Non escludo il ritorno

Cari amici del blog, è giunta l’ora di tirare le somme di questo anno passato con voi. Ne sentivate il bisogno? Non credo, ma concedetemene il vezzo. Quando ho iniziato a scrivere questi raccontini avevo ben chiaro in mente che non avrei potuto ne dovuto andare avanti all’infinito. Volevo condividere dei ricordi, degli sprazzi di vita che chiamavo del secolo scorso, inteso come tempo ormai lontano, dimenticato ed oggi forse incomprensibile. L’ho fatto, penso, con generosità: ho presentato me, il mio anzi i miei paesi, la mia famiglia, le mie passioni, tanti amici e tante storie; a volte ho preso spunto da vicende dell’attualità grottesche o farsesche, talvolta  drammatiche. Scrivendole mi sono trovato a sorriderne, qualche volta a commuovermi; l’esercizio quasi quotidiano credo mi abbia fatto bene, non so a voi ma a me pare che la mia scrittura sia migliorata, la trovo un po’ più fluida; ho individuato anche un certo stile personale, che arriva divagando al punto facendo un po’ innervosire i frettolosi: in questo le letture giovanili di Woodehouse e Jerome K. Jerome hanno avuto il loro peso.

Il blog era un mondo abbastanza sconosciuto per me; vi ho scoperto delle belle persone con le quali condividerei volentieri un bel bicchiere di vino rosso contandocela su davanti ad un camino acceso; sarei probabilmente di poca compagnia perché dopo qualche minuto mi addormenterei beato, vi pregherei pertanto di non svegliarmi. Sono sorpreso da quanti poeti ci siano ancora a questo mondo, ed anche della necessità che tanti hanno di mettere a nudo i propri stati d’animo; ho conosciuto persone di grande spessore che,  a rischio di gettare perle ai porci, mettono a disposizione la loro cultura gratuitamente, solo per il piacere di scambiarsi opinioni. Tante storie tristi e tante storie divertenti; con qualcuno il colloquio è quasi giornaliero, e ci si allarma quando per qualche tempo da quelle parti non arrivano notizie…

Voglio rassicurarvi in anticipo, amici: non preoccupatevi per me! Il mio era un contratto a progetto, stipulato tra me e me: ed i progetti, si sa, prima o poi si concludono. A volte finiscono nei contratti a tempo indeterminato ma precario del Jobs Act, ma finiscono. Non male, a mio parere; del resto l’avevo detto di non essere Marina Ripa di Meana!

Potrei andare avanti ancora, perché di storie da raccontare ce ne sono tante e tante ce ne saranno; ma mi sono accorto che quest’impegno mi sta richiedendo un po’ troppo tempo, e semplicemente non ce la faccio più a mantenerlo… ho bisogno di leggere di più, di studiare di più, di informarmi di più, di ascoltare più musica. Tra l’altro anche ripassare l’italiano non mi farebbe male. Continuerò a seguirvi però! Non con l’assiduità attuale, perdonatemi… da programmatore, stabilirò un giorno della settimana e cercherò di mettermi in pari.

Con i social invece sono indeciso… ne riconosco una validità, e forse una imprescindibilità nel mondo odierno, ma sinceramente mi sembra che l’utilizzo stia diventando compulsivo anche per me, e dunque vorrei liberarmene. Non credo tra l’altro che lo strumento mi sia congeniale… voglio dire, lì sopra va bene la battuta, il cazzeggio, la foto, la condivisione di contenuti creati da altri al 90%… ma la discussione non va d’accordo con i tempi social. O sono i miei tempi a non essere social, o sono io che sono a-social, non so.

Niente panico, comunque! I miei lettori più affezionati si dispereranno, ma col tempo se ne faranno una ragione; per gli altri, pur non arrivando ad infischiarmene francamente, sento un po’ meno responsabilità.

Arrivederci dunque, amici. Come ho detto, sto qua, non scappo: pronto con voi a ridere, commuovermi, arrabbiarmi e di conseguenza maledire Gorbaciov.

Poi, siccome come avrete capito non sono proprio un campione di coerenza, non si sa mai; come faceva intendere uno dei nostri più grandi poeti contemporanei, prima di finire caricatura di se stesso nell’immonda trasmissione televisiva Music Farm: non escludo il ritorno.

