L’uomo in mutande

A volte la realtà supera talmente la fantasia da lasciarci nel dubbio se stiamo vivendo nel mondo reale oppure in una sorta di Truman Show in cui, all’improvviso, lo sceneggiatore sia impazzito.

Non so se l’ho già detto, ma tra le tante cose in cui mi diletto c’è anche quella di scrivere delle commediole per ragazzi, di cui poi per mero narcisismo curo la regia; ma certe scene le riterrei assurde anche in un contesto farsesco.

Prendiamo ad esempio una persona qualunque, che so, un impiegato comunale. Anzi, meglio, un vigile urbano. Questo vigile si sta apprestando, un po’ trafelato, a timbrare il cartellino di presenza in Comune. Fin qui niente di strano, anzi la nostra mano si leverebbe a coprire il lieve sbadiglio; ma poi, tac! Scatta la situazione comica: il vigile non indossa la divisa, eh no! Anzi, non ha nemmeno i pantaloni. Il distratto uomo, abitando al piano superiore,  è sceso a timbrare il cartellino in mutande. Risata assicurata dalla platea, che nel mentre però si chiede: ma che ci fa un vigile urbano in mutande in Comune? A togliere il dubbio interviene l’avvocato (non manca mai un avvocato in una farsa) che dichiara: il mio assistito è sceso in mutande perché aveva fretta di andare a multare un’auto in sosta vietata. A questo punto io come epilogo avrei fatto entrare degli infermieri (che non mancano mai neanch’essi, tranne che negli ospedali) e avrei fatto indossare una camicia di forza sia all’avvocato che al suo assistito; magari per finire in gloria avrei potuto mettere anche gli infermieri in mutande.

Devo dire, ammettendo un leggero pregiudizio, che non avrei mai ambientato la scena in Liguria, ma eventualmente a Napoli; questo non perché ritenga i liguri più onesti dei campani ma perché la fantasia partenopea, corroborata dalle commedie di Eduardo e Scarpetta, mi sembrava fin’ oggi inarrivabile.

Avrei dovuto sospettare delle doti uniche dei sanremesi fin da quando nel ’90, nell’ultimo Festival che mi è capitato di seguire, ebbero la straordinaria idea di abbinare Toto Cutugno a Ray Charles (sullo stile di Zorro contro Maciste): l’esperimento però funzionò a metà perché The Genius lungi dal farsi trascinare dalla melensaggine cutugnesca decise di usare solo tre o  quattro note della canzone originale e per il resto ne inventò una lì per lì. Molto meglio di quella in concorso, peraltro, tanto da lasciare la giuria così interdetta che per togliersi d’impaccio diede la vittoria agli sdolcinati Pooh.

Intendiamoci, non è che mi scandalizzi un vigile in mutande. Io, ad esempio, almeno un vigile del mio paese in mutande l’ho visto. Anche senza mutande, se è per quello: ma era fuori servizio, mica pretendeva di correre ad appioppare multe in quelle condizioni. Almeno non prima di aver finito la doccia, specialmente se il campo da calcio era pesante.

Sembra, poi, che il solerte impiegato a volte si facesse sostituire nella timbratura dalla moglie, ovviamente in vestaglia. Questa è comunque, secondo me, una buona idea: trasformare il posto fisso in impresa familiare potrebbe essere una buona leva per rilanciare l’occupazione. A quel punto tanto valeva che l’infrazione venisse sanzionata direttamente dalla signora in deshabillé; ma ci sono cose che competono solo a chi (almeno) in casa porta i pantaloni.

Avrei voluto finirla qua e sarebbe stata anche una chiusura elegante; se non che leggo un’intervista a Tony Blair, mentitore professionale e idolo del nostro attuale premier, nella quale chiede scusa per la guerra in Iraq. Dodici anni dopo: ha mentito sulle prove, ha attaccato scienziati e giornalisti contrari costringendone persino qualcuno al suicidio; insieme ai suoi amichetti Bush e Berlusconi ha offeso e svillaneggiato tutti i movimenti per la pace e rifiutato persino proposte di soluzione politica; ha distrutto un paese, destabilizzato un’intera area e dato sfogo ai peggiori fondamentalismi. I’m sorry, dice. Ma con il criterio con cui lui e i suoi sodali hanno permesso di impiccare l’ex alleato Saddam Hussein poi divenuto sanguinario dittatore, colpevole secondo loro di opprimere il popolo curdo quando l’attuale alleato Erdogan (in futuro sanguinario dittatore?) bombarda i curdi ogni giorno, che fine dovrebbe fare il buon Tony colpevole direttamente della morte di centinaia di migliaia di persone e dell’esodo di altri milioni?

Allora va bene, lapidiamo pure il fantasioso vigile e l’amorosa mogliettina; ma non dimentichiamoci, per favore, di tenere le pietre più grosse per chi veramente le merita.

(68. continua)

blair_bush_berlusconi

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10 pensieri su “L’uomo in mutande

  1. ironicissimo, più del solito, direi.
    Bellissima, anche, questa cosa che scrivi commedie per i ragazzi. Sulle mutande ti appoggio sulla scelta napoletana anche perché sono solita io solita dire “quanto tutto manca, non ci resta che rimboccarci le mutande (e meno male che abbiamo ancora quelle!)”
    Ti auguro una felice notte
    ciao

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