fa piacere e dolore allo stesso tempo sentire che si sta sulla stessa onda di sofferenza… Ma la cosa che mi fa più imbestialire è che,quando ti trovi a parlare con qualche pasdaran del Renzi, ti dice pure che è il popolo a volere le riforme costituzionali: come se loro avessero il filo diretto con la pancia e col cuore delle persone. Per quanto mi possa dispiacere, ho dovuto ricordare che rimarranno da soli a votarsi alle prossime elezioni. Perchè avranno acquisito qualche voto dai faccendieri che si dicono liberisti e democratici,ma avranno perso una buona fetta di voto popolare. Come in Polonia, la gente qua ama il populismo che almeno ti getta l’osso, non certo il liberismo che ti spoglia pure di quei pochi quattrini.Vendendoti che la ripresa è vicina, anzi è arrivata già….
        Una magica serata a te e grazie infinite per la discussione…
        Salvatore.

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  2. c’è un punto molto importante, al di là di tutto: alimentare nei giovani (e nei meno giovani) la curiosità, perché, a mio avviso, senza curiosità non c’è apprendimento e la cultura diventa cosa sterile
    buona serata, Giorgio

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    • Hai ragionissima Dora! Non si può insegnare annoiando… bisogna proprio stimolare la voglia di imparare. Tantissimi professori e maestri ci riescono, fortunatamente. E’ anche difficile, sicuramante più difficile che ai miei tempi, quando lo studio era visto come lo strumento di promozione sociale per eccellenza, e non c’erano tante distrazioni! E se guardiamo, c’era molto più rispetto e considerazione anche verso chi aveva il compito di educare… ciao Dora

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  3. oltre a prudere le man mi sento su una ripidissima discesa e forse sono gli “ignoranti consapevoli”, come mi sento anche io, gli unici che permetteranno di salvarci dalla deriva….
    Diamo la sveglia ai giovani, rendiamogli la voglia di sperimentare, conoscere, cercare strade nuove e concrete…

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    • Ah, ah, Andrea, hai ragione! Tra i tanti gesti inconsulti che sto per compiere c’è quello di organizzare una castagnata. Che rottura! Mi ero appena liberato da una cena per 80 persone… in verità ero anche un pò preoccupato per Nicole Minetti. Che fine ha fatto? Le mie tasse regionali le hanno pagato parte dello stipendio per cinque anni, avrò maturato qualche diritto o no? E poi c’è anche che da un pò di tempo a questa parte veramente quando vedo certe facce in Tv mi prudono le mani… ma l’ho già detto che non dovrei parlare di politica, che mi avvilisco! Un abbraccio

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      • meglio di no. secondo me con la cultura che hanno oggi farebbero soltanto guai. l’altro giorno mi domandavo se al classico si usa ancora lo splendido libro di testo, veramente un’enciclopedia: Il materiale e l’immaginario. o “storia e storiografia”, un libro pieno di testimonianze da interpretare, di storie vere. mah. non so. non ho figli e non posso giudicare, ma ho una madre ex docente di storia e filosofia che non può nemmeno camminare per le strade di Bari per quanti ex alunni la fermano ringraziandola ancora. fanno i test a risposta multipla?

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  4. Consolati… io è dal 2004 che sono amministrato da Matteo Renzi: prima presidente della Provincia, poi sindaco e ora premier. Ho visto cose che voi non fiorentini non potete neppure immaginare…
    In totale fanno 11 anni di Renzi, in pratica rispetto a te ho viaggiato nel futuro e… giuro che non è stato bello!

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  5. Pingback: España cañí | L'uomo che avrebbe voluto essere grave

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