(69. fine)

califano

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19 pensieri su “Non escludo il ritorno

  1. Mi sembra tutto molto corretto e molto giusto: ti ringrazio inoltre per aver nuovamente sottolineato di non essere Marina Ripa di Meana perché alle volte anche le cose che sembrano piú certe e sicure possono traballare e divenire evanescenti.
    C’è un tempo per ogni cosa. Non si esclude ci sarà nuovamente un tempo per scrivere, quindi chissà, magari ti leggeremo di nuovo.

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  2. per modalità d’uso, per tempo d’utilizzo, e per ogni cosa che possa attenere un blog, io penso che ognuno possa gestire come gli pare nel rispetto dell’uso altrui. Quindi non penso che sei tu a non essere adatto a un certo sistema di comunicazione, ma semplicemente ci stai comunicando il tuo modo d’utilizzo in maniera molto chiara, a mio avviso. I tuoi articoli me li sono sempre lasciati tra gli ultimi da leggere proprio perché richiedevano al lettore di sedersi in poltrona e dedicargli calma tale da gustarseli nel loro ritmo. Non bevo vino o avrei accompagnato la lettura con del buon rosso. I tuoi commenti li ho trovati sempre garbatissimi e carichi d’ironia, quella buona, che fa buon sangue e buon riso, anche tra le catastrofi d’ogni giorno. Insomma.. questo per dirti che sarà sempre un piacere leggerti ogni volta che ti verrà una nuova storia da condividere con noi. Oddio… faro in modo di esserci, perché non posso dire come deciderò ogni giorno io stessa di continuare questo viaggio, per ora quotidiano, di scrittura. Poi… l’apparizione di “una certa Marina” non me la voglio mica perdere!
    A presto ritrovarsi Giorgio 🙂

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    • Cara Dora, sono d’accordissimo con te per quanto riguarda il blog! Anche a me piace sbiarciare i post più brevi e prendermi il tempo che ci vuole con quelli più lunghi… quando ci riesco! Con le poesie a volte mi scervello… cosa avrà (avrai anche) voluto dire? Invece devo dire di essere frastornato e interdetto da Facebook… sento che mi disturba! Sono sul treno ed ho l’impulso di vedere se qualcuno ha messo su qualche stupidaggine. Non è sano! Almeno alla mia età. Ottimo strumento, rimango in contatto (cercando di non farmi scorgere) con i ragazzi più giovani, ma lo trovo al 90% francamente desolante… arrivano 20 condivisioni della stessa melensaggine… nella decisione (revocabilissima, tanto le dimissioni le ho date a me stesso) ha influito molto il fatto che da un mese ho tre libri che devo finire di leggere (tra l’altro uno consigliato da faberex qui su wordpress), e non mi era mai successo finora! E devo preparare anche un quiz sul medioevo! Ah, ah, adesso mi fermo se no scrivo subito un altro pezzo… un abbraccio!

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      • be’ si.. ho capito… in parte accade quel che dici, ma anche per fb dipende dall’uso che ne vuoi fare. Poi ogni tanto, con divertita consapevolezza, io penso pure faccia bene un viaggio stupidario 🙂 è un esplorazione anche quella. L’importante è non restarne imprigionati al limite dell’ossessione. Personalmente uso ormai nulla fb, e ti dirò che lo aprii per necessità lavorative: può essere un ottimo strumento per la circolazione rapida di informazioni su eventi, attività, pensieri, e per avere una visione scorrevolmente panoramica. A me servì all’origine per prendere degli appuntamenti con persone che dovevo intervistare; aprii il profilo proprio per quello. Oggi ammetto l’ho quasi del tutto abbandonato nell’aggiornamento di miei post da quando ho spostato i versi sul sito wordpress, infatti non lo tengo proprio in conto tra i mezzi di contatto perché sarebbe come dire: non mi cercate, non ci sono. Vabbe dai… sarebbe un discorso lungo quello sui social network. Insisto sul fatto che le potenzialità di tali ingegni sono interessantissime. Sull’uso, come qualunque cosa, sta a noi. Ti saluto che mi sgranchisco un po’ testa e gambe in questa giornata piovosa. Fai buone letture e magari proponici il quiz! A presto, dora

