L’importante è finire

Tutti conoscono, credo, il motivo musicale che accompagna i collegamenti televisivi in Eurovisione. Pochi invece, sono sicuro, sanno che si tratta dell’attacco del “Te Deum” di Marc-Antoine Charpentier, compositore barocco.

Devo confessare che tra le mie modeste doti artistiche non rientra la pittura. Sono rimasto alla casetta col comignolo fumante sulla collina, se capite cosa intendo. I miei più grandi capolavori delle medie sono: Banda in piazza per il primo maggio, dove alle divise di colore grigio (avevo finito il blu) si unisce il grigio del selciato; e la Fuga di Renzo e Lucia (profetico, questo), dove al nero del lago di Como di notte si unisce il nero del cielo. Credo di aver reso l’idea.

In seconda media la nostra scuola, come in tutta Italia, venne invitata a partecipare ad un concorso per un elaborato originale sul tema dell’Europa unita. Poteva essere un disegno, o un tema, o una poesia. Io avevo raggiunto una buona notorietà come poeta; il mio componimento migliore, un pippone social-ecologico, era stato pubblicato sul giornalino scolastico, lo “Tzè Tzè”. Sicuramente una copia sarà nei cimeli familiari, per la delizia delle future generazioni.

La nostra professoressa di italiano, signora Giocondi, aveva molta stima di me.
Quando venne il giorno della prova, si aspettava quindi che io sfornassi un’opera poetica; capirete quindi la sua delusione quando al posto delle attese rime baciate presentai un disegno ispirato alla sigla dell’Eurovisione, denotando tra l’altro scarsissima fantasia.

La prof la prese come un’offesa personale. Il mio lavoro (ammetto, non eccelso) fu annullato. Il giorno dopo fui sequestrato e rinchiuso, da solo, in un’aula con il compito-ordine di scrivere, a tutti i costi, una poesia sull’Europa Unita.
Ora, non credo che al giovane Giacomo il premuroso Monaldo abbia mai detto: adesso tu, sgorbietto, ti siedi lì e mi scrivi subito una poesia sulla tal donzelletta. Non è così che funziona.
La poesia scorreva forte ma libera, per così dire. Mi sforzai, mi sforzai, ma l’ispirazione non venne.

L’insegnante amareggiata mi tenne per un po’ il broncio, e scesi decisamente di qualche gradino nella sua speciale classifica dei beniamini. Recuperai a fatica e di poesie non ne scrissi più, per non darle ulteriori dispiaceri.

Ritrovai i barocchi tanti anni dopo. In uno di quegli attacchi tipici delle mezze età, decisi di mettermi seriamente ad imparare il violino. Lo strumento, come ricorderete, ce l’avevo.
Iniziai a prendere lezioni da una bravissima maestra, Gaia, che ha più o meno l’età di mio figlio: arcate, scale, diteggiature, qualche pezzo facile. A fine anno, temutissimo, il saggio.

Io avrei potuto farmi esonerare, ovviamente. Ma non lo feci, mi sembrava una diserzione. Così ogni anno mi sottoposi, insieme a bimbetti in età a malapena scolare, a questa prova.
Al terzo anno, affrontai il Canone e Giga in Re maggiore di Joahnn Pachelbel. E’ il suo pezzo più conosciuto; anche perché alla sua fama contribuiscono tutti i violinisti tzigani, ad ogni angolo di strada. Lo eseguii in trio con la mia maestra e una sua amica violoncellista. Non credo lo citeranno nel loro curriculum vitae, ma ne manterranno un ricordo vivido.

L’uditorio era composto da bambinetti, genitori e nonne. E mia moglie con telecamera. Ogni tanto la ripresa è un po’ mossa, credo stesse singhiozzando.
Non so quanti di voi abbiano un’idea di quanto lunghi possano essere quattro minuti su di un palco, con in mano un violino di cui non si sia perfettamente padroni. Io avevo in mente una canzone di Mina degli anni ’70, “L’importante è finire”.

Devo registrare lo stupore del pubblico quando scoprì che il più vecchio del trio non era il maestro, ma l’allievo; il tremolio con cui attaccai le prime note; il sollievo quando superai quasi indenne la variazione più difficile; l’applauso finale (di liberazione, dato che il pezzo era durato il doppio del normale) ma soprattutto l’ammirazione che scorsi negli occhi dei bimbetti seduti sotto.

Se ce l’ha fatta lui, pensavano, ce la posso fare anch’io.

(11. continua)

eurovisione2

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