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  3. Giorgio, caro amico mio.non posso pensare a questo tuo allontanamento. da qui. Anche se a ben vedere le scelte di ciascuno vanno sempre rispettate. E’ che per me aveva un senso leggerti. A parte la tua bravura nello scrivere ( checchè se ne dica…) era per me piacevolissimo intrattenermi con te a parlare ,ricordando. Tutto ciò che hai scritto sarebbe bello ritrovarlo in un libro, da tenere sul comodino e ogni tanto, quando va, risfogliarlo. La tua notevole dose d’ironia rendeva tutto così fluido e leggero da sorridere ogni volta. Bè, anche senza dimenticare la molta serietà con cui abbiamo parlato dei vari problemi di oggi. Insomma sei per me e lo rimarrai per sempre, un ottimo amico. Ci tenevo tu lo sapessi. Quando vuoi non dimenticare che io sono ancora qua ( in effetti vedremo per quanto ancora, gli impegni mi pare stiano per aumentare, mah…). Ti abbraccio forte con malinconia e un pò di tristezza. Un bacione. Isabella

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    • Grazie cara Isabella delle belle parole! Ti ricordi, ne avevamo parlato quando ci siamo conosciuti, la mia intenzione era quella di scrivere un pò di raccontini per fare il regalo di compleanno a mia madre… poi sono andato lungo ed è scattato invece il piano B, quello dei nipoti. Il libro potrei farlo come regalo, adesso che mi ci fai pensare… “L’uomo che voleva essere grave” come titolo potrebbe andar bene? ah, ah… Ma mica vado via, eh? E no, cara, io ti seguo sempre! Devo veder crescere la tua nipotina. Magari mi prendo solo un pò più di tempo per i commenti! Un abbraccio, Giorgio

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  4. Eh ma che malinconia… Le tue motivazioni sono sensate ma, voglio dire, invece di fermarti potresti lasciare solo un po’ più di spazio fra un post e l’altro… (Ti vedo deciso, ma io ci provo lo stesso 😉 )
    Almeno non escludi il ritorno, e fai bene: io che lo escludevo son tornato, pur avendo poco da dire, invece tu ne hai eccome!
    Che sia un arrivederci dài: il tuo modo di osservare il mondo, di raccontare… sono deliziosi, e lo sono per via della bella persona che sei…
    Ogni bene…

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  5. Io ti seguo da poco, ma per me sei già diventato un riferimento, uno dei pochissimi in verità, e questo tuo allontanamento mi addolora sinceramente..
    Non sono una persona facile ai sentimentalismi, ma questa tua decisione mi colpisce molto Giorgio, perdona la sincerità, comprendo perfettamente che ogni scelta vada rispettata ed aiutata, se è il caso, ma mi dispiace veramente, sei una delle persone migliori che ho “conosciuto” in rete, te lo assicuro, puoi credermi…
    ..ogni volta che penserai a “noi”, i tuoi pedanti amici di blog, figurati un coro eterogeneo che ti dedica: “Torna! Stà casa aspetta a te!!” 😀
    Resta nei paraggi GioMag59, anche se siamo un pò strani, ti vogliamo tutti bene… 😉

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    • Andrea, ma voi siete meravigliosi! Mi sento già in colpa… stamattina ho incontrato una signora, che mi segue ogni tanto su FB,e mi fa: ti sei montato la testa, vero? Mi ha preso alla sprovvista, pensavo che si riferisse al coro, pensa te… le ho chiesto perché e mi fa: perchè i tuoi racconti te li vuoi tenere solo per te? Pensi che non siamo abbastanza intelligenti da capirli? Ma cosa centra l’intelligenza, le ho detto un pò confuso, mica sono trattati di fisica… Lo vedi che non capisci? ,insiste. Ma cosa, le richiedo? Tu confondi l’intelligenza con la cultura. E’ ovvio che la fisica nucleare non la capisco, non l’ho studiata. Ma i tuoi racconti si che li capisco, e li racconto anche a mia nipote e li capisce anche lei. Era sinceramente delusa, e ci sono rimasto proprio male… l’aveva presa come un’offesa personale. Poi, bellissimo, mi fa: per esempio, non potevi scrivere dei salami che fanno venire il cancro? A quel punto da un lato stavo per scoppiare a ridere, dall’altro mi sono detto: ma non mi sarò davvero montato la testa da non trovare il tempo di scrivere quattro cavolate? Forse il mio programma ha qualche bug, alla fine? Comunque, quando la rivedrò in giro, per un pò cercherò di starle alla larga… buona giornata Andrea!